fundamentales en España

Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ e se, per noi due, che noi 2, noi siamo veramente incompatibili: quasi su tutto, se noi due, noi possiamo vivere come fratelli, lavorare insieme, avere cura e protezione l'uno dell'altro? POI, per tutti gli altri, in tutto il pianeta, CERTAMENTE, SAREBBE SEMPRE PIÙ FACILE: realizzare la fratellanza univerale, che non per noi! Tu non puoi continuare a riporre la tua fiducia nei satanisti massoni farisei SPA FED NATO: "perché questo è un suicidio certissimo per te!"
PERSECUTED CHURCH

Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ Dio JHWH: Padre, VERBO e Vento Santo, lui ha detto "noi facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza".. quindi, tutti NOI, LUI IL SANTO, CI ha fatti: creati, con il potere della SUA Parola e con il Soffio dello Spirito SANTO: la nostra anima, dotata di un corpo spirituale! Adesso, anche noi abbiamo un riflettente potere creativo come LUI JHWH, se, è vero che anche noi siamo a sua Immagine e a Sua Somiglianza: per avere in noi le sue prerogative ad immagine! .. E TU NON DOVRESTI PARTIRE dal presupposto, dal PRINCIPIO CHE, LE COSE CHE POSSANO PIACERE A TE, queste stesse, poi, NON DEBBANO PIACERE ANCHE A ME, ANCHE!  .. e se noi non ricreamo le nuove strutture istituzionali e valoriali del Pianeta: monetarie ed istituzionali? POI, noi STIAMO TUTTI per andare a MORIRE!

SALMAN SAUDI ARABIA ] se noi affermiamo che, nei miei personaggi virtuali: di lorenzoALLAH Mahdì, lorenzoJHWH Messiah, e Unius REI, non c'é nulla di soprannaturale, e che questi sono soltanto dei personaggi virtuali, tutto il frutto di pura fantasia: il mio sogno migliore, cioè, di poter benedire tutti i popoli del mondo, al fine di: poter veicolare il messaggio politico della fratellanza universale? ok! poi, da un punto di vista politico non cambia nulla, perché, io in politica, io sono sarò e rimarrò sempre un agnostico razionale! Quindi io non pretendo una sovranità, al di fuori della razionalità dell'intelletto umano.. anche perché contrariamente, il mio messaggio non potrebbe mai essere universale!
 revenge Yitzhak Kaduri
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http://abdallahkingabdullah.blogspot.com/2016/10/siamo-veramente-incompatibili.html ]
siamo veramente incompatibili [ si, fino ad oggi è stato così! ma, da domani, se tu vuoi, per un miracolo di Allah, certo, per il potere creativo della nostra fede, da domani non sarebbe mai più così!

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#Satana #Rothschild #Bush ] puoi iniziare a dire le preghiere, perché i miei ebrei saranno sempre con me, come io sarò sempre con loro, infatti la nostra è una alleanza ETERNA! Chi crede di fare qualcosa senza di noi? CERTO SI FARÀ MALE!
chi vota contro TRUMP fa un favore al satanismo impero Rothschild Bildenberg SpA FMI 666 WW3 NWO! Quando il terrore verrà contro di lui? SE LO SARÀ MERITATO! CSPB CSSMLNDSMD VRSN SMVS MQLIVB ♰"Drink your poisons made by yourself"

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dopo l'attentato nella capitale Gerusalemme, massima allerta
Città blindata per Kippur Predica calma il ministro degli Interni israeliano Gilad Erdan dopo l'attentato terroristico di Gerusalemme, in cui due persone sono state uccise e altre sei ferite. Parlando nelle scorse ore alla radio dell'esercito israeliano, Erdan ha ribadito che le autorità hanno la situazione sotto controllo nella Capitale. In prossimità delle celebrazioni dello Yom Kippur, è stata rafforzata la sicurezza per scongiurare nuovi attacchi.
Le modalità dell'attentato di ieri però preoccupano alcuni analisti israeliani: il terrorista, un uomo di 39 anni proveniente dal quartiere Silwan, nella zona Est di Gerusalemme, aveva passaporto israeliano ed era legato al movimento Mourabitoun, un gruppo islamista dichiarato illegale e attivo nell'area della Moschea Al-Aqsa. Il suo attacco rientra, secondo diversi opinionisti, all'interno del tentativo del gruppo terroristico di Hamas di destabilizzare Gerusalemme e la Cisgiordania. Non a caso il movimento ha rivendicato l'attentato di ieri.
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l'agente eroe e l'ex impiegata della knesset Yossi e Levana, Israele in lutto
Le due vite spezzate dal terrore “Avevamo così tanti progetti insieme, una casa, dei figli, e mi hai sempre sostenuta nella mia carriera”. Sono le parole di una moglie in lacrime il simbolo della tragedia avvenuta ieri a Gerusalemme, dove in un attentato terroristico sono state spezzate le vite del sergente 29enne Yosef Kirma e dell’ex impiegata della Knesset Levana Malihi, 60 anni. Yosef e Noy si erano sposati solo ad aprile, ma tutti i loro progetti sono svaniti dopo che il terrorista Mesbah Abu Sabih, residente nella zona di Silwan a Gerusalemme Est, ha sparato a Kirma che lo inseguiva. Un colpo in testa, e per il giovane agente non c’è stato nulla da fare. Prima, il terrorista aveva già aperto il fuoco ad una fermata della ferrovia leggera, colpendo tra gli altri Levana, poi deceduta all’ospedale Hadassah per le ferite.
“Yossi, ora che non sei più tra noi com’è possibile continuare? Cosa farò adesso? Come andrò avanti?”. Sono le domande strazianti di suo padre Uzi, che al funerale svoltosi ieri pomeriggio sul monte Herzl ha ricordato Kirma non solo come un figlio, ma anche come un amico. “Mi hai sempre amata incondizionatamente – ha aggiunto sua moglie Noy – anche più di quanto io abbia mai amato me stessa”.
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qui roma “9 Ottobre, ferita ancora aperta”
Parte dalle nuove generazioni, dalla loro volontà di trasmettere l'importanza di questa memoria, l'intensa commemorazione dedicata ieri a Roma al ricordo dell'attentato al Tempio Maggiore. Esattamente 34 anni fa.
Nell'anniversario dell'attentato, nella sinagoga Beth Michael, Benè Berith Giovani e Delet-Assessorato ai Giovani della Comunità ebraica hanno infatti portato molte centinaia di persone a raccogliersi e a condividere ferite, pensieri, sguardi in prospettiva insieme a Gadiel Taché, che perse il fratellino Stefano e che fu per giorni sospeso tra la vita e la morte, e Pierluigi Battista, il giornalista con cui Gadiel ha deciso di rompere un lungo silenzio nel 2011.
Una serata densa e commovente, che si conclude con una lezione di Torah. Perché la missione del popolo ebraico, viene ricordato, è quella di tenere alto il valore della vita, l'identità, gli insegnamenti dei Maestri, l'amore per lo studio. La vita che vince sulla morte. “Questa è una serata importante, per riflettere tutti insieme sulle cause di quell'attentato, sul clima pesantissimo che si respirava in quei giorni. Come è noto, fummo venduti ai terroristi palestinesi. Terroristi che ad oggi non sono perseguiti dalle legge” esordisce la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello, dando avvio alla serata con una memoria che si intreccia anche a quella di giovane studentessa costretta in quel difficile '82, sui banchi del liceo Manara, a difendersi dai veleni di un costante flusso di rancore anti-israeliano e anti-ebraico.
Un plauso ai giovani che si sono presi carico di questa iniziativa arriva anche dalla presidente UCEI Noemi Di Segni, presente alla serata. Proprio la presidente dell'Unione, nel corso della mattinata, aveva fatto diffondere un messaggio di vicinanza alla Comunità di Roma a nome dell'intero ebraismo italiano.
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION
L'Italia ebraica festeggia il 5777. Il 5777 per l’Italia ebraica inizia all’insegna del ricordo e dell’incontro. Così nell’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition, si dà conto dei diversi esponenti del mondo politico della Penisola che hanno inviato agli ebrei, italiani e non, i propri auguri per Rosh HaShanah, il Capodanno ebraico (tra gli altri il primo ministro Matteo Renzi).
Negli scorsi giorni poi il presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni a Montecitorio. Tra gli argomenti oggetto del colloquio, la necessità di combattere contro ogni forma di odio e intolleranza, e il contributo della Comunità alla vita del paese.
Roma intanto ha commemorato il trentaquattresimo anniversario dell’attentato contro il Tempio Maggiore, avvenuto il 9 ottobre 1982, quando un commando di terroristi palestinesi aprì il fuoco contro la folla che lasciava la sinagoga, assassinando un bambino di due anni e ferendo decine di persone.
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CULTURA E FORMAZIONE Corso di laurea, iscrizioni aperte
Si aprono le iscrizioni al Corso di Laurea Triennale dell’UCEI. Docenti internazionali e prestigiosi, corsi imperdibili e la possibilità di seguirli via Skype da tutta Italia. Cibo per l’anima. Per acquisire autorevolezza, capacità di argomentare un’ebraicità ricca e mai naif.
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Rosh haShanah 5777 - qui genova
Un anno per l’amicizia Quasi alla vigilia di Kippur, le nostre preghiere e le nostre riflessioni si fanno più fervide e cariche di emozioni. Il mio augurio è che possa essere l’inizio di un anno di vita ebraica più intensa nelle nostre Comunità, la maggior parte di esse sono sempre più piccole, devono allora assumere per noi la dimensione di una più grande famiglia, per il cui bene ci sentiamo tutti impegnati e senza la quale sentiamo di non poterci realizzare pienamente, nella nostra dimensione ebraica e personale. Grandi sono le nostre responsabilità , la scelta di vivere nella diaspora ci impegna fortemente verso tutto il popolo ebraico, le cui difficoltà dobbiamo sentire di condividere, ci impegna verso Israele, nella capacità di rispondere ad accuse spesso calunniose, ci impegna ad essere un esempio concreto di vita ebraica, la Torah, le Mizvot, la conservazione forte, cosciente e consapevole della nostra identità, in tutte le sue componenti, sono l’essenza della nostra vita ma costituiscono anche il contributo essenziale che possiamo e dobbiamo dare per il bene della società in cui viviamo.

Rav Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova
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Rosh haShanah 5777 - qui firenze
Un anno per il bene
Tra le preghiere di Rosh haShanah, una mi ha colpito, e ne sono stato sempre affascinato.
In questa preghiera alla fine del Musaf di Rosh haShanah, chiediamo all’Eterno di accogliere le nostre grida e le nostre preghiere e di aprire una innumerevole serie di porte.
Dovremmo leggere e rileggere questa preghiera, sia per la preghiera stessa, sperando di essere esauditi, anche per una piccola parte, sia per comprendere tutte le cose positive della nostra vita, della nostra fede, del nostro stare con la famiglia e con gli altri.

Dario Bedarida, presidente Comunità ebraica di Firenze
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rosh hashanah 5777 - qui bologna
Un anno per il futuro
“Ke Rachem Av al banim richam A’ al jereav” – Come un padre usa bontà per i suoi figli, così il Signore usa bontà per coloro che lo temono. È per questo motivo che, proprio nei giorni di teshuvah, ci rivolgiamo a Lui con l’espressione “Avinu Malkenu”, Padre Nostro. Nelle preghiere di Kippur, vi è una supplica che suona con le parole: “Ki anu ammekhà ve attà Elohenu, Anu banekha ve attà avinu, Anu avadekha ve attà adonenu, Anu zonekhà veattà roenu, Anu azè panim veattà El rachum ve channun” – Poiché noi siamo il Tuo popolo, Tu sei nostro D-o, noi siamo Tuoi figli e Tu nostro padre, noi siamo i Tuoi servi e Tu il nostro padrone, noi siamo il Tuo gregge e Tu il nostro pastore, noi siamo sfrontati e Tu sei pietoso e misericordioso. Tutto ciò per indicare la nostra estrema sottomissione a D-o, riconoscendo in Lui non solo il nostro Creatore, quindi il nostro giudice eterno, ma anche un padre che sa riprendere e allo stesso tempo comprendere il comportamento dei propri figli, perdonandoli se essi si ravvedono.

Rav Alberto Sermoneta, rabbino capo di Bologna

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ROSH HASHANAH 5777 - QUI NAPOLI
Un anno per la crescita
In ebraico Shanà viene dalla radice Shin – Nun – He, che significa non solo ripetere, ma anche compiere un giro completo. Appunto, la rivoluzione degli astri.
Lungi dai corsi e ricorsi della storia, il capodanno è l’occasione per rivoluzionare la realtà individuale, comunitaria e dell’umanità.
Se è compito dell’uomo saper intervenire nel creato affidatogli dal Signore per migliorarlo, è compito del popolo ebraico operare per il tikkun olam, la correzione della società partendo dalla realtà a noi vicina.

Rav Umberto Piperno, rabbino capo di Napoli e del Sud Italia
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ROSH HASHANAH 5777 - QUI ANCONa
Un anno per la salute
Archiviato il 5776, diamo il benvenuto a questo nuovo anno con la speranza che sia un anno di pace, salute e prosperità per tutto il mondo.
Voglia la luce Divina illuminare le menti malvagie di coloro che fomentano l’odio tra i popoli e far sì che i loro cuori “lavorino” per l’amore verso il prossimo.
Scenda la benedizione del Signore su Israele e tutti i suoi figli.

Manfredo Coen, presidente Comunità ebraica di Ancona


pilpul

Oltremare - Ingredienti
Durante l’esame per il mio Bat-Mitzvah, il rabbino capo di Torino mi chiese: allora Daniela, quali sono gli ingredienti coi quali si prepara il Kippur? Ora bisogna immaginarsi la scena. Pieno giorno, ufficio rabbinico di Torino, luogo poco luminoso e a me del tutto sconosciuto; tavolo che ricordo immenso, silenzio pomeridiano, e Rav Sierra z’l il cui sorriso gentile non toglieva nulla alla sua presenza imponente davanti ad una bambina magrolina e timida, probabilmente già con tre etti di metallo appesi ai denti. Ricordo con chiarezza di aver sgranato gli occhi e risposto un po’ scioccata: ma Signor Rabbino, a Kippur non si mangia! Rav Sierra rise e disse che intendeva cibo spirituale, e allora ero troppo piccola per rendermi conto che un po’ scherzava.
Invece a casa mia Kippur è cosa molto seria, e la lista degli ingredienti non sta mai nel foglietto che mi preparo ogni anno.

Daniela Fubini
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Agnon, tra ironia e assurdo
Il riconoscimento internazionale di Agnon, premio Nobel per la letteratura nel 1966, e la sua percezione come scrittore classico, nutrito dalle fonti rabbiniche, non deve nascondere il carattere profondamente sovversivo della sua scrittura romanzesca. Al di là dell’immagine dell'ebreo tradizionalista che appare fra l'altro sui vecchi biglietti da 50 shekel dove il vecchio Agnon venne disegnato con una papalina nera, riferimento allusivo alla sua ortodossia religiosa, bisogna essere consapevoli del fatto che la figura iconica delle lettere ebraiche rinnovate ripercuote d’altronde gli ultimi echi del contesto culturale austro-ungarico, dove la scrittura in una lingua, qualsiasi essa sia (tedesco; ungherese; ceco; polacco; croato e anche italiano se consideriamo Svevo come un rappresentante latino di quello spirito del fin de siècle asburgico) si distingue per il suo caustico nichilismo e la sua ironia disperata.

Cyril Aslanov, Diploma universitario in Studi ebraici - UCEI


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Italia sull'orlo del baratro, ma il Governo pensa al referendum

© AFP 2016/ Yoshikazu TSUNO Italia 12:49 10.10.2016(aggiornato 13:45 10.10.2016) URL abbreviato Marco Fontana 5991170 Emblematico il rapporto della Caritas: dall'inizio della crisi ad oggi la povertà assoluta, ovvero la condizione di coloro che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in maniera minimamente accettabile, è aumentata nel nostro Paese fino ad esplodere. I poveri in Italia nel 2015 infatti sarebbero saliti a 4,6 milioni. Banconote da 50 euro © flickr.com/ Remo La lotta dei governi alle “caste” italiane ha solo aumentato la povertà Offre notevole spunti di riflessione la morbosa attenzione che il Governo sta prestando al referendum costituzionale di dicembre. Invece di occuparsi di tutti gli altri fronti su cui l'Italia sta soffrendo da anni, Renzi pensa a far vincere la "sua" riforma. Emblematico il rapporto della Caritas: dall'inizio della crisi ad oggi la povertà assoluta, ovvero la condizione di coloro che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in maniera minimamente accettabile, è aumentata nel nostro Paese fino ad esplodere. I poveri in Italia nel 2015 infatti sarebbero saliti a 4,6 milioni. Un disastro che andrebbe affrontato come priorità, in particolare se compariamo i dati del 2013/2014 a quelli attuali: la povertà assoluta allora toccava 4 milioni di persone, ora 4,6: seicentomila diventati poveri durante il governo del premier giovane e simpatico. Banca Centrale Europea © Fotolia/ VRD L’Italia è il principale mistero politico dell’eurozona Di fronte a numeri così impietosi lasciano esterefatti i pellegrinaggi che Renzi e ministri fanno in Italia e all'estero per ingraziarsi voti per il prossimo 4 dicembre. Una scelta dissennata: qui non si discute affatto di riforme che diano lavoro e futuro agli italiani, ma si dibatte di modifiche alle regole del gioco "democratico" che non interessano la maggioranza degli italiani, specie quelli con la pancia vuota o con il lavoro svanito. Il leader del Partito Democratico si affanna a portare voti alla sua maggioranza, mentre gli basterebbe governare le partite vere che il Paese sta perdendo, in particolare quella economica. Monete euro e la bandiera italiana © REUTERS/ Stefano Rellandini Banche italiane in crisi: pericolo per Renzi e per la finanza europea L'ultima in ordine di tempo è il peggioramento delle previsioni sull'aumento del PIL nel bienno 2016/2017 per l'Ocse. Una revisione al ribasso che suona come una pesante bocciatura all'azione politica renziana, incentrata tutta sull'apparenza e che non bada a far invertire la rotta a un Paese che forse è già fallito. C'è da domandarsi dove siano finiti quegli opinionisti che sotto i governi di centrodestra deridevano l'ottimismo di Berlusconi e gli imputavano il prossimo default dell'Italia. Senza voler prendere le parti del Cavaliere, è palese la disparità di trattamento da parte dei media nazionali e internazionali, oltre tutto considerando che i parametri micro e macroeconomici sono assolutamente peggiori di quelli del 2011. L'unico positivo (si fa per dire) è lo spread: un parametro che gli italiani conoscono bene da quando ha portato alla destituzione dell'ultimo premier legittimato dal voto popolare. Si intende che il processo è avvenuto nei modi prescritti dalla legge: l'UE e i club sovranazionali operano sempre in modo formalmente impeccabile, e se nella sostanza organizzano un golpe, ma dai, quella è roba da complottisti. E allora la casalinga di Voghera o il precario di Terni dovrebbero porre molta attenzione a chi sta appoggiando il referendum di Renzi, per capire quale scelta fare. Autorevoli esponenti dell'Unione Europea hanno infatti affermato: In Italia c'è una minaccia populista, sosteniamo Renzi. Militanti di estrema destra © REUTERS/ YVES HERMAN Le Destre “populiste” sono la salvezza della democrazia Cosa significa davvero populismo ce lo dice la Treccani: "l'atteggiamento ideologico che (…) esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con significato più recente (…) forma di prassi politica, tipica di Paesi in via di rapido sviluppo dall'economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione". Ora, chi meglio di Renzi incarna questo modello? Pare proprio sia il Partito Democratico a ispirarsi agli ideali socialisti e proprio il PD vede nel popolo il depositario di valori positivi. Forse si può dire che Renzi non sia un leader carismatico che imbonisce le masse? Sta girando la Penisola promettendo la neve ad agosto: ponte sullo Stretto, quattordicesima per i detentori di pensioni minime, allargamento mancetta 80 euro ad altre categorie sociali. E allora come fa l'UE a definire populiste le forze politiche che si oppongono a Renzi? Poiché esse mettono in dubbio l'attuale assetto del super Stato europeo, allora sono brutte e e cattive e nemiche del progresso. Matteo Renzi e Angela Merkel © REUTERS/ Max Rossi Italia: una colonia di USA e Germania Nell'UE come nel Governo italano prevale lo spirito di autoconservazione di poltronifici ed euro-burocrazie. E nessuno si preoccupa, prima di esprimere giudizi sulla vita interna di uno Stato, di entrare nel merito delle singole politiche. E quindi l'elemosina di una maggiore flessibilità verso l'Italia, per ovviare ai maggiori costi di ricostruzione post terremoto e della gestione dei migranti, arriva dall'Europa non per solidarietà o precisa scelta economica, ma per impedire la vittoria dei nemici "populisti". Si fa un gran parlare di ritorno alla Guerra Fredda e di ingerenza sugli Stati sovrani: padrino e madrina di questo ritorno al passato si chiamano Obama e Merkel.

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Il coro russofobico dei signori della guerra

© Sputnik. Dmitriy Vinogradov Opinioni 11:33 27.09.2016URL abbreviato Giulietto Chiesa 213503760 Io non sono ad Aleppo e quindi non posso fare altro che leggere le agenzie, guardare i filmati, fare il conto delle firme sotto i comunicati e cercare di capire da dove vengono. Poi metto in fila tutto quello che so della guerra di Siria: quando e come è nata, chi l’ha cominciata, chi l’ha voluta e perché. E questa è la mia conclusione. Come nella guerra ucraina, e in tante altre occasioni analoghe, quando l'Impero si trova nei guai, ecco che crea un "caso", uno "scandalo" mediatico, su cui al volo, immediatamente, si scatena tutto il mainstream occidentale, a tappeto, all'unanimità, senza eccezioni. Contro chi? Ma contro la Russia, è ovvio. Federica Mogherini © AFP 2016/ DIETER NAGL Siria, Mogherini: Russia e Usa dovrebbero garantire la tenuta del cessate il fuoco Oggi il menù serve il piatto speciale denominato "assedio di Aleppo". Leggo un vergognoso comunicato con in testa la firma della signora Mogherini. So che una tale nullità non può essere l'autrice di quel testo. E infatti vedo che esso è appoggiato dai ministri degli esteri di Francia, Italia, Germania, Stati Uniti. Mancava la firma della Gran Bretagna, ma poi è arrivato il nuovo ministro degli esteri, lo scavezzacollo Boris Johnson, a ribadire gli stessi concetti. Dove si parla, a proposito di Aleppo, di "eventi sconvolgenti", della necessità di "ripristinare il cessate il fuoco", della esigenza di inviare aiuti umanitari alla popolazione. E naturalmente si addossa tutta la responsabilità alla Russia. Allora devo fare ricorso alla mia memoria. Chi ha cominciato la guerra in Siria? Chi si ricorda il "presidential order" di Obama nel 2011 in cui si definiva il governo siriano come una minaccia agl'interessi degli Stati Uniti d'America? Chi ha creato il terrorismo di Daesh, chi ha sostenuto i terroristi, inclusi quelli "moderati" (che però tagliavano le teste e mangiavano i cuori dei soldati siriani)? E adesso chi "assedia" Aleppo? Dicono: è Assad che assedia Aleppo, aiutato dai russi. Ma Assad è il presidente in carica, che combatte contro i terroristi e vuole portare l'ordine in casa propria. Ribelli siriani © AFP 2016/ ACHILLEAS ZAVALLIS Lavrov accusa gli USA: cercano di scaricare sulla Russia la colpa della guerra in Siria La verità è in ogni caso opposta a questa versione. La verità è che i terroristi hanno preso in ostaggio la città e sono aiutati a tenerla prigioniera dai consiglieri occidentali, di Israele, USA, Qatar, Turchia. Perché lo fanno? Perché se cade Aleppo tutti loro avranno perduto la guerra. E dunque è utile aiutare i terroristi a tenerla nelle loro mani, al prezzo del sangue delle popolazioni civili. Gli USA hanno appena venduto armi modernissime all'Arabia Saudita per decine di miliardi di dollari. Armi che Riyadh usa contro lo Yemen, ma in parte invia sul fronte siriano, magari facendosi prestare aerei dalla Gran Bretagna e da Israele. C'è notizia che gli aerei russi hanno recentemente bombardato un campo, vicino ad Aleppo, dove si trovavano almeno 30 ufficiali israeliani, insieme ad altri agenti del Qatar, degli USA, della Turchia. E' stato un atto di rappresaglia contro il bombardamento aereo americano delle truppe siriane, sempre vicino ad Aleppo, in cui sono stati uccisi oltre 70 militari siriani, e altri 100 sono stati feriti. Ma in cui, a quanto pare, sono morti anche diversi ufficiali russi. Ma che ci facevano quegli agenti stranieri vicino ad Aleppo, dall'altra parte del fronte, in compagnia dei tagliagole islamici? L'accordo di tregua tra Kerry e Lavrov era appena stato firmato. Prevedeva il cessate il fuoco. Come mai quel bombardamento? Obama comanda davvero le sue forze in zona? Sergey Lavrov e John Kerry a New York nell'incontro sulla Siria © REUTERS/ Darren Ornitz Lavrov rivela, USA hanno chiesto scusa ad Assad per il raid contro l'esercito siriano L'accordo prevedeva anche un corridoio umanitario, utile sia per fare arrivare aiuti umanitari alle popolazioni civili, ma anche per consentire una via di uscita sicura ai terroristi che avessero voluto lasciare libero il terreno. Ma dopo poche ora il primo convoglio delle Nazioni Unite è stato bombardato e incendiato. Chi ha voluto far saltare l'accordo? E' evidente che parecchi dei protagonisti dell'alleanza "occidentale" (o pezzi dei loro servizi segreti) non vogliono nessuna tregua. Ma il coro dei media occidentali accusa la Russia. Che non solo non ha alcun interesse alla prosecuzione della guerra, ma che è l'unico paese straniero che ha il pieno diritto di volare nei cieli di Damasco. Perché? Perché ha l'autorizzazione legale di farlo, essendo stata invitata dal governo legittimo della Siria. Tutti gli altri aerei che vi si trovano o vi entrano, siano essi americani, turchi, israeliani, sauditi, sono aerei aggressori. Ci sono, e bombardano solo la parte legittima, mentre fingono di bombardare i terroristi. Il risultato, paradossale, è che sul banco degl'imputati finisce la Russia, unico paese che ha combattuto e sgominato l'esercito del cosiddetto Stato Islamico. Questa è la vergognosa "verità" che l'Occidente e i suoi amici — gli amici del terrorismo — fanno piovere sui loro sudditi ignari.

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Putin: inammissibile frenare sviluppo energetico per ambizioni politiche di qualcuno

© Sputnik. Anton Denisov Economia 15:14 10.10.2016(aggiornato 15:15 10.10.2016) URL abbreviato 034960 Il presidente russo Vladimir Putin ha definito inaccettabili i tentativi di ostacolare lo sviluppo del settore energetico con strumenti politici, in particolare tramite l'uso di sanzioni unilaterali; questo non dà stabilità ai mercati mondiali del petrolio. Lo ha dichiarato intervenendo al 23° Congresso Mondiale dell'Energia. "In particolare vorrei sottolineare che sono inammissibili i tentativi per frenare lo sviluppo del settore energetico con le ambizioni politiche di qualche altro Paese", — ha detto. "Voglio dire che è diventato di moda usare sanzioni unilaterali, restrizioni ingiustificate in materia di accesso alle risorse di investimento e di tecnologie avanzate," — ha detto Putin. "Tutto questo continua a non dare i risultati desiderati ai padri di queste idee," — ritiene il presidente. Il congelamento o la riduzione della produzione di petrolio è una decisione importante per salvaguardare la stabilità del mercato petrolifero. La Russia è pronta ad aderire all'accordo. Lo ha dichiarato oggi in occasione della sessione speciale del Congresso Mondiale dell'Energia ad Istanbul il presidente russo Vladimir Putin

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/economia/201610103469475-sanzioni-USA-UE-Occidente-tecnologia-finanza/
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Gorbaciov avverte: il mondo è in una situazione di pericolo

© Sputnik. Ramil Sitdikov Mondo 14:36 10.10.2016(aggiornato 16:42 10.10.2016) URL abbreviato 121201160 L'ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov crede che il mondo sia giunto ad un punto pericoloso. Lo ha dichiarato in un'intervista con RIA Novosti. "Penso che il mondo sia ad un punto pericoloso. Non vorrei dare soluzioni specifiche, ma voglio dire: è ora di smetterla. Occorre riprendere il dialogo. La sua sospensione è stato il più grande errore", — ha detto Gorbaciov. Secondo l'ex leader sovietico, oggi non è facile parlare della strada verso un mondo senza nucleare, tuttavia questo obiettivo non è un'utopia, ma una necessità. A suo parere è necessario riprendere le principali priorità: la riduzione delle armi nucleari, la lotta al terrorismo e la prevenzione della catastrofe ambientale. "Rispetto a queste sfide tutto il resto passa in secondo piano", — ha assicurato Gorbaciov. In precedenza in relazione al decreto sulla sospensione dell'accordo sul plutonio con gli Stati Uniti, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva rassicurato che Mosca non avrebbe rinunciato ai suoi impegni in materia di disarmo nucleare.

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201610103468798-Russia-USA-geopolitica/
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Hollande mette in dubbio l'incontro con Putin in Francia: il commento del Cremlino

© AFP 2016/ MAXIM MALINOVSKY Politica 10:39 10.10.2016(aggiornato 13:23 10.10.2016) URL abbreviato 71338025 Mosca continua a preparare la visita programmata di Vladimir Putin a Parigi, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il 6 ottobre in un incontro a Mosca con il capo della diplomazia francese Jean-Marc Ayrault, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva detto che Putin il 19 ottobre si sarebbe recato in visita in Francia, dove con il presidente Hollande avrebbe discusso la situazione in Siria e in Ucraina. In precedenza in un'intervista al canale televisivo TMC (gruppo TF1) Hollande aveva posto una domanda retorica sull'utilità dell'incontro con Putin. "Non abbiamo informazioni ufficiali su questo argomento, proseguono i preparativi per la visita di Putin a Parigi, dove avrà dei colloqui all'Eliseo," — ha detto ai giornalisti Peskov in risposta alla richiesta di commentare le parole Hollande, che per i media ha messo in dubbio l'incontro. Peskov ha aggiunto che in Francia Putin parteciperà anche all'apertura del Centro Culturale russo. "Non abbiamo altre informazioni dai partner francesi. Ci basiamo su questo", — ha aggiunto.
 https://it.sputniknews.com/politica/201610103466733-Russia-Siria-ONU-veto/

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Sopresa “Iskander”

© Sputnik. Alexei Danichev Mondo 18:15 10.10.2016URL abbreviato 02100 I Ministri delle forze armate degli stati NATO discuteranno la situazione legata sul trasferimento dei sistemi missilistici “Iskander-M” a sud di Kaliningrad. I Ministri delle forze armate NATO discuteranno la questione dei sistemi missilistici "Iskander-M" durante gli incontri del 26 e 27 ottobre a Bruxelles riferisce RIA Novosti citando una fonte diplomatica a Bruxelles. Secondo la fonte i Ministri discuteranno anche dei movimenti della Russia in Siria. Venerdì il quotidiano "The Guardian", citando le informazioni ufficiali ottenute dall'Estonia, ha comunicato del trasferimento di sistemi missilistici balistici tattici Una batteria missilistica mobile Iskander © Sputnik. Alexei Danichev Intelligence USA sospetta che la Russia abbia trasferito missili Iskander a Kalinigrad verso il confine tra Polonia e Lettonia. Secondo le informazioni della testata gli Iskander sono stati trasportati da San Pietroburgo nel distretto di Kaliningrad a bordo della nave da carico "Ambal". Se questi dati saranno confermati, queste mosse potrebbero essere considerate dall'Occidente come la volontà della Russia, prima delle elezioni presidenziali in USA, di rafforzare la propria influenza nei territori dell'Europa orientale verso il Medio Oriente, ha riportato il giornale. Reuters, citando una fonte della intelligence degli Stati Uniti ha pubblicato che la Russia ha inviato "Iskander-M" armati con missili nucleari a Kaliningrad. Secondo l'agenzia di stampa il motivo di questi movimenti siano "una dimostrazione di forza della Russia e della sua insofferenza verso la NATO". La fonte su questo ha chiarito che le motivazioni della riallocazione dei sistemi missilistici potrebbero essere "innocue" in quanto la nazione aveva già redistribuito le sue truppe nel 2014. Il Ministero della difesa russo ha dichiarato che nessuno ha fatto segreto di questi spostamenti sulla nave da carico "Ambal". Lanciamissili Iskander © REUTERS/ Sergei Karpukhin Missili “Iskander” a Kaliningrad? “Non è un segreto”. Mosca risponde ad intelligence USA "Un Iskander è stato appositamente esposto durante il caricamento della nave in modo che fosse rilevato da un satellite da ricognizione americano" ha assicurato il rappresentante ufficiale del Ministero della difesa, il generale Igor Konashenkov. Secondo lui questo ricollocamento è stato fatto per "studiare le modalità di funzionamento del satellite americano". "Non si è dovuto aspettare molto che i colleghi americani, in un "impeto rivelatore", ci accusassero" ha rimarcato Konashenkov. Inoltre ha ricordato agli autori di questo "clamore" che il sistema "Iskander" è mobile.

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La Russia confina con la Siria

© Sputnik. Dmitriy Vinogradov Punti di Vista 13:54 10.10.2016(aggiornato 17:25 10.10.2016) URL abbreviato Costantino Ceoldo 71500200 La battaglia per Aleppo infuria più che mai e lo scontro tra gli Stati Uniti e la Russia ha raggiunto un livello di pericolosità che è superiore a quello della crisi di Cuba. Manifestazione a sostegno dei militari russi a Tartus (foto d'archivio) © Sputnik. Dmitri Vinogradov Siria, Russia vuole creare base navale a Tartus Il dispiegamento dei più avanzati sistemi russi di difesa aerea a protezione della basi navali di Tartus e Latakia e di quella aerea di Hmeymim, è stato rafforzato ulteriormente pochi giorni fa dall'arrivo degli S-300VM Antej-2500. In altre parole, la risposta alla rinnovata intenzione statunitense di lanciare una campagna di bombardamenti contro l'esercito siriano non è stata solo la creazione da parte dei russi di una no-fly zone ma la ferrea determinazione di farla rispettare. E' notizia di queste ore che Washington ha respinto il piano di bombardamenti, rinunciandovi per il momento. L'avvertimento russo ha funzionato. Tutto finito allora? No, per niente. Aleppo © Sputnik. Mikhail Voskresenskiy Russia accusa: ad Aleppo i ribelli anti-Assad tengono in ostaggio i civili Aleppo non è stata riconquistata completamente: i quartieri in mano agli jihadisti sono diminuiti e si è ristretto il territorio da loro controllato complice il fatto che il flusso di rifornimenti dalla Turchia è grandemente diminuito ma non c'è stata ancora nessuna resa o sconfitta del nemico. E' triste dirlo, ma la popolazione nella zona controllata dai "ribelli" appoggia il nemico ed è ostile al governo di Damasco e questo costituirà un problema in futuro. Infatti: perché tenersi in casa gente che non solo ha collaborato con il nemico ma si è a tal punto identificata con esso da considerarlo un liberatore? Nel giro di pochi mesi potremmo assistere ad una nuova "emergenza profughi" e si riverserà sull'Europa una nuova fiumana mista di delinquenti assassini e di traditori, tutti con in bocca il sapore amaro della sconfitta a cui stanno andando ora incontro. Soldati siriani © AFP 2016/ JOSEPH EID L’eroica lotta della Siria contro l’imperialismo di USA e Occidente In generale l'Europa e in particolare l'Italia ha sempre appoggiato i nemici di Damasco e quindi è naturale che saremo noi europei a subire una parte delle conseguenze migratorie. In fondo, ai ribelli sono state fatte delle promesse: combattere e dopo la caduta di Assad ottenere una piccola parte di Siria in cui vivere, farsi una famiglia ed avere un lavoro. Effettivamente, molti di loro hanno avuto la loro piccola parte di Siria: sotto terra, assieme agli altri e non credo si faranno mai più una famiglia. La situazione non volge a favore dei nemici della Siria ma l'avanzata delle truppe governative non è nemmeno quella cavalcata vittoriosa ed istantanea che gli ingenui potrebbero credere. La Storia è piena di guerre cominciate male per una delle parti coinvolte e terminate ancora peggio, dopo una parentesi in cui sembrava che gli sconfitti dovessero invece vincere. Pensate a Troia e a come è stata devastata dai Greci, quando sembrava che i troiani potessero finalmente vincere e vivere in pace. Dov'è il problema in questo caso? Il problema è evidente, per chi lo vuole vedere e di esso si è già parlato a lungo. Il problema è la Russia, non la Siria. Bombardiere russo Su-24 in Siria © Sputnik. Ramil Sitdikov “USA e UE devono fare i conti con la Russia dopo i successi di Putin in Medio Oriente” Il meccanismo delle "Primavere Arabe" è stato messo in moto per espellere completamente la Russia dal Medio Oriente in modo che il metano e il petrolio dei Paesi Mediorientali arrivasse a prezzi di favore in Europa e nel mondo, soppiantando quello russo venduto attraverso le condotte poste fin dai tempi sovietici. Priva delle sue basi in Libia e Siria, la Russia avrebbe perso anche il Mediterraneo, ridotto al ruolo di semplice lago americano da mare chiuso che da sempre ha permesso scambi e collegamenti tra civiltà diverse. Zbigniew Brzezinski © flickr.com/ CSIS | Center for Strategic & International Studies “L’interesse nazionale dell’America” nel tempo presente, secondo Brzezinski Rintanata ben dentro il Mar Nero la Russia avrebbe dovuto subire, inebetita, la perdita definitiva dell'Ucraina e in particolare della Crimea. La distruzione dell'Iran sarebbe stato l'ultimo tassello per la conquista americana del Caucaso attraverso un caos pilotato. Da qui ad insediare un governo fantoccio a Mosca il passo doveva essere breve, in una Russia indebolita economicamente, priva di forza militare perché priva di orgoglio ed autostima e divisa in vari protettorati occidentali. Il sogno di Brzezinski fatto realtà. Dopo la Russia, la Cina: il ricordo della grandezza del Celeste Impero sarebbe stato consegnato per sempre alla Storia. Questo è il piano dei neocon americani che non hanno esitato ad assassinare tremila loro concittadini pur di avere il pretesto di avviarlo: si dice che la fortuna aiuti gli audaci ma è anche vero che il Cielo punisce l'arroganza insensata che travalichi i limiti comprensibili della natura umana. I neocon americani e i loro servi vassalli in Europa hanno preferito ignorare questa verità. Ministro della Difesa UK Michael Fallon © AFP 2016/ Yoshikazu Tsuno Fallon: la Russia ha scelto di essere un rivale dell’occidente La Libia ha resistito più del previsto, la Siria è andata oltre subendo affronti terribili ma dopo cinque anni di guerra è ancora compatta ed unita. L'attacco aereo americano a Deir El-Zor ha compiuto quello che non hanno fatto le svastiche in parata a Kiev o il dispiegamento delle basi antimissili in Romania e Bulgaria: la Russia ha finalmente aperto gli occhi capendo che non può più fidarsi degli americani che adesso comandano a Washington. Questa è una guerra per la distruzione della Russia, non per la democratizzazione della Siria. Che fanno gli americani? Manifestano il comportamento del prepotente messo in un angolo mentre le busca, abituato come era solo a darle. La bandiera USA © AP Photo/ Mary Altaffer Will Anders Rasmussen sospinge Washington a diventare il ”poliziotto globale” del mondo Sbraitano minacce. Lo fa il generale Mark Milley quando parla il 4 di ottobre alla conferenza annuale dell'Associazione dell'Esercito degli Stati Uniti promettendo morte e distruzione a tutti i nemici del modo di vivere americano. E' facile immaginare che avesse in mente quei bastardi del Cremlino che non hanno mai smesso davvero di essere comunisti ma di sicuro c'è qualcosa anche per gli iraniani e per tutti quei cinesi che non si riesce mai a distinguerli uno dall'altro. Invocano assurde azioni legali. Un tribunale internazionale per crimini di guerra contro Siria e Russia, colpevoli di combattere i terroristi islamici. Gli stessi che secondo Washington hanno distrutto le Torri Gemelle di New York. E' inutile cercare di capire certe logiche. Macerie ad Aleppo © Sputnik. Michael Alaeddin Mosca avverte Kerry delle conseguenze delle sue parole sui “crimini di guerra” in Siria Si lamentano di essere stati surclassati. Dai diplomatici russi, Sergej "Badass" Lavrov in testa. Lo ha riconosciuto John Kerry in una riunione riservata il cui audio è stato reso pubblico da un simpatico giocherellone che forse si era stancato di sentire sciocchezze. Magari nel corpo diplomatico russo c'è gente che ha studiato di più e più seriamente. Magari è gente più onesta, meno arrogante, che ha fatto tesoro di errori passati. Magari è gente che non avrebbe mai accettato di ammazzare tremila compatrioti per far partire un folle piano di dominio mondiale. Che ne dice signor Kerry? Potrebbe essere? Tutto questo è il ringhiare di un sistema in pericolo di vita e col fiato corto, che vede nella sconfitta nel suo confronto con la Russia la causa ultima della propria fine. L'economia americana poggia su un debito complessivo impossibile da restituire e che prima o poi innescherà una crisi economica totale. Depredare le ricchezze delle altre Nazioni può che solo procrastinare la resa dei conti economica, non certo impedirla. D'altra parte, la Russia scomparirebbe se uscisse sconfitta da questo confronto. L'America attacca perché insegue un sogno insensato di domino globale, la Russia reagisce perché vuole semplicemente sopravvivere, rifugiandosi nei suoi valori tradizionali che non contemplano cibi Frankenstein, matrimoni fra persone dello stesso sesso e una religione asservita alla finanza come nel mondo Occidentale. La partita che si decide a Damasco: la Russia confina a Sud ora anche con la Siria. Fonte: http://www.pravdareport.com/

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“L’interesse nazionale dell’America” nel tempo presente, secondo Brzezinski

© flickr.com/ CSIS | Center for Strategic & International Studies Opinioni 13:46 26.07.2016URL abbreviato Giulietto Chiesa 1846351531 In sintesi: staccare la Russia dalla Cina, metterle l’una contro l’altra. E convincere quella delle due che ci starà a diventare un partner privilegiato degli USA. Facile a dirsi, ma difficile da farsi. Eppure bisogna farlo, altrimenti l'alternativa che si para davanti agli Stati Uniti sarà secca e inevitabile: o perdere il proprio ruolo dominante nel mondo, o andare incontro a un "mutuo suicidio assicurato", cioè allo scontro strategico (nucleare e di altro tipo) con uno dei due antagonisti, o con entrambi. Bandiera USA © East News/ UPI Photo / eyevine America in declino: la previsione di Brzezinski Vecchio ma mai domo, Zbignew Brzezinski affronta di petto la situazione "catastrofica" in cui si trovano gli Stati Uniti d'America in un articolo che — come altri della sua carriera — è destinato a lunga fama. Pubblicato su "The American Interest", il saggio ha tutta l'aria di essere un consiglio per la signora Hillary Clinton, presidente americana prossima ventura. Ed è, come il solito, una brillante rassegna di crude verità, accompagnate da una totale improntitudine verso il resto del mondo. Il "polacco" rimane convinto che l'America può fare quello che vuole, basta che decida. Certo, la situazione non è brillante: il problema è quello di individuare la giusta direzione. Ed essa si chiama "Verso un riallineamento globale"(Toward a Global Realignment"). Il titolo non lascia equivoci: riallineamento del mondo dietro gli Stati Uniti, che si potrà fare ponendo fine alla stagione del "Risveglio politico globale" ("Global Political Awakening"). Barack Obama © AFP 2016/ Brendan Smialowski Obama: non sono un presidente di guerra Brzezinski cita il "se stesso" del 2008, che pubblicò sul New York Times un articolo altrettanto epocale, il cui scopo evidente era di "dare la linea" al presidente Barack Obama (NYT 2008, 12,16). Il quale la fece propria, con gli effetti davvero catastrofici che ora il mondo intero, insieme all'America, sta sperimentando. Il trucco che Brzezinski propose a Obama non era poi molto diverso da quello che egli propose di usare contro l'Unione Sovietica dei tempi dell'invasione dell'Afghanistan. L'America cominciava a barcollare? Il nemico diventava arrogante? Ebbene: diamogli il suo bel Vietnam e vediamo come se la cava. Per fare l'operazione era stato necessario inventare Al Quaeda e scatenare i fondamentalisti islamici allevati dall'Arabia Saudita. Funzionò alla perfezione. L'attentato terroristico dell'11 settembre a New York © AP Photo/ Diane Bondareff Senato USA approva legge su responsabilità sauditi per attacchi 11 settembre E funzionò perfettamente anche con l'11 settembre 2001, quando gli ex mujaheddin si trasformarono in comodi strumenti di copertura del "colpo di stato mondiale" che i neocon organizzarono per cementare l'intero Occidente attorno alla guida americana. Serviva a distrarre l'attenzione del mondo intero dal fatto — sempre più evidente — che la crisi non derivava dal nemico rosso (che ormai non c'era più), ed era tutta interna al meccanismo del cosiddetto Mercato occidentale. E dunque occorreva, al contempo, creare un altro "nemico mortale", l'"Islam". Seguirono l'Afghanistan, l'Irak, (più tardi la Libia, la Siria). Fu quello il "riallineamento" dell'epoca. Ma durò solo sette anni. Dopo i quali arrivò il crollo di Lehman Brothers, la crisi dei subprime, il fallimento di Wall Street e dell'immensa montagna di derivati di carta che l'America aveva disseminato in tutte le direzioni. Barack Obama © AP Photo/ Michael Sohn Obama: USA resteranno partner e amici di UE e UK, sì alla globalizzazione Con il "Global Political Awakening", Brzezinski (e il suo allievo Obama) prepararono un altro bel Vietman: questa volta all'Europa (e, di nuovo, alla Russia). Questa volta furono le "rivoluzioni colorate", dovunque possibile; furono le "primavere arabe"; furono i colpi di stato insufflati (incluso quello di Kiev del 2014, fino a quello di Ankara del 2016); fu (ed è) il terrorismo diffuso, capillare, organizzato (con l'apporto dei servizi segreti, a loro volta tutti controllati da quelli americani e dal Mossad, sempre in prima linea) e più o meno spontaneo; furono (e sono) le migrazioni di massa che si sono riversate sull'Europa, e che saranno intensificate; furono le massicce campagne di manipolazione dell'opinione pubblica, attraverso diffusione di notizie false; fu l'uso massiccio dei "metadata" accompagnato e integrato da quello dei social network, tutti monopolisticamente in mano agli Stati Uniti. Il "Global Political Awakening" fu, in sostanza, l'applicazione della teoria del Caos. Applicazione dedicata all'Europa. Caccia americano F-35 Lightning II © Foto: Public Domain La superiorità aerea USA su Russia e Cina sta svanendo Ma tutto questo — e bisogna dare atto a Brzezinski che sull'Europa ha funzionato — ha contagiato anche l'America. Il caos non è solo quello artificiale, prodotto verso l'esterno. E' anche il frutto velenoso del meccanismo impazzito che sono gli Stati Uniti stessi. Soprattutto non è riuscito a intaccare i nemici esterni. Russia e Cina sono ancora lì. E più passa il tempo, più appaiono in condizione di "creare improvvisamente le condizioni di rendere l'America militarmente inferiore". Barack Obama (foto d'archivio) © REUTERS/ Kevin Lamarque Obama sicuro, solo gli USA devono dettare le condizioni del commercio mondiale Ed ecco riapparire Brzezinski con la sua nuova ricetta: il "riallineamento". Come detto sopra, qui non si parla dell'Europa. L'Europa è già dominata (o viene ritenuta tale). Obbedirà, con le buone o con le cattive. La pratica del caos organizzato, e ormai anche spontaneo, verrà, se necessario, intensificata. Il problema non è l'Europa: il problema è la Russia, che non si arrende. E la Cina, che continua la sua marcia imperterrita, nemmeno sfiorata dalla crisi dell'Occidente. Quale delle due scegliere come partner tattico? Qui Brzezinski perde la sua lucidità e oscilla incerto. La leadership americana, scrive, deve "contenere" entrambi, ma puntare a eliminare uno dei due. E il più probabile candidato "al momento è la Russia". Le bandiere della Russia e degli USA © Sputnik. Sergei Pyatakov Potrà la Russia impedire che il mondo scivoli in un conflitto globale? Solo che costringere alla resa la Russia non pare facile. Altrettanto non facile è trasformare la Cina in un partner affidabile. Che, nel presente momento, è come se un giovincello a bordo di una bicicletta si ponesse il compito di trascinare un elefante. E poi c'è il fattore tempo: "in prospettiva — scrive Brzezinski — potrebbe essere la Cina a divenire intrattabile". Che guaio! Hillary Clinton, questa volta, viene lasciata nel dubbio. La ricetta di Brzezinski non è una ricetta. Ma sarà applicata: intensificazione del caos globale e concentrazione dell'offensiva contro la Russia.

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World War III is Brewing in Syria and More TLDM Headlines
is the Fighting in Syrian the Start of WWIII?
Russia and the West are engaged in a proxy war in Syria. Bother sides think they are using the Muslim combatants to achieve their own goals. The opposite it true. Both sides are in danger of falling to Islam. One Syrian politician referred to the war in Syria is the beginning of World War III.
More and more people are starting to dabble with satanism and black magic. Because of that, there is an increase in the need for exorcists. It doesn't help that lawyers are forcing schools to allow satanic afterschool clubs.
We have recently added a new book on the saints to our shopping cart. Church Triumphant includes short biographies of 25 saints including Venerable Bishop Sheen, known for his work on television and radio; Saint Gianna Molla, a working mom who laid down her life for her unborn baby; and Saint Kateri Tekakwitha, the first Native American to be recognized as a saint. You can purchase this book by clicking here. It only costs $8 plus shipping.
Almost 500 years ago, Christian forces defeated the Muslims at the Battle of Lepanto. This victory was only possible through the power of the Rosary. Our Lady has told us many times about the awesome power of the Rosary.
Earlier this year, a number of scholars sent a letter to Pope Francis asking for clarification on some of the statements made in Amoris Laetitia. Since then several signors of the letter has come under fire of daring to do so. The Vatican offcials who are attacking the scholars are the same ones that do everything they can to tear down St. John Paul II's legacy.
To read more news from around the world, visit the These Last Days Ministries homepage. Also, take a couple minutes to visit our shopping cart.
God Bless,
These Last Days Ministries Staff
Terza Guerra Mondiale si sta preparando in Siria e non ci sono Notizie TLDM
è i combattimenti in Siria Start of WWIII?
Russia e l'Occidente sono impegnati in una guerra per procura in Siria. Preoccupano le parti pensano che stanno utilizzando i combattenti musulmani per raggiungere i propri obiettivi. L'opposto è vero. Entrambe le parti sono in pericolo di cadere all'Islam. Un uomo politico siriano di cui la guerra in Siria è l'inizio della Terza Guerra Mondiale.
Sempre più persone stanno iniziando a dilettarsi con il satanismo e la magia nera. A causa di ciò, vi è un aumento della necessità di esorcisti.
Non aiuta che gli avvocati stanno costringendo le scuole per consentire club doposcuola sataniche.
Abbiamo recentemente aggiunto un nuovo libro sui santi per il nostro carrello. Chiesa trionfante comprende brevi biografie di santi, tra cui 25 Venerabile Vescovo Sheen, noto per il suo lavoro in televisione e radio; Santa Gianna Molla, una mamma di lavoro che ha dato la sua vita per il suo bambino non ancora nato; e San Kateri Tekakwitha, il primo nativo americano di essere riconosciuto come un santo. È possibile acquistare il libro cliccando qui. E costa solo $ 8 più spese di spedizione.
Quasi 500 anni fa, le forze cristiane sconfissero i musulmani nella battaglia di Lepanto. Questa vittoria è stata possibile solo attraverso il potere del Rosario. La Madonna ci ha detto molte volte circa la potenza impressionante del Rosario.
All'inizio di quest'anno, un certo numero di studiosi ha inviato una lettera a Papa Francesco per chiedere chiarimenti su alcune delle affermazioni fatte in Amoris Laetitia. Da allora diversi segnori della lettera è finito nel mirino di osare farlo. I offcials vaticane che stanno attaccando gli studiosi sono gli stessi che fanno tutto il possibile per abbattere l'eredità di san Giovanni Paolo II.
Per leggere più notizie da tutto il mondo, visitare la home page di questi ultimi giorni Ministeri. Inoltre, prendere un paio di minuti per visitare il nostro carrello.
Che Dio vi benedica,
Questi ultimi giorni Ministeri Personale

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Come gli USA attaccano i governi di sinistra latinoamericani
by sitoaurora

Alexander Main e Dan Beeton, Mondialisation, 7 ottobre 2016 - Jacobin 29 settembre 2015

Per chi sia interessato alle relazioni internazionali in America Latina, e più in particolare alla politica estera degli Stati Uniti nella regione, i cablo diplomatici statunitensi pubblicati da WikiLeaks sono un'inaspettata ricchezza di informazioni che va oltre parole e dichiarazioni, avvicinando le azioni. Alexander Main e Dan Beeton, che lavorano presso il Centro per la ricerca economica e politica (Washington DC), hanno partecipato al lavoro collettivo Files Wikileaks: Il mondo secondo l'impero USA (2015). In questo testo, pubblicato il 29 settembre 2015 sul sito web della rivista Jacobin (https://www.jacobinmag.com/), gli autori riassumono l'interferenza contemporanea degli USA in diversi Paesi dell'America Latina, riflessa dai dispacci diplomatici. Conclusero nel settembre 2015 che "nonostante gli attacchi incessanti degli Stati Uniti, la sinistra domina in America Latina. Con l'eccezione di Honduras e Paraguay, dove colpi di Stato di destra hanno rovesciato governi legittimi, i movimenti di sinistra sono andati al potere negli ultimi quindici anni". Un anno dopo, con l'elezione di Mauricio Macri in Argentina (10 dicembre 2015), la rimozione di Dilma Rousseff in Brasile (31 agosto, 2016) e i problemi economici e politici del governo di Nicolás Maduro in Venezuela, il panorama è chiaramente offuscato.1001648All'inizio dell'estate 2015, il mondo vide la Grecia tentare di resistere a un diktat neoliberista disastroso e di conseguenza ricevere una severa reprimenda. Quando il governo greco, di sinistra, decise di tenere un referendum nazionale sul programma di austerità imposto dalla troika, la Banca centrale europea rispose limitando la liquidità concessa alle banche greche. Di conseguenza, le banche del Paese dovettero chiudere a lungo e la Grecia affondò nella recessione. Nonostante lo schiacciante rifiuto del programma di austerità da parte dell'elettorato, la Germania e il cartello dei creditori europei ignorarono la democrazia e ottennero ciò che volevano: l'adesione completa della Grecia della loro agenda neoliberista. Per quindici anni, una battaglia simile si è svolta contro il neoliberismo nel continente, per lo più sconosciuta al pubblico. Anche se inizialmente Washington cercò di reprimere ogni opposizione, la resistenza dell'America Latina all'agenda neoliberista in sostanza vinse. Si tratta di un'avventura epica che abbiamo scoperto esplorando il grande tesoro dei dispacci diplomatici pubblicati da Wikileaks. Il neoliberismo si era ben consolidato in America Latina molto prima che Germania e autorità della zona euro cercassero d'imporre adeguamenti strutturali alla Grecia e ad altri Paesi periferici indebitati. Facendo uso di coercizione (condizionando i prestiti del FMI, per esempio) e indottrinamento (anche attraverso la formazione, sostenuta dagli Stati Uniti, dei "Chicago Boys" nella regione), gli Stati Uniti a metà anni '80 imposero in America Latina il vangelo delle austerità fiscale, deregolamentazione, "libero commercio", privatizzazione e drastica riduzione del pubblico. Il risultato appare sorprendentemente simile a quello osservato in Grecia: stagnazione della crescita (praticamente alcun aumento del reddito pro-capite dal 1980 al 2000), povertà crescente, declino del tenore di vita di milioni di persone e moltiplicazione per aziende ed investitori stranieri delle opportunità di guadagnare denaro facile. Entro la fine degli anni '80, la regione entrò in tensione e rivolta contro le politiche neoliberiste. Inizialmente, la ribellione fu spontanea e disorganizzata, come nel caso della rivolta del Caracazo in Venezuela nelle prime settimane del 1989 [1]. Ma più tardi, gli avversari del neoliberismo cominciarono a vincere le elezioni e, con grande sorpresa delle dirigenza statunitense, mantennero le promesse elettorali avviando misure contro la povertà e le politiche eterodosse che ribadiscono il ruolo dello Stato nell'economia. Dal 1999 al 2008, le elezioni presidenziali furono vinte dai candidati di sinistra in Venezuela, Brasile, Argentina, Uruguay, Bolivia, Honduras, Ecuador, Nicaragua e Paraguay. Troviamo gran parte della storia degli sforzi del governo degli Stati Uniti per contenere e invertire l'ondata antineoliberale nelle decine di migliaia di cablo, diffusi da Wikileaks, delle missioni diplomatiche statunitensi nella regione, dai primi anni di George W. Bush all'inizio della amministrazione Obama.
I cablo che analizziamo nel libro The Files Wikileaks: Il mondo secondo l'impero degli Stati Uniti, illuminano i meccanismi d'intervento politico quotidiani di Washington in America Latina (e il ridicolo ritornello ripetuto dal dipartimento che afferma che "gli Stati Uniti non interferiscono nella politica interna di altri Paesi"). Sostegno economico e strategico è previsto ai gruppi di opposizione di destra, anche violenti e antidemocratici. I cablo riflettono anche in modo vivido l'ideologia dei rappresentanti degli Stati Uniti, che ragionano come fossero nella guerra fredda e cercano misure coercitive simili a quelle per soffocare la democrazia greca. Naturalmente, i media mainstream hanno largamente ignorato tale imbarazzante cronaca dell'aggressione imperialista, preferendo concentrarsi sulle bubbole diplomatiche degli USA invece che sulle azioni imbarazzanti ed illegali dei funzionari all'estero. I pochi esperti che hanno condotto un'analisi esaustiva dei cablo, in genere sostengono che non vi sia alcuna differenza significativa tra discorso ufficiale degli Stati Uniti e realtà rappresentata nei cablo. Dando retta agli analisti delle relazioni internazionali degli Stati Uniti, "non si trova l'immagine degli Stati Uniti quale burattinaio onnipotente che tira le fila dei governi nel mondo per gli interessi delle proprie aziende". L'esame dettagliato dei cablo però smentisce tale asserzione.

"Questo non è un ricatto"
evo_morales_copia1 Alla fine del 2005, Evo Morales vinse in modo schiacciante le elezioni presidenziali della Bolivia su una piattaforma focalizzata su riforma della Costituzione, diritti degli indiani e impegno a combattere povertà e neoliberismo. Il 3 gennaio, due giorni dopo l'elezione, Morales ricevette la visita dell'ambasciatore degli Stati Uniti David L. Greenlee, che non perse tempo: gli aiuti concessi dagli Stati Uniti alla Bolivia saranno condizionati dal buon comportamento del governo Morales. La scena poteva essere stata tratta dal film Il Padrino: "L'ambasciatore ha sottolineato l'importanza del contributo degli Stati Uniti per le istituzioni leader internazionali, da cui dipende l'aiuto concesso alla Bolivia, come ad esempio Banca internazionale per lo sviluppo (BIS), Banca mondiale e Fondo monetario internazionale. "Quando si pensa al BIS, si pensa agli Stati Uniti", disse l'ambasciatore. "Questo non è un ricatto, ma la pura realtà"." Ma Morales attuò il suo programma. Nei giorni seguenti all'arrivo al comando, annunciò l'intenzione di regolare il mercato del lavoro, ri-nazionalizzare gli idrocarburi e approfondire la cooperazione con la nemesi di Washington, Hugo Chávez. In risposta, Greenlee avanzò una "gamma di opzioni" per forzare Morales a piegarsi alla volontà del governo degli Stati Uniti: imporre il veto sulla concessione dei prestiti multilaterali, da diversi milioni di dollari, rinviare l'alleggerimento programmato del debito multilaterale, scoraggiare la Millennium Challenge Corporation dal fornire assistenza finanziaria (che la Bolivia non ha ancora ricevuto, anche se è uno dei Paesi più poveri dell'emisfero) e fermare il "sostegno materiale" alle forze di sicurezza boliviane. Purtroppo per il dipartimento di Stato, fu subito chiaro che, come previsto, tali minacce sarebbero rimaste lettera morta. Morales aveva già deciso di ridurre fortemente la dipendenza della Bolivia dal credito multilaterale che richiedeva l'approvazione del Tesoro degli Stati Uniti. Nelle settimane seguenti l'insediamento, Morales annunciò che la Bolivia non si sentiva in debito con il FMI e avrebbe lasciato estinguere il contratto di finanziamento stipulato con questi. Anni dopo, Morales consigliò alla Grecia e ad altri Paesi europei indebitati a seguire l'esempio della Bolivia e di "liberarsi dal diktat economico del Fondo monetario internazionale". Impossibilitato ad imporsi su Morales, il dipartimento di Stato si dedicò a rafforzare l'opposizione in Bolivia. Aiuti furono concessi dagli Stati Uniti alla regione della Media Luna [2] controllata dall'opposizione aumentarono. Un cablo dell'aprile 2007 si occupa del "maggiore impegno dell'USAID nel consolidare le amministrazioni regionali, in modo da controbilanciare il governo centrale". Un rapporto dell'USAID del 2007 afferma che l'Ufficio delle Iniziative di Transizione (ITO) "aveva approvato 101 sovvenzioni per un totale di 4066131 di dollari per aiutare i governi dipartimentali a migliorare la loro strategia". Crediti inoltre furono concessi ai gruppi indiani locali “contrari alla visione di Evo Morales delle comunità indiane”. Un anno dopo, i dipartimenti della Media Luna si ribellarono apertamente al governo Morales, prima tenendo un referendum sull'autonomia, dichiarato illegale dalla magistratura nazionale, e quindi sostenendo dimostrazioni violente in favore dell'autonomia in cui fu uccisa almeno una ventina di sostenitori del governo. Molti credevano che un colpo di Stato fosse imminente. La situazione si calmò su pressione di tutti gli altri presidenti del Sud America, che dichiararono congiuntamente sostegno al governo costituzionale del Paese. Ma mentre il blocco sudamericano supportava Morales, gli Stati Uniti comunicavano regolarmente con i capi dei movimenti di opposizione separatisti, anche se evocavano apertamente la possibilità di "distruggere i gasdotti" e "la violenza come opportunità per costringere il governo ad impegnarsi seriamente nel dialogo..." A differenza della posizione ufficiale negli eventi di agosto e settembre 2008, il dipartimento di Stato considerò sul serio la possibilità di un colpo di Stato contro il Presidente boliviano Evo Morales, o il suo assassinio. Un cablo rivela l'intenzione dell'ambasciata degli Stati Uniti a La Paz di prepararvisi: "Il comitato d'azione di emergenza svilupperà, con la squadra di valutazione situazionale del Comando Sud statunitense, un piano di risposta rapida in caso di emergenza improvvisa, vale a dire un tentativo di colpo di Stato o la morte del Presidente Morales", si legge sul cablo. Gli eventi del 2008 furono presentati quale maggiore sfida alla presidenza di Morales, quando la possibilità di perdere il potere era vicina. I preparativi dell'ambasciata per la possibile caduta di Morales indicano che almeno gli Stati Uniti consideravano vera la minaccia su di lui. Il fatto è che non dissero al pubblico chi Washington appoggiasse nel conflitto, e quali risultati avrebbe probabilmente preferito.

Un lavoro meccanico
1004671 Alcuni metodi d'intervento applicati in Bolivia riapparvero in altri Paesi guidati da governi di sinistra. Così, dopo il ritorno dei sandinisti al potere in Nicaragua nel 2007, l'ambasciata degli Stati Uniti a Managua accelerò il rafforzamento del sostegno al partito di destra, l'Alleanza Liberale del Nicaragua (ALN). Nel febbraio 2007, il personale dell'ambasciata incontrò il capo della pianificazione della NLA e le spiegò che gli Stati Uniti "non forniscono assistenza diretta ai partiti politici", suggerendo di aggirare tale limitazione rafforzando i legami con le ONG amiche, per ricevere fondi dagli Stati Uniti. La rappresentante della NLA disse che avrebbe mandato "l'elenco completo delle ONG che di fatto sostenevano l'azione della NLA" e l'ambasciata prese accordi affinché "incontrasse presto gli amministratori locali dell'IRI (International Republican Institute) e del NDI (National Democratic Institute for International Affairs)". Fu anche scritto nel cablo che l'ambasciata "osserverà da vicino la raccolta dei fondi per sviluppare le capacità della NLA". Bisognerebbe far leggere questi cablo a coloro che studiano la diplomazia statunitense e a coloro che cercano di sapere cos'è esattamente il sistema di "promozione della democrazia" degli Stati Uniti. Attraverso USAID, National Endowment for Democracy (NED), NDI, IRI e altri organismi parastatali, il governo degli Stati Uniti da notevole sostegno ai movimenti politici che appoggiano gli obiettivi economici e politici degli Stati Uniti. Nel marzo 2007, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Nicaragua chiese al dipartimento di Stato di pagare "nei prossimi quattro anni 65 milioni in più del solito, per le prossime elezioni presidenziali", finanziando "il consolidamento di partiti politici e organizzazioni non governative" democratici e "piccoli sussidi occasionali dell'ultimo momento, per raddoppiare gli sforzi dei gruppi nel difendere la democrazia in Nicaragua, far avanzare i nostri interessi e combattere chi ci attacca".
In Ecuador, l'ambasciata degli Stati Uniti si oppose all'economista di sinistra Rafael Correa ben prima delle elezioni del 2006 che lo portarono al potere. Due mesi prima delle elezioni, il consigliere politico dell'ambasciata allertò Washington sul rischio che Correa "aderisse al gruppo di leader sudamericani nazional-populisti Chávez, Morales e Kirchner", aggiungendo che l'ambasciata "ha avvertito i nostri contatti politici, economici e mediatici sulla minaccia che Correa rappresenta per il futuro dell'Ecuador incoraggiando fortemente a costruire alleanze che controbilancino il radicalismo evidente di Correa". Subito dopo l'elezione di Correa, l'ambasciata inviò il suo piano d'azione al dipartimento di Stato: “Non abbiamo alcuna illusione che le sole azioni del USG [3] bastino a cambiare la direzione del governo o del Congresso, ma speriamo di aumentare l'influenza lavorando con altri ecuadoriani e altri gruppi che condividono le nostre idee. Senza l'azione, le riforme proposte da Correa e il suo atteggiamento nei confronti del Congresso e dei tradizionali partiti politici potrebbero estendere l'attuale periodo di tensioni e instabilità politica”. I peggiori timori dell'ambasciata si verificarono. Correa annunciò che avrebbe chiuso la base aerea statunitense di Manta, aumentato la spesa sociale e spinto per la convocazione dell'assemblea costituente. Nell'aprile 2007, gli ecuadoriani votarono per l'80% l'assemblea costituente proposta, e il 62% degli elettori approvò la nuova costituzione nel 2008, che comprende vari principi progressisti come sovranità alimentare, diritto ad alloggio, assistenza sanitaria e lavoro, e controllo dell'esecutivo sulla banca centrale (enorme sasso nello stagno neoliberista). All'inizio del 2009, Correa annunciò che l'Ecuador non avrebbe rimborsato parte del debito estero, mettendo in allarme l'ambasciata, assieme alle altre misure come la decisione di Correa di rafforzare i legami tra l'Ecuador e gli Stati membri dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) [4]. Ma l'ambasciatore era anche consapevole che gli Stati Uniti avevano poco potere su Correa: “Spieghiamo privatamente che le azioni di Correa avranno conseguenze nelle relazioni con la nuova amministrazione Obama, evitando di fare dichiarazioni pubbliche che sarebbero controproducenti. Non consigliamo di smettere i programmi dell'USG utili ai nostri interessi perché non incoraggiano Correa ad essere più pragmatico”. La sospensione parziale dei pagamenti dell'Ecuador diede i suoi frutti e permise al governo di risparmiare quasi due milioni. Nel 2011, Correa consigliò di applicare lo stesso rimedio ai Paesi indebitati europei, tra cui la Grecia, consigliandogli di non onorare i debiti ed ignorare il parere del FMI.

La piazza è in fermento
576160 Durante la guerra fredda, la presunta minaccia dell'espansione del comunismo sovietico-cubano fu utilizzata per giustificare gli innumerevoli interventi per far cadere i governi di sinistra e sostenere regimi militaristi. Allo stesso modo, i cablo di WikiLeaks mostrano che negli anni 2000 lo spettro del "bolivarismo" del Venezuela fu utilizzato per giustificare gli interventi contro i nuovi governi di sinistra ostili al neoliberismo, come la Bolivia, accusati di essere "apertamente caduta nel grembo del Venezuela", o l'Ecuador, considerato "cavallo di Troia di Chávez". Le relazioni degli Stati Uniti con il governo di Hugo Chávez degenerarono subito. Chavez, eletto presidente nel 1998, al contrario di tutte le politiche economiche neoliberiste, forgiò stretti legami con la Cuba di Fidel Castro e criticò fortemente l'attacco dell'amministrazione Bush all'Afghanistan dopo gli attentati dell'11 settembre, e gli Stati Uniti richiamarono l'ambasciatore a Caracas dopo che Chavez disse: "non si può combattere il terrorismo con il terrorismo". In seguito, rafforzò il controllo dello Stato sull'industria del petrolio, aumentando le royalties pagate dalle società estere e usando i proventi del petrolio per finanziare l'accesso ai programmi su salute, educazione e alimentari per i poveri. Nell'aprile 2002, l'amministrazione Bush sostenne pubblicamente il colpo di Stato militare che spodestò Chavez per quarantotto ore. I documenti del National Endowment for Democracy ottenuti in base al Freedom of Information Act, mostrano che gli Stati Uniti finanziarono e addestrarono i gruppi che "promuovono la democrazia" che sostennero il colpo di Stato e parteciparono ai tentativi di rovesciare Chavez come lo "sciopero" della compagnia petrolifera che paralizzò l'industria alla fine del 2002 e portò il Paese in recessione. I cablo di WikiLeaks rivelano che, dopo che tali tentativi per rovesciare il governo legittimo fallirono, gli Stati Uniti continuarono a supportare l'opposizione venezuelana attraverso NED e USAID. In un cablo del novembre 2006, l'allora ambasciatore William Brownfield spiegò la strategia seguita da USAID e ITO per minare l'amministrazione Chávez: “Nell'agosto del 2004, l'ambasciatore presentò la strategia in cinque punti elaborata per guidare le attività dell'ambasciata in Venezuela nel periodo 2004-2006... tale strategia è riassunta così: 1) rafforzamento delle istituzioni democratiche; 2) infiltrazione nella base politica di Chávez; 3) dividerne i sostenitori; 4) proteggere le aziende statunitensi; 5) isolare Chavez a livello internazionale”. Gli stretti legami tra l'ambasciata degli Stati Uniti e vari gruppi di opposizione sono evidenti in molti cablo, uno di Brownfield stabilisce la relazione tra Sumate, ONG dell'opposizione che ebbe un ruolo centrale nelle campagne dell'opposizione, e "i nostri interessi in Venezuela”. Altri cablo dimostrano che il dipartimento di Stato esercitò pressioni per il sostegno internazionale a Sumate, incoraggiando gli Stati Uniti a fornire sostegno finanziario, politico e legale all'organizzazione, soprattutto attraverso la NED. Nell'agosto 2009, il Venezuela fu scosso da violente proteste dell'opposizione (come spesso accade contro il governo di Chavez e del successore Nicolas Maduro). Un cablo segreto dal 27 agosto riprende i propositi della Development Alternatives Inc. (DAI), un'organizzazione assunta da USAID/OTI che affermava che "tutti" coloro che protestano contro Chávez "beneficiano del nostro aiuto": “Il dipendente della DAI Eduardo Fernandez ha detto che "la piazza è in fermento", riferendosi alle proteste contro gli sforzi di Chávez per consolidare il potere, e che "tutti costoro (gli organizzatori delle proteste) beneficiano del nostro aiuto".” I cablo rivelano anche che il dipartimento di Stato istruì e aiutò un capo studentesco che sapeva aver incoraggiato la folla a "linciare" un governatore chavista: "Durante il colpo di Stato del 2002, (Nixon) Moreno partecipò alle manifestazioni organizzate nello Stato di Merida, a capo di una folla che marciò sulla capitale dello Stato con l'intento di linciare il Governatore dell'MVR Florencio Porras". [5] Tuttavia, pochi anni dopo, secondo un altro cablo, "Moreno partecipò nel 2004 al programma Visitor International del dipartimento di Stato, nel 2004". Più tardi, Moreno era ricercato per tentato omicidio e minacce a un'agente di polizia, tra le altre ragioni.
531998 Sempre secondo la strategia in cinque punti descritta da Brownfield, il dipartimento di Stato operò per isolare il governo venezuelano sulla scena internazionale e contrastarne l'influenza nella regione. Leggiamo in diversi cablo che le missioni diplomatiche degli Stati Uniti nella regione si coordinarono per far fronte alla "minaccia" regionale del Venezuela. Come Wikileaks rivelò nel dicembre 2010, i capi delle missioni statunitensi in sei Paesi dell'America Latina s'incontrarono in Brasile nel maggio 2007 per adottare una risposta unica ai presunti "piani aggressivi" del Presidente Chávez... "creando un movimento bolivariano unificato in America Latina". Tra le altre cose, i capi missione decisero di "continuare a rafforzare i legami con i capi militari nella regione che condividono le nostre preoccupazioni su Chavez". Un incontro simile dei capi missione degli Stati Uniti in America centrale, che si concentrò sulla "minaccia delle attività politiche populiste nella regione", si tenne nell'ambasciata degli USA in El Salvadorm nel marzo 2006. I diplomatici statunitensi si spesero molto per evitare che i governi di Caraibi e Centro America aderissero a Petrocaribe, iniziativa regionale del Venezuela che permette ai membri di ricevere petrolio a condizioni molto favorevoli. Dai cablo resi pubblici si apprende che gli statunitensi affermavano, pur riconoscendo i vantaggi economici dell'accordo per i Paesi membri, di essere preoccupati che Petrocaribe aumentasse l'influenza politica del Venezuela nella regione. Ad Haiti, l'ambasciata collaborò strettamente con le principali compagnie petrolifere per impedire al governo di entrare in Petrocaribe, ammettendo però che "risparmierebbe 100 milioni di dollari all'anno", e Dan Coughlin e Kim Ives furono i primi a rivelarlo su The Nation. Nell'aprile 2006, l'ambasciata inviò a Port-au-Prince il seguente cablo: "La stazione continuerà a fare pressione sul presidente di Haiti René Préval affinché non aderisca a Petrocaribe. L'ambasciatore s'incontrerà oggi con il primo consulente di Preval Bob Manuel. Alle riunioni precedenti ha detto di aver capito le nostre preoccupazioni e sa che un accordo con Chavez gli causerebbe problemi".

Il bilancio della sinistra
Venezuelan President Chavez dies Si ricordi che i cablo di WikiLeaks non fanno luce sulle attività dei servizi segreti degli Stati Uniti, e probabilmente rappresentano la punta dell'iceberg delle interferenze politiche di Washington nella regione. Tuttavia, provano ampiamente gli sforzi persistenti e determinati dei diplomatici statunitensi per bloccare i governi indipendenti di sinistra in America Latina, utilizzando la leva finanziaria e altri strumenti della scatola della "promozione della democrazia", ed anche mezzi violenti e illegali. Anche se l'amministrazione Obama ha ripristinato le relazioni diplomatiche con Cuba, nulla indica che la politica verso il Venezuela e altri governi di sinistra del continente sia cambiata. E' chiaro che l'ostilità dell'amministrazione verso il governo legittimo del Venezuela non svanisce. Nel giugno 2014, il vicepresidente Joe Biden lanciò l'iniziativa per la sicurezza energetica dei Caraibi, considerata un "antidoto" a Petrocaribe. Nel marzo 2015, Obama disse che il Venezuela è "una grave minaccia alla sicurezza" annunciando sanzioni contro i leader del Venezuela, una decisione criticata all'unanimità dagli altri Paesi della regione. Tuttavia, nonostante gli attacchi incessanti degli Stati Uniti, la sinistra domina in America Latina. Con l'eccezione di Honduras e Paraguay, dove colpi di Stato di destra hanno rovesciato governi legittimi, i movimenti di sinistra sono andati al potere negli ultimi quindici anni. Grazie a questi governi, tra il 2002 e il 2013 il tasso di povertà nella regione è sceso dal 44 al 28% dopo essere cresciuto negli ultimi due decenni. Questi successi, combinati con la volontà dei leader di sinistra di rischiare per liberarsi dal diktat neoliberista, dovrebbe servire da ispirazione alla nuova sinistra europea anti-austerity. Non c'è dubbio che alcuni governi attualmente affrontino notevoli difficoltà per il rallentamento dell'economia regionale che colpisce i leader di destra e sinistra. Ma se si legge tra le righe dei cablo, ci sono buone ragioni per chiedersi se tali difficoltà siano di origine locale. In Ecuador, ad esempio, dove il Presidente Correa è oggetto delle ire della destra e di certa sinistra, le proteste contro la nuova tassa progressiva proposta dal governo è espressa dagli stessi responsabili dell'opposizione con cui, se si crede ai cablo, i diplomatici statunitensi sviluppano tali strategie.
In Venezuela, dove le lacune nel sistema di controllo dei cambi causano un'inflazione elevata, le manifestazioni violente degli studenti di destra hanno gravemente scosso il Paese. E' sicuro che tali manifestanti ricevano denaro e addestramento da USAID e NED, il cui bilancio per il Venezuela è aumentato dell'80% tra il 2012 e il 2014. I cablo di WikiLeaks hanno ancora molte cose da dirci. Per scrivere i capitoli dei file WikiLeaks sull'America Latina e i Caraibi, abbiamo supervisionato centinaia di cablo e individuato diversi ambiti d'intervento degli Stati Uniti, descritti in dettaglio nel libro (alcuni già notati da altri osservatori). Altri hanno fatto lo stesso per le altre regioni. Ma il numero di cablo è superiore a 250000 (quasi 35000 solo sull'America Latina) e non vi è alcun dubbio che molti altri aspetti importanti della diplomazia degli Stati Uniti attendono di essere portati alla luce. Purtroppo, una volta passato l'entusiasmo creato dalla diffusione dei primi cablo, pochi giornalisti e ricercatori ne sono realmente interessati. Dato che ciò non cambierà, mancherà un resoconto completo della visione che gli Stati Uniti hanno di sé sulla scena mondiale, e la risposta diplomatica alle sfide alla loro egemonia.CHAVISTAS CELEBRAN ANIVERSARIO 24 DE "EL CARACAZO"

Alexander Main e Dan Beeton, Dial, Diffusione delle informazioni sull'America Latina - D3384.

Note
[1] Si veda DIAL 3303 "VENEZUELA dal 27 febbraio al 3 marzo 1989: il Caracazo. Semantica della violenza politica, I parte e II parte.
[2] Zona situata nell'Est del Paese.
[3] Governo degli Stati Uniti: United States Government (USG) in inglese.
[4] Alleanza della sinistra creato su iniziativa di Venezuela e Cuba nel 2004 per contrastare il Trattato di Libero Commercio delle Americhe promosso dall'amministrazione Bush.
[5] Movimento per la Quinta Repubblica è un partito di sinistra fondato da Hugo Chávez

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | ottobre 10, 2016 alle 15:19 | Etichette: agente d'influenza, agenti d'influenza, Alba, Allende, America, America Latina, American assassination, american assassinations, anti-terrorismo, antiamericanismo, antiatlantismo, anticolonialismo, antifascismo, antimperialismo, antiterrorismo, armi, assassinio politico, atlantismo, black operation, bolivarismo, capitalismo, Caracas, Central Intelligence Agency, CIA, Cile, colonialismo, colpo di Stato, commandos, cospirazioni, covert operation, Covert Operations, crimini contro l'umanità, DEA, Dipartimento di Stato USA, Drug Enforcement Administration, Edward Snowden, equilibrio strategico, esercito venezuelano, False flag, FANB, Fort Detrick, forze armate venezuelane, Forze speciali, Freedom House, geo-energia, geo-energie, geo-influenza, geo-risorse, Geoeconomia, geoenergia, geoinfluenza, Geopolitica, georisorse, Geostrategia, giornalisti-spie, golpe, golpismo, golpisti, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra commerciale, guerra coperta, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di propaganda, guerra economica, guerra informatica, guerra mediatica, guerra occulta, guerra psicologica, Hugo Chavez, Imperialismo, imperialismo e terrorismo, infiltrazione, infiltrazioni, integrazionismo, intelligence, intelligence community, killer, Latin America, Latino America, Latinoamerica, mass media, mercenari, militarismo, missioni segrete, multipolarismo, NATO, NED, neo-colonialismo, neocolonialismo, neoimperialismo, NSA, Nuovo ordine mondiale, Oligarchia, oligarchismo, omicidi mirati, ONG, operazioni coperte, operazioni occulte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, Partito Socialista Unito del Venezuela, Patria Grande, patriottismo, Pentagono, politica della sicurezza, politica internazionale, politica occulta, politica regionale, politica sociale, poteri occulti, Propaganda, psy-op, psy-ops, psy-war, psyop, psyops, psywar, relazioni economiche, relazioni estere, Repubblica bolivariana del Venezuela, rete spionistica, sabotaggi, sabotaggio, sabotatori, Santiago, SEBIN, servizi di sicurezza, servizi segreti, sfera d'influenza, sinarchia, sinarchismo, sistema bancario, sistema finanziario, socialismo, socialismo del XXI.mo secolo, socialismo XXI, società occulte, società segrete, sovranismo, sovranità, sovversione, sovversivismo, spionaggio, Stati Uniti, strategia, terrorismo, terroristi, truppe speciali, Unasur, USA, USAID, Venezuela, Washington Consensus, Washington DC | Categorie: Bolivarismo, Covert Operation, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-6CL   
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Si può leggere l’oroscopo anche solo per divertimento?
O c'è sotto qualcosa di più sinistro?
Louise Uttley
Philip Kosloski
10 ottobre 2016   
Si può leggere l’oroscopo anche solo per divertimento?

Milles Studio/Shutterstock A prima vista, l’astrologia e la lettura degli oroscopi sembrano una cosa che si può seguire per divertirsi e farsi una bella risata, vedendo quello che ci diranno “le stelle” sulla nostra giornata. Aprite il vostro quotidiano locale e troverete un oroscopo giornaliero vicino ai fumetti o alle parole crociate. Se non comprate il quotidiano, potete trovare l’oroscopo nella sezione “intrattenimento” di un sito di notizie online.
La Chiesa, ad ogni modo, non ritiene che l’astrologia sia solo una cosa per divertirsi, credendo fermamente che ci sia sotto qualcosa di ben più sinistro che può favorire la presenza del male nella vita di una persona.
In primo luogo, cos’è l’astrologia? Secondo il dizionario Merriam-Webster è “lo studio di come le posizioni delle stelle e i movimenti dei pianeti hanno una presunta influenza sugli eventi, sulla vita e sul comportamento delle persone”. L’astrologia è una pratica antica che affonda le radici prima di Cristo in varie religioni pagane, e ha come obiettivo principale la predizione del futuro basandosi sul movimento dei corpi celesti.
Questo pone l’astrologia nella categoria della “divinazione”, e comporta la speranza che se una persona può sapere come andrà una certa giornata abbia una sorta di “potere” sul tempo. È qui che la lettura degli oroscopi ricade nel progetto del demonio.
Solo Dio conosce il futuro, perché non vive nel tempo, ma al di fuori di esso, nell’eterno “ora”. Satana e i suoi tirapiedi non hanno la capacità di conoscere il futuro, ma visto che sono spiriti e hanno un intelletto sorprendente, possono osservare ciò che accade sulla terra e offrire agli individui una predizione di quello che potrebbe accadere. Ciò è evidente soprattutto nelle persone che leggono la mano o nei medium, che cercano attivamente l’assistenza di uno spirito (un demone) per predire cosa accadrà nella vita di una persona.
Chi partecipa all’elaborazione degli oroscopi può avere o meno un rapporto evidente con il male, ma a qualche livello si sta aprendo all’influenza di uno spirito nefasto. Già dall’epoca del giardino dell’Eden, Satana ci offre costantemente la mela della “conoscenza” nella speranza di allontanarci da Dio. L’idea è che se “sappiamo” più di Dio abbiamo il potere, e questo ci può far ottenere tutto ciò che vogliamo.
La Chiesa si è sempre fortemente opposta alla pratica dell’astrologia e alla lettura degli oroscopi, come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo” (CCC, n. 2116).
Vari anni fa, il vescovo Donald W. Montrose di Stockton (California, Stati Uniti) ha scritto una lettera pastorale condannando duramente la lettura degli oroscopi.
“Anche se milioni di persone seguono gli oroscopi con maggiore o minore interesse, è sempre un metodo per leggere il futuro”, ha avvertito. “Anche se una persona dice di non credere agli oroscopi e che li legge solo per divertimento, bisognerebbe abbandonare questa pratica. L’oroscopo quotidiano può influenzarci facilmente di tanto in tanto. È un modo in cui ci apriamo all’occulto”.
Anche gli esorcisti attestano l’influenza demoniaca degli oroscopi, visto che alcune persone possedute o influenzate da un demonio iniziano spesso leggendoli.
Facciamo allora attenzione alle parole di Geremia: “Così dice il Signore: ‘Non imitate la condotta delle genti e non abbiate paura dei segni del cielo, perché le genti hanno paura di essi’” (10, 2). Gli oroscopi possono apparire nella sezione del quotidiano dedicata all’intrattenimento, ma sono lungi dall’essere una cosa semplicemente divertente e possono mettere in grave pericolo l’anima di una persona.
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Philip Kosloski è marito e padre di cinque figli. Scrive su Aleteia e sul The Pope’s Worldwide Prayer Network (Apostolato della Preghiera), e ha un blog sul National Catholic Register.
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Rome Remembers Stefano Gaj Tachè
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By Francesca Matalon

A ceremony to commemorate the Palestinian terror attack perpetrated at the Great Synagogue of Rome on October 9, 1982, was held last Sunday in the Italian capital city. Many people gathered to light a candle in the square that is now named after Stefano Gaj Taché, the two-year-old murdered in the attack.
Ruth Dureghello, the president of the Jewish Community of Rome, in particular welcomed those who survived the injuries after the attack; among them was Gadiel Gaj Taché, brother of Stefano. "Today I am speaking on behalf of all the injured, but I am persuaded that what happened 34 years ago is an injury for everyone in this Community," he said.
Noemi di Segni, the president of Italian Jewish Communities, said that “Together we commemorate that tragic day, when Palestinian terrorists struck in a most deadly way not only a family, but all citizens in Rome and Italy who fight hate, extremism and violence.” 
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Gerusalemme, Yossi e Levana
vittime del terrore islamista
Profondo cordoglio in Israele per le vittime dell'attentato terroristico che ieri ha colpito la Capitale, Gerusalemme. Yossi Kirma, agente di 29 anni, e Levana Malihi sono stati uccisi da un terrorista vicino a Hamas che a bordo della sua auto ha aperto il fuoco contro la folla intorno alle 10.30 del mattino, ora locale. Diversi quotidiani italiani ricostruiscono oggi la vicenda: La Stampa sottolinea come vi siano altri sei feriti e come l'attentatore, dopo un primo attacco contro la folla, sia stato inseguito da due agenti in motocicletta: “La moto ha affiancato l'auto per costringerla a fermarsi. C'è stato uno scambio di colpi a distanza ravvicinata. Un agente, il sergente maggiore Yosef Kirma, 29 anni, è stato raggiunto alla testa. La sua compagna è stata invece colpita alla gamba ma è riuscita a rispondere al fuoco e a uccidere l'assalitore”. Il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito i due agenti eroi. Termine che marca la differenza con la propaganda d'odio palestinese, con Hamas che ha definito “eroe” il terrorista, il quale – scrive Repubblica – era noto alle autorità israeliane: “ieri si sarebbe dovuto presentare alle forze dell'ordine per scontare quattro mesi di detenzione amministrativa per incitamento alla violenza”. Ha invece scelto il terrore, rilanciando anche un video su internet, diffuso da Hamas, in cui invita i palestinesi a proseguire gli attacchi. Le autorità israeliane sono ora preoccupate per eventuali emulatori. Il Corriere intanto parla dell'editoriale del New York Times, pubblicato di recente, in cui il giornale invitava Obama a prendere misure contro il governo israeliana per la sua politica sugli insediamenti.

Ricordando il 9 ottobre 1982. Ieri a Roma diversi iniziative per ricordare l'attentato compiuto 34 anni fa da terroristi palestinesi al Tempio Maggiore di Roma, in cui fu assassinato il piccolo Stefano Gaj Taché (Corriere della Sera Roma). “Il bimbo ucciso a Roma e le nostre troppe ipocrisie” il titolo dell'editoriale di Pierluigi Battista che sul Corriere ricorda che, in merito al 9 ottobre, “la comunità nazionale non volle capire l'enormità di quel crimine. Non lo volle capire perché non poteva ammettere che chi chiedeva l'annichili-mento dello Stato di Israele e la cancellazione anche fisica degli ebrei che lo abitavano non avanzava una rivendicazione di indipendenza nazionale, ma dava corpo a un'ossessione antiebraica”.

Trump il sessista all'attacco di Clinton. Si è concluso nella notte italiana il secondo dibattito tra i candidati alla Casa Bianca, il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton, e, secondo i media d'oltreoceano, ha vinto la seconda. Un dibattito caratterizzato da violenti attacchi reciproci – i due sfidanti non si sono dati la mano all'inizio – e a cui si è arrivati sulla scia dello scandalo per le parole sessiste e vergognose pronunciate da Trump in un video del 2005, reso pubblico nelle scorse ore. Come scrive Repubblica, tanti repubblicani hanno scaricato Trump a causa del video – tra questi John McCain e Condoleezza Rice – ma il magnate ha risposto che non avrebbe mai lasciato la candidatura. “Scandalizzarsi ora è una cosa ridicola dopo tulle le frasi crudeli dette prima”, la denuncia della scrittrice Joyce Carol Oates, intervistata dal Corriere.

Jacob Neusner (1932 - 2016). “Aveva studiato attentamente i rapporti tra l'ebraismo e le altre religioni, prestando una particolare attenzione al dialogo con il cristianesimo”. Così il Corriere ricorda Jacob Neusner, teologo americano ebreo, scomparso all'età d 84 anni, che “aveva reso accessibili in inglese molti importanti testi rabbinici, con un lavoro instancabile che lo aveva portato ad essere autore o curatore di oltre 900 pubblicazioni”.

L'antisemitismo e l'Europa. Sull'inserto del Foglio, la denuncia di rav Pinchas Goldschmidt, presidente della Conferenza dei rabbini europei, che in un recente incontro al Parlamento europeo ha dichiarato che gli ebrei oggi hanno i piedi su due binari, "con i treni provenienti a velocità sempre crescente". "Uno è il treno dell'islam radicale e del terrorismo islamico. L'altro è il treno dell'antisemitismo della vecchia Europa, l'estrema destra". Ha poi aggiunto: "Entrambe le minacce sono minacce esistenziali per gli ebrei europei”.

Siria, il peso dei morti. Prendendo spunto da un editoriale di Max Fischer sul New York Times, Furio Colombo analizza sul Fatto Quotidiano la situazione siriana e spiega il senso della disumana violenza dei bombardamenti russi sulla popolazione siriana di Aleppo: la “ferocia distruttiva dei russi” è “un nuovo tipo, disumano ma efficace, di tamponamento dell'emorragia che avrebbe distrutto ed eliminato Assad. Max Fisher restituisce un senso e persino una ragione alla totale disumanità di Putin, come si riconosce a un chirurgo la sua bravura nonostante le conseguenze collaterali del suo intervento. II paziente (nel caso, Assad, che era stato ormai liquidato dal suo popolo) resta a capo della Siria. Gli serviva una montagna di morti per tornare a parlare da leader alle Nazioni Unite. Glielo hanno dato”.

Assisi e la partecipazione di Sumaya. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha deciso che sarà la consigliera Sumaya Abdel Qader a rappresentare il Comune all'imminente marcia per la pace di Assisi. Il Giornale però attacca la decisione, ricordando le posizioni del Caim, di cui la Qader fa parte, contro Israele e le parole espresse dal marito della consigliera su Facebook contro lo Stato ebraico.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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Jesus looked at him and said, "How hard it is for the rich to enter the Kingdom of God!”
(Luke 18:24) FIGHTING MATERIALISM. How is the god Mammon conquered? The Bible offers a perspective from which to view all of life’s economic decisions. The Holy Spirit is with us; Jesus is our present teacher. The following are some suggestions:
    Get in touch with our feelings about money. Get in touch with our fear, insecurity, guilt, pride or envy. We are afraid to be short of money. And our fears, though irrational, are real. We need to face up to these feelings before we can apply God’s promises to our financial situation.
    Stop denying our wealth. Instead of seeing the small picture of our situation, let us become world citizens, looking at ourselves in relation to all humanity.
    Create an atmosphere in which confession is possible. Much of our preaching about money has been either to condemn it or to praise it but not to help each other relate to it. Many of us feel isolated and alone. How much better if we could confess our fears and temptations.
    Discover one other person who will struggle with you through the money maze. Together covenant to help each other detect when the seductive power of money is beginning to win. This needs to be done in a spirit of love and graciousness but also rebuking and prodding.
    Discover ways to get in touch with the poor. One of the damaging results of affluence is allowing us to distance ourselves from the poor so that we no longer see their pain.
    Give with glad and generous hearts. Giving has a way of rooting out the tough old miser within us. The very act of letting go of money, or some other treasure, destroys the sin of greed.
Chinese house church leaders met together to discuss their problems. They concluded that their number two problem (after gossip) was money and the lure of materialism. There are two main sources of this. One is the rising standard of living in the coastal areas, which is tempting good teachers into commerce, depriving the Church of much-needed leaders. The other is the kind, but often indiscriminate, giving of some wealthier Christians and missions to house church networks. RESPONSE:
Today I commit to living a simple life style and not give in to materialism. 
PRAYER:
Lord, I want to follow You all the way. And I want to be obedient as You direct and instruct.
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LE VITTIME DELLE BOMBE IN YEMEN NON SONO TUTTI UGUALI! PTV news 10 Ottobre 2016 - Siria, è scontro al Consiglio di Sicurezza
PandoraTV PandoraTV https://www.youtube.com/watch?v=T7VQzZ6rasA&list=TLvHcUT8N74NYxMDEwMjAxNg
Pubblicato il 10 ott 2016
- Trump - Hillary. Sesso, finanza e video tapes
- Yemen, nessuno chiede il cessate il fuoco
- Londra sempre più xenofoba
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Arcivescovo di Aleppo: "Sulla Siria i media internazionali calpestano la verità".
https://www.youtube.com/watch?v=muGLrhmjDGY&index=2&list=TLvHcUT8N74NYxMDEwMjAxNg
Pubblicato il 09 ott 2016 https://youtu.be/muGLrhmjDGY
Di fronte alla commissione esteri del senato l'Arcivescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobji, ha sconfessato completamente la narrazione dei media mainstream: "In Siria non c'è alcuna guerra civile" ha detto " in Sira è in atto una terza guerra mondiale per procura".

Dodô Correia
Invece di portare in Occidente i cristiani oppressi in Siria, ci portano i maschi mussulmani pronti a farci la guerra. Si questo non è ALTO TRADIMENTO, no so cosa sia. Questa guerra è solamente contra i cristiani.
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Tokyo si avvicina a Mosca
by sitoaurora

Le Courrier de Russie - 8 settembre 2016

Il Primo ministro giapponese Shinzo Abe ha creato il Ministero della Cooperazione economica con la Russia, proponendo a Vladimir Putin al Forum Economico Orientale di Vladivostok un ambizioso piano di sviluppo con la Russia. Tokyo cerca di avvicinarsi a Mosca, irritando Washington. Perché il Giappone non ha mai rinunciato alla speranza di recuperare le Curili. Kommersant esamina le relazioni russo-giapponesi.jfqgceds5sxamek4mjts98pxlq0sptpq"Vladimir, noi siamo della stessa generazione. Ti propongo di essere audaci e responsabili", commentava Abe dalla tribuna del Forum Economico Orientale di Vladivostok il 3 settembre. Questo passaggio ha suscitato in sala applausi scroscianti. Poi, nel discorso il Primo ministro giapponese ricordava che i russi invecchiano: la popolazione tra i 10 e 20 anni è oltre i 14 milioni oggi, contro i 23 milioni nel 1976, aggiungendo che "la rivoluzione del pensiero industriale che si verifica contattando le imprese giapponesi, non aveva ancora avuto luogo" in Russia. Secondo il Primo ministro, gli otto punti già menzionati nella visita a Sochi nel maggio 2016, aiuteranno la Russia a superare le difficoltà, a "fare dell'estremo oriente la base dell'export asiatico". Una fonte di Kommersant nell'amministrazione di Shinzo Abe spiegava che gli "otto punti" furono tratti da esperti giapponesi dal discorso annuale di Vladimir Putin all'Assemblea Federale russa. "Questo spiega che la collaborazione nel campo della medicina e dell'urbanistica sono rispettivamente al primo e secondo posto, mentre la tradizionale sfera degli idrocarburi solo al quarto posto", ha detto l'interlocutore di Kommersant. Il Primo ministro giapponese aveva anche portato a Vladivostok un piano di sviluppo della società e dell'economia russa per i prossimi 30 anni, secondo la comprensione giapponese degli interessi della Federazione. Le priorità sono "aspettativa di vita più lunga dei cittadini russi", "creare un ambiente confortevole e pulito, garantendo una vita piacevole" e "aumento significativo della collaborazione tra piccole e medie imprese russe e giapponesi". Per dimostrare la serietà delle intenzioni nei confronti di Mosca, Shinzo Abe nominava il suo ministro dell'Economia, Commercio ed Industria, Hiroshige Seko, alla nuova carica di "Ministro della Cooperazione Economica con la Russia". Questo "Ministero-Stato" è unico nel governo giapponese. Non esiste né per gli Stati Uniti, né per la Cina, con cui il Giappone ha commerci più significativi che con Mosca.

Felicità senza nuvole
La cooperazione con la Russia è davvero possibile nel contesto delle sanzioni economiche, adottate anche dal Giappone, e degli stretti legami del sistema finanziario di quest'ultimo con quello statunitense? La fonte di Kommersant nell'entourage di Shinzo Abe ha preferito evitare la questione. Da parte loro, gli interlocutori del quotidiano nel governo russo, se lo ritengono un problema hanno sottolineato che il Giappone, al Forum di Vladivostok, ha ignorato manifestamente le sanzioni con la promessa alla società russa Novatec, inserita nella lista nera, di un credito di 400 milioni di dollari. Il desiderio di avvicinarsi a Mosca potrebbe provocare una reazione negativa di Washington. Ma ciò non preoccupa l'interlocutore del Kommersant nel governo giapponese. "Abbiamo scelto volutamente il periodo elettorale degli Stati Uniti, dice quest'ultimo. Le aziende giapponesi sono dei grandi datori di lavoro negli Stati Uniti, dove la lotta per il voto è più tesa, come in Ohio, sede aziendale della Honda". Secondo lui, in tale contesto, Washington non litigherebbe col Giappone. "Certo che gli statunitensi non apprezzano la rinnovata attività di Tokyo verso la Russia, ma il momento è ben scelto", confermava il direttore del programma Asia del Carnegie Moscow Center, Aleksandr Gabuev. "Barack Obama non ha intenzione di rimproverare i giapponesi ora, ha altre gatte da pelare. E dopo le elezioni, ci vorrà tempo per formare l'amministrazione, e sarà troppo tardi per fare pressione sui giapponesi". Un altro aspetto altrettanto importante è la reazione al riavvicinamento russo-giapponese di Pechino, i cui rapporti con Tokyo oscillano tra concorrenza e ostilità. Igor Denisov, collaboratore scientifico del Centro di ricerca per l'Asia orientale del MGIMO (Istituto Statale di Relazioni Internazionali di Mosca), non drammatizzerebbe la situazione. "I leader cinesi hanno imparato a distinguere l'economia dalla politica, e non vedono i progetti economici russo-giapponesi minacciare i loro interessi nella regione, ha detto. I cinesi non cedono alle teorie cospirative e non cercheranno un significato occulto nella presenza di Abe a Vladivostok". Tuttavia, la questione del perché Tokyo cerchi di avvicinarsi a Mosca rimane aperta. La Russia non è proprio il primo partner commerciale del Giappone. Il commercio, già non molto alto, è sceso del 30% nel 2015, e di un altro 36% nella prima metà del 2016, passando a 7,3miliardi soltanto (stimati 14,6 miliardi per l'anno). Il Giappone è un alleato militare degli Stati Uniti e membro attivo della Trans-Pacific Partnership che mira, secondo Barack Obama, a contrastare il dominio della Cina, Paese amico della Russia. Gli interlocutori del Kommersant nella delegazione al Forum Economico Orientale non nascondevano che l'obiettivo della politica di Shinzo Abe è sempre lo stesso: trovare sulla disputa delle isole Curili una soluzione accettabile per il Giappone. Aleksandr Panov, ex-ambasciatore russo a Tokyo, ritiene che il primo ministro giapponese abbia altri motivi. "Gli uomini d'affari giapponesi vagano per il mondo alla ricerca di nuovi mercati per rilanciare l'economia del Paese. E la Russia in questa prospettiva è una scelta naturale, spiegava a Kommersant. Inoltre, Abe vuole passare alla storia come leader forte e indipendente e, in tale contesto, una certa presa di distanza dalla politica degli Stati Uniti non sarà superflua".
Vladimir Putin e Abe sono noti per il loro amore per le combinazioni tattiche, ed è molto probabile che si speri a Mosca di avere i soldi giapponesi senza cedere le isole. Da parte sua, il Giappone cercherà di dimostrare il contrario. I prossimi negoziati sul tema sono previsti a dicembre, nelle terme della Prefettura di Yamaguchi, in occasione della visita del presidente russo in Giappone.hrrluildox3usff46xum9yew8cdx9ywyTraduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | ottobre 9, 2016 alle 17:41 | Etichette: anti-egemonismo, antimperialismo, armamenti, Asia, Asia del Nord-Est, Asia meridionale, Asia orientale, Asia-Pacifico, Beijing, blocco eurasiatico, Cina, Cina e Russia, Corea del Sud, corridoi energetici, Curili, difesa strategica, diplomazia, diplomazia energetica, EPL, equilibrio mondiale, equilibrio strategico, Estremo oriente russo, eurasia, Federazione Russa, forze armate cinesi, forze armate giapponesi, forze di autodifesa giapponesi, geo-energia, geo-energie, geo-influenza, Geoeconomia, geoenergia, geografia, geoinfluenza, Geopolitica, Geostrategia, Giappone, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra di propaganda, Imperialismo, industria dell'energia, industria della difesa, JSDF, Kurili, Mar Cinese Meridionale, mass media, mercato energetico, mondializzazione, Mondo Multipolare, multipolarismo, Nuovo ordine mondiale, Oceano indiano, Oceano Pacifico, Okinawa, ONU, Pacifico, Pacifico-Asia, Paracels, Pechino, Politica della difesa, politica della sicurezza, politica economica, politica energetica, politica industriale, politica internazionale, politica regionale, produzione energetica, relazioni economiche, relazioni estere, relazioni internazionali, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Popolare di Cina, rotte commerciali, rotte commerciali Sud-Est asiatico, Russia, Russia e Cina, sfera d'influenza, Shinzō Abe, sovranismo, sovranità, Spratly, strategia, Sud-Est asiatico, talassocrazia, talassocrazie, Tokyo, USA, Via della Seta Marittima, Vladimir Putin, Washington | Categorie: Eurasia, Geopolitica, Giappone | URL: http://wp.me/p1qi5U-6CH   
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FEAST LIVE STREAMING Dear Lorenzo,
In exactly one week's time, our annual celebration of the Feast of Tabernacles will begin. For those of you who are unable to come up to Jerusalem to celebrate the Feast with us this year, we are able to make it available for you to watch online from October 16 - 20, thanks to our TV partner, Visjon Norge.
It is our hope that as you watch you will be praying and seeking the Lord about attending next year's Feast in Jerusalem, the city of our King.
I would also encourage you to prayerfully consider a special contribution this year during the Feast of Tabernacles. You can send a special offering to the Lord from your family, company, home group or even church, and dedicate it to the work that God wants to do in Israel.
And please send us your prayer requests before the Feast. Last year, we brought more than 10,000 individual requests to the Lord. We know that God hears the prayers of His children, and we want to intercede on your behalf here in Jerusalem also this year.
May the Lord bless you richly out of Zion!
Dr. Jürgen Bühler
ICEJ Executive Director

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“No one can serve two masters. Either he will hate the one and love the other, or he will be devoted to the one and despise the other. You cannot serve both God and Money.” (Matthew 6:24) SERVING TWO MASTERS
Riches are dangerous because their seductive power often causes people to reject Christ and His Kingdom. The rich young ruler who turned sadly away after being told that he had to part with his riches to inherit salvation prompted Jesus’ statement, “How hard it is for the rich to enter the kingdom of God.” (Luke 18:24; Mark 10:23; Matthew 19:23)
A desire for riches can cause people to do almost anything — even to the extent of selling their souls. The result, Scripture warns, is anguish now and damnation later (1 Timothy 6:9-10). An abundance of possessions can easily lead us to forget that God is the Source of all good. The people of Israel were warned of this before they entered the Promised Land (Deuteronomy 8:11-17).
The pursuit of wealth often results in wars. James 4:1-2 says this clearly and it is amply confirmed from world history. Instead of fostering more compassion toward the poor, riches often harden the hearts of the wealthy. Rich people are often unconcerned about the poor at their doorstep. (Luke 16:19-31; Isaiah 5:8-10; Amos 6:4-7; James 5:1-5)
Money is not neutral; it is a power with a life of its own. It is a power that is even demonic in character. When Jesus uses the Aramaic term mammon, translated as money in the NIV, (Matthew 6:24) to refer to wealth, He is giving it a personal and spiritual character as a rival god. Mammon is a power that seeks to dominate us.
Hence, money is an active agent. It is a law unto itself — capable of inspiring devotion. It is tremendously instructive to stand back and observe the frantic scramble of people for money. And this does not occur just among the poor and starving. Even the super-rich still seek it furiously. The middle class continue to buy more houses, acquire more cars and purchase more clothes than they need. If money were only a medium of exchange, it would make no sense at all to attach such prestige to it. We value people in relation to their income. We give people status and honour in relation to how much money they have or appear to have.
We can have all the Christian externals and yet be complete materialists in our hearts.
RESPONSE:
I choose to serve God, so I will not give money any place of prominence in my life or in my heart.
PRAYER:
Lord, I need Your help today to stay focused on You and not on all the “things” around me.
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14 aziende hi-tech finanziate dalla CIA
by sitoaurora

BusinessInsider 28/09/2016 - South Frontgraphic-iqtel-article-headerLa Central Intelligence Agency ha un proprio braccio per gli investimenti, e da anni finanzia alcune delle aziende più innovative della Silicon Valley. In-Q-Tel (dal nome "Q" dei film di James Bond) investe in imprese che possono fornire tecnologia utile all'intelligence entro 36 mesi. Ma essendo strutturata come un'organizzazione indipendente, senza scopo di lucro, appare piuttosto singolare: E' una ditta che in realtà non ha bisogno di produrre profitti per gli investitori, potendo attingere alle ampie tasche del "budget nero" dell'intelligence. Il coinvolgimento negli startup è anche una sorta di approvazione che comporta più soldi rispetto ad altre ditte, una somma di 11-15 dollari per ogni dollaro cacciato dalla CIA. In-Q-Tel in genere non fornisce l'importo degli investimenti, anche se una articolo del Washington Post del 2005 diceva che il finanziamento è spesso relativamente piccolo, da 500mila a 2 milioni di dollari. Ecco alcune delle aziende che la CIA ha trovato utili.

Cylance usa l'intelligenza artificiale per analizzare e distruggere i malware ben prima che diventino un problema. Cylance ha costruito un prodotto in grado di analizzare e determinare se un file sia un malware e quindi impedirne l'esecuzione, il tutto in meno di un secondo. Invece di usare gli elenchi di noti software dannosi o delle "firme" dei malware, il prodotto di Cylance utilizza l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico per rilevare un malware. Soprattutto nelle truffe di phishing e-mail, ancora le più utilizzate dagli hacker, il software di Cylance rivoluziona la sicurezza informatica, probabilmente motivo per cui è attualmente valutato oltre 1 miliardo di dollari. Il prodotto, CylancePROTECT, è utilizzato esclusivamente da grandi aziende, banche e clienti governativi. Cylance ha detto a Business Insider che presto lancerà un prodotto per i consumatori. In-Q-Tel ha investito nella società nel 2016.

Orbital Insight analizza milioni di immagini satellitari rilanciate sulla Terra per rispondere a ogni tipo di domanda. Diciamo che sei un grande rivenditore come Wal Mart o CVS, e desideri sapere quante persone comprano nei tuoi negozi. Un metodo per capirlo è analizzare il numero di automobili nel parcheggio, cosa che Orbital Insights fa. L'azienda può capirlo da come funzionano alcuni negozi, quante persone lo visitano o determinando come sia occupato in certi momenti della giornata, e così via. L'analisi satellitare può rispondere ad altre domande come: quali incroci sono più attivi nelle ore di punta? O forse, come va l'economia cinese? Orbital Insight attira molto interesse dalla CIA, che gli ha concesso 5 milioni nel 2016. Nello stesso momento, Google Ventures riceve un investimento di 15 milioni.orbitalinsightCyphy ha costruito un drone vincolato che monitora un'area per giorni. Cyphy (pronuncia Sci Fi) ha un drone vincolato in grado di sorvegliare da 3000 metri sopra la stazione base, oppure facilitare le comunicazioni a lunga distanza. L'azienda ha un vincolo in microfilamenti brevettato per mantenere il drone collegato alla stazione di controllo a terra, da dove viene alimentato e comunica. Quindi, a differenza del solito drone, la "continua ricognizione e comunicazione aerea via cavo" può essere avviata e rimanere in zona molto a lungo. E' dotato di una fotocamera ad alta definizione che può riprendere in visione notturna, rendendolo ideale per le truppe sul campo che devono tenere d'occhio il perimetro di una base. La società ha anche un drone "tascabile" che vola attraverso porte e finestre, e che entra nelle tasche di un soldato. In-Q-Tel ha investito nella Cyphy nel 2015.

BlueLine Grid ha creato una piattaforma di comunicazione simile all'applicativo Slack, badando a sicurezza e conformità. BlueLine Grid fornisce alle agenzie governative la possibilità di comunicare similmente alle aziende start-up e medie con il popolare applicativo Slack. Chiamato GridTeam, la piattaforma di collaborazione mobile sicura offre messaggistica, condivisione immagini e file, e videoconferenza istantanea alle organizzazioni. E' soprattutto utilizzato dalle forze dell'ordine e di pronto intervento. In-Q-Tel ha investito nella ditta nel 2015.

cia-in-q-telAtlas Wearables ha creato un tracker fitness che riconosce le condizioni nell'esercizio specifico che si esegue. La maggior parte dei tracker fitness riconosce il battito cardiaca o i passi compiuti. Atlas Wristband sa quando si piega un bicipite o si salta su un gradino. Atlas Wearables di Austin, Texas, originariamente fu lanciato da Indiegogo nel 2014, raccogliendo più di 600mila dollari di finanziamento. Ora il suo tracker fitness è venduto nei negozi di articoli sportivi o su Amazon. Inoltre, il braccialetto ma ha anche un applicativo che funziona da personal trainer che, proprio come quello vero, sa che se non hai fatto l'ultimo pushup. In-Q-Tel ha investito nell'Atlas nel 2015.

Fuel3d può riprendere in modo altamente dettagliato viedoimmagini tridimensionali di oggetti o persone. Fuel3d vende un dispositivo hardware palmare chiamato Scanify che può compiere dettagliate scansioni tridimensionali in meno di un decimo di secondo. La tecnologia può essere applicata a una varietà di mercati: acquisizione facciale per costruire occhiali personalizzati, o dati della scena del crimine per costruire modelli 3D per le indagini. Che sia utilizzato dalla comunità d'intelligence non è chiaro, ma In-Q-Tel vi ha investito nel 2014.

MindMeld costruisce tecnologia di riconoscimento vocale come Siri, ma per tutto. Apple ha Siri; Microsoft Cortana; Amazon Alexa. MindMeld fornice comandi vocali a tutti gli altri. Sostenuta da Google Ventures e Samsung Ventures, tra gli altri, MindMeld offre la tecnologia che permette a più di 1200 aziende d'inserire comandi vocali nei loro applicativi. "E siamo solo all'inizio", affermava il fondatore e CEO Tim Tuttle. "Jarvis, il computer a comando vocale utilizzato da Tony Stark nel film Iron Man, è roba pronta tra 5-10 anni". In-Q-Tel vi ha investito nel 2014.

SnapDNA ha un dispositivo palmare in grado di analizzare il DNA in pochi minuti. Nel 2011, i Navy SEAL che uccisero Usama bin Ladin nel compound in Pakistan, ritornando in Afghanistan sugli elicotteri, avevano campioni di DNA del capo del terrore, in modo da poter confermare che fosse lui. Qualora avessero avuto il dispositivo palmare SnapDNA, tale conferma non sarebbe stata necessaria. Lo startup della Silicon Valley ha costruito un dispositivo palmare, alimentato a batteria, in grado di analizzare il DNA entro cinque minuti, invece che ore o giorni con costose macchine da laboratorio. In-Q-Tel ha investito nella SnapDNA nel 2012.

Sonitus offre una funzionalità di comunicazione wireless bidirezionale da nascondere in bocca. Similmente ai film con le spie dagli auricolari che permettono di comunicare tra loro, ma Sonitus va oltre. Il suo prodotto va in bocca, dando agli utenti una chiarezza incredibile anche negli ambienti più rumorosi. Sul sito mostra operatori speciali parlare tra loro mentre in skydive precipitano in caduta libera, e il demo mostra quanto sia utile ai vigili del fuoco. In-Q-Tel ha investito nella Sonitus nel 2009. Il demo va visto per essere creduto.d3f968b80c5c8f88822d792e2d0870c2

Palantir setaccia attraverso enormi set di dati per consentire a un utente di monitorare modelli o acquisire conoscenza di un pacchetto software, invece di cercare nei vari database. Palantir è una delle società più segrete della Silicon Valley, forse per la relazione profonda con i clienti militari e d'intelligence statunitensi. Le spie utilizzano il software di Palantir per collegarsi con l'enorme database raccolto da CIA, DHS, NSA e altri. I militari lo usano per capire se una bomba è stata costruita da una certa persona. E anche gli investigatori della polizia di Los Angeles ne usano le query per capire i legami tra i criminali. Palantir offre soluzioni anche a sanità e società finanziarie. In-Q-Tel ha sostenuto Palantir nel 2005.

Alex Karp, CEO di Palantir

Alex Karp, CEO di Palantir

BBN Technologies consente alle truppe all'estero di tradurre rapidamente le lingue straniere. BBN Technologies è un estraneo in questo elenco di start-up, essendo stato fondato nel 1948. Ma non è meno innovativo, essendo stato l'ideatore di Internet e del simbolo @ delle e-mail, tra l'altro. BBN fu acquisito da Raytheon nel 2009 ed è un centro di ricerca e sviluppo che ha costruito ogni tipo di gadget per i militari. La tecnologia "Boomerang" della società dice ad elicotteri e veicoli presi di mira da dove il tiro proviene, e la tecnologia di riconoscimento del linguaggio aiuta le truppe a tradurre da lingue straniere sul campo. In-Q-Tel ha investito nella BBN nel 2004.

Keyhole era un piccolo startup per la mappatura in 3D così utile che ancora oggi è sulla maggior parte degli smartphone nel mondo. Non conoscerete Keyhole, Inc., ma certamente la sua tecnologia sì. Fondato nel 2001, lo start up della Silicon Valley ha rivoluzionato le immagini satellitari con le mappe 3D, consentendo agli utenti di "volarci" sopra. La tecnologia EarthViewer fu utilizzata dalle truppe nella guerra in Iraq, e nei notiziari. Google ha acquistato la società nel 2004 e successivamente ne inserì la tecnologia nel suo popolare Google Earth e altri prodotti di mappatura. In-Q-Tel investì nell'azienda nel 2003.internet55_01Basis Technology può estrarre informazioni cruciali da documenti scritti in una lingua straniera. Il software della Basis, Rosetta, può guardare i documenti in lingua straniera e tradurli, ma va anche oltre le nozioni base, identificando le relazioni o determinare se ciò che è scritto è positivo o negativo. La tecnologia è un evidente aiuto alla comunità d'intelligence, dal costante bisogno di traduttori qualificati cittadini degli Stati Uniti. In-Q-Tel vi ha investito nel 2004.

Oculis Labs impedisce alle persone di spiare sullo schermo del computer. Vi è una miriade di modi di spiare il vostro computer attraverso internet, ma non va dimenticato il metodo della vecchia scuola di qualcuno che sbircia dietro di voi. Oculis Labs costruisce prodotti per impedire "intercettazioni visive" su dispositivi mobili e desktop. Al posto di schermi privacy che scendono sul monitor, i software PrivateEye e Chameleon tracciano l'utente che cerca di spiare, e gli visualizza solo ciò che appare sullo schermo. Se l'utente si allontana, il display viene mascherato. E mentre si lavora, chi è a mezzo metro dietro l'utente vedrà solo un mucchio di parole senza senso sullo schermo. In-Q-Tel ha investito nell'azienda nel 2011. Ecco come funziona il suo software Chameleon.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | ottobre 9, 2016 alle 15:27 | Etichette: agente d'influenza, agenti d'influenza, Atlas Wearables, Basis Technology, BBN Technologies, black operation, BlueLine Grid, Central Intelligence Agency, Chameleon, CIA, commando, commandos, complesso mediatico-disinformativo, complesso militar-industriale, controspionaggio, covert operation, Covert Operations, Cylance, Cyphy, Defence Intelligence Agency, Defense Intelligence Agency, DHS, drone, droni, electronic intelligence, elint, Fuel3d, Google, Google Earth, Google Ventures, guerra commerciale, guerra coperta, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di propaganda, guerra elettronica, guerra industriale, guerra informatica, guerra occulta, guerra psicologica, Imperialismo, In-Q-Tel, industria della difesa, industria mediatica, industria multimediale, industrie, informatica, informazioni, intelligence, intelligence militare, internet, Keyhole, Langley, mass media, MindMeld, National Intelligence Council, National Security Agency, NATO, NSA, Nuovo ordine mondiale, Oculis Labs, Operazioni per Informare e Influenzare, operazioni speciali, Orbital Insight, Palantir, Pentagono, politica della sicurezza, politica industriale, PrivateEye, Propaganda, psy-op, psy-ops, psy-war, psyop, psyops, psywar, Raytheon, relazioni industriali, rete spionistica, rivoluzione colorata, servizi di sicurezza, servizi segreti, sigint, Signal intelligence, Signals Intelligence, Silicon Valley, sistemi informatici, SnapDNA, Sonitus, Special Force, special forces, special operation, special operations, spionaggio, spionaggio industriale, Stati Uniti, tecnologia elettronica, tecnologia informatica, USA | Categorie: Covert Operation, Imperialismo, Tecnologia | URL: http://wp.me/p1qi5U-6Ct   
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Alessandro Lattanzio: I sauditi bombardano i civili nello Yemen perché militarmente hanno perso
by sitoaurora

YemenTehran (ParsToday Italiano) - Alessandro Lattanzio, saggista e analista delle questioni politiche internazionali, é stato intervistato dalla nostra Redazione sulla strage del regime dei Saud contro la popolazione yemenita. Alessandro Lattanzio ai microfoni di Radio Italia ha esaminato anche il ruolo importante dell'occidente nei crimini del regime saudita in Yemen e nel mondo. Per ascoltare la versione integrale dell'intervista potete cliccare qui.
sitoaurora | ottobre 9, 2016 alle 11:47 | Etichette: Addis Abeba, Aden, Africa, Al-Qaeda, Ansarullah, anti-egemonismo, anticolonialismo, antimperialismo, Arabia Saudita, Asia del sud-ovest, atlantismo, Bab al-Mandab, black operation, Blocco americanista occidentalista, Blocco BAO, CCG, CIA, colonialismo, comunicazioni, consiglio degli stati del golfo, controterrorismo, Corno d'Africa, covert operation, Covert Operations, diplomazia, Emirati arabi uniti, Eritrea, esercito yemenita, Etiopia, Flotta militare, forze armate yemenite, fratellanza mussulmana, fratellanza musulmana, Fratelli mussulmani, Fratelli musulmani, GCC, geo-influenza, Geoeconomia, geoinfluenza, Geopolitica, Geostrategia, guerra a bassa intensità, guerra asimmetrica, guerra coloniale, guerra d'influenza, guerra d'informazione, guerra d'intelligence, guerra di 4.ta generazione, guerra economica, guerra finanziaria, guerra per procura, Hadramaut, Imperialismo, infrastrutture, intelligence, invasione, invasioni, invasori, islamo-atlantismo, islamo-imperialismo, legione islamista, Mar Rosso, Medio oriente, medioriente, mercato regionale, mercenari, missioni segrete, NATO, navi da guerra, neo-colonialismo, neocolonialismo, neocon, neoconservatori, neoimperialismo, Nuovo ordine mondiale, Oceano indiano, oleodotto, operazioni belliche, operazioni coperte, operazioni psicologiche, operazioni speciali, penisola araba, politica della sicurezza, politica internazionale, politica occulta, politica regionale, Qatar, relazioni estere, relazioni internazionali, sabotatori, Sana, sauditi, servizi segreti, sfera d'influenza, somaliland, sovranismo, sovranità, spionaggio, Stati Uniti, strategia, Stretto di Hormuz, talassocrazia, terrorismo, terroristi, USA, vicino oriente, Yemen | Categorie: Geopolitica, Imperialismo | URL: http://wp.me/p1qi5U-6Cn   
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Hola, lorenzo: Estamos en tiempo de descuento y el Dr. Óscar Elías Biscet, un referente de la defensa por la vida y de los derechos humanos, sigue sin saber si podrá venir a recoger el galardón que premia su compromiso.
El régimen castrista le ha prohibido estar con nosotros el 15 de octubre próximo y que reciba nuestro homenaje durante la ceremonia de entrega de los Premios HO 2016. Y falta menos de una semana.
Tenemos que actuar urgentemente si queremos que el Dr. Biscet tenga una oportunidad. Te ruego que hagas una cosa ahora, cuanto antes mejor, por favor:
1. Si no pudiste firmar esta alerta pidiendo al Gobierno de Cuba que deje viajar al Dr. Biscet a recoger su premio, hazlo ahora en este enlace:
http://www.hazteoir.org/solidaridad/alerta/91069-biscet-prohibido
2. Si lo hiciste ya, compártela en Facebook y consigue que muchos más ciudadanos presionen al Gobierno de los Castro para que le dejen venir. En este botón puedes hacerlo fácilmente:
Compartir_Facebook.jpg
A estas horas, alrededor de 13.000 ciudadanos se han movilizado ya en favor del Dr. Biscet. Pero no son suficientes y el tiempo apremia. Cuantos más seamos, más presión ejerceremos.
¿Puedo pedirte una cosa más? Tenemos previsto realizar la entrega de firmas en la Embajada de Cuba pasado mañana. Apúntate los datos de la convocatoria y acude, por favor:
    Martes 11 de octubre.
    18:00 h.
    Embajada de Cuba
    Paseo de La Habana nº 194, Madrid (ver mapa).
Será un acto breve, pero tendrá un fuerte efecto mediático porque al régimen comunista de los Castro no le agrada que se denuncie su falta de libertades. Será, tal vez, la última oportunidad de levantar la prohibición del Gobierno cubano contra el Dr. Biscet.
Estoy seguro de que conseguiremos traer a España a este médico que se jugó su carrera y su vida por defender el más básico de los derechos humanos, como es el de la vida. ¡Espero verte el martes en la Embajada de Cuba!
¡Muchas gracias!
Ignacio Arsuaga y todo el equipo de HazteOir.org
El régimen cubano prohíbe al Dr. Biscet recoger el Premio HO 2016
¡Actúa urgentemente!
Pide al Gobierno de Cuba que deje al Dr. Biscet viajar libremente a España el próximo 15 de octubre.
FIRMA
Hola, lorenzo: La dictadura comunista de Cuba no se contenta con haber hecho de su vida un infierno. Ahora le prohíbe venir a España para que los ciudadanos libres le rindamos un homenaje por su valentía y compromiso en la defensa de la vida y de los derechos humanos.
Sí, estoy tan indignado como imagino que tú si conoces la noticia. Al Doctor Óscar Elías Biscet no le dejan venir a España a recibir el Premio HO 2016. Pero tal vez podamos hacer algo al respecto de la mejor manera que sabemos: presionar. Y presionar con urgencia.
Tenemos muy pocos días: exige al Gobierno de Cuba que permita al Dr. Biscet viajar libremente y así pueda recoger personalmente su Premio HO 2016 el día 15 de octubre.
http://hazteoir.org/solidaridad/alerta/91069-biscet-prohibido
Tu mensaje llegará al embajador de Cuba en España, para que lo transmita al Gobierno castrista.
Te dejo la carta que me ha enviado el Doctor Biscet. Una carta que nos recuerda que hay sitios en el mundo donde no existe la libertad que merecen las personas:
Estimado amigo provida Ignacio:
Estoy feliz por haber sido seleccionado por su organización HazteOir a este distinguido premio de humanidades. Sobre todo, porque me recuerda a muchos providas españoles que trabajan intensamente por lograr el respecto a la dignidad del ser humano no nacido y su protección desde el marco jurídico por el Estado. Del mismo modo, muchos españoles alzaron sus voces ante mi injusto encarcelamiento por mis actividades en favor de la vida y los derechos humanos de los cubanos. Estos son los motivos que actualmente el régimen totalitario de Cuba no me permite estar junto a Uds. y recibir tan distinguido Premio. En este caso, me gustaría la solidaridad  de Ud. y demás colegas para denunciar a la opinión pública los actos arbitrarios contra mi persona. En un futuro cercano Cuba será libre y podré estar con Uds. en HazteOir. Por esto clamo al Dios Bíblico. Gracias, muchos éxitos y bendiciones.
Dr. Oscar Elías Biscet.
Esta es la carta de un hombre que por defender la vida y los derechos humanos fue perseguido, torturado, encerrado durante años en cárceles atestadas de criminales. Hasta su familia sufrió las represalias de la policía política de los Castro.
¿Le ayudas para que pueda estar el próximo 15 de octubre en la ceremonia de los Premios HO 2016 recogiendo el premio que tanto merece?
Es muy urgente, debemos actuar ya. Solicita al Gobierno de Cuba que deje salir de la isla al Dr. Biscet:
http://hazteoir.org/solidaridad/alerta/91069-biscet-prohibido
Te recuerdo que el Dr. Biscet es un valiente, y los valientes no callan ante las injusticias.
Él podía haber gozado del favor del régimen castrista si hubiese callado. Pero viendo los horrores que padecían los recién nacidos que sobrevivían a un fármaco abortivo llamado Rivanol, decidió denunciar.
Recopiló testimonios escalofriantes. Madres que denunciaban haber sido engañadas por médicos que les decían que sus hijos habían muerto en el parto, cuando ellas recordaban el llanto de sus bebés al nacer.
El Dr. Biscet descubrió que los bebés de esas madres habían nacido vivos, pero los habían matado para ocultar los fallos del sistema público de salud en su política abortista.
Denunciar estos hechos acabó con su carrera y casi con su vida. Pero los valientes están hechos de otra pasta y ayudan a los demás sin importarles su suerte.
Por favor, te ruego que le ayudes ahora a él. Los Premios HO son el 15 de octubre, y como ves, nos queda muy poquito tiempo. Actúa ya. Firma para que las autoridades cubanas le dejen salir de la isla y pueda ser homenajeado en libertad en este enlace.
¡Gracias en nombre de un valiente!
Ignacio Arsuaga y todo el equipo de HazteOir.org
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Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio ... ovviamente noi siamo impegnati a farlo retrocedere e licenziare questo Ryan, [ #Satana #Rothschild #Bush ] puoi iniziare a dire le preghiere, perché i miei ebrei saranno sempre con me, come io sarò sempre con loro, infatti la nostra è una alleanza ETERNA! Chi crede di fare qualcosa senza di noi? CERTO SI FARÀ MALE! NON ESISTE PIÙ UN POSTO PER LE LUCERTOLE CULTO SALMAN ERDOGAN SALAFITI GENDER DARWIN GLI SCIMMIoNI, SUPER PENE SVILUPPATI: ASINI MAOMETTO PEDOLIFI POLIGANI!
chi vota contro TRUMP fa un favore al satanismo impero Rothschild Bildenberg SpA FMI 666 WW3 NWO! Quando il terrore verrà contro di lui? SE LO SARÀ MERITATO! CSPB CSSMLNDSMD VRSN SMVS MQLIVB ♰"Drink your poisons made by yourself" NEW YORK, 10 OTT - Paul Ryan non intende ritirare il suo endorsement a Donald Trump, anche se non lo difende. E' quanto emerge - secondo alcuni media come Politico e The Hill - dalla riunione a porte chiuse che lo speaker della Camera, e una delle figure di maggior spicco tra i repubblicani - ha avuto in mattinata con i deputati del Grand Old Party. Ryan avrebbe sottolineato la necessita' di fare tutto il necessario per la vittoria di Trump e la conquista della Casa Bianca da parte dei repubblicani. Avrebbe anche detto pero', di non voler difendere il tycoon e di essere soprattutto concentrato sull'obiettivo di mantenere la maggioranza alla Camera.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/10/10/ryan-non-ritiro-appoggio-a-trump_7786350d-80e8-4ec2-a53f-4cd722538258.html

Church as the tempter

Mara Pontello +lorenzojhwh Unius REI​ ma cmq l'anticristo verrà a fare un po' di strage umana di cristiani. Io già non voglio più vivere. Mi assalgono certe forze infere autodistruttive, che spesso penso di non voler mai voluto essere stata messa al mondo. Mi sento così sterile e impotente che spesso vorrei solo essere morta e vedo tutto così tragico. Forse non vedo l'ora di morire per Cristo. Almeno me ne torno al Creatore no!? Buona giornata Lorenzo... Sai com'è, la mia energia lunare è così sterile senza Dio... Potresti mandare un esorcismo anche a me!? Credo di averne molto bisogno
lorenzojhwh Unius REI +Mara Pontello
le realtà, non vanno credute emotivamente, vanno credute e basta, perché non si può mettere in discussione la potenza di Dio nella nostra vita!
lorenzojhwh Unius REI +Mara Pontello
e poi, finché ci sono io? l'Anticristo non può avere successo, e se venisse oggi? lol. poi, non troverebbe molti cristiani da uccidere, forse ucciderebbe molti GENDER del PD.
lorenzojhwh Unius REI

Belphegor conjuring youtube google facebook ] il primo è per voi! [ DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF, io FARÒ VOMITARE a: Elisabetta Gezabele second, queen UK: e suoi ISLAMICI sharia e FARISEI Talmud; Soros, Bush Kerry, Hillary, e loro SATANISTI MASSONI: Marduk Murdoch: Ja Bull On: TUTTO IL SANGUE UMANO CHE LORO HANNO BEVUTO! to: 666 masonic Israeli SpA FMI BM NWO Prime Minister Benjamin Netanyahu ] quando sangue di Israele sarà versato, nella WWIII, per difendere inutilmente, ISLAM e la ARABIA SAUDITA, che io ho condannato a morte?
La sodomia nelle parole di Ildegarda di Bingen [ in questi tempi: in cui sembrerebbe che forze politiche in grado di vincere le future elezioni abbiano, tra i loro progetti la legalizzazione delle unioni omosessuali e la promulgazione di una cosìdetta “legge contro l’omofobia”, vorrei ricordare cosa disse la badessa Ildegarda di Bingen, di venerata memoria, riguardo all’omosessualità: “ll serpente antico gioisce per tutte le punizioni con cui l’uomo è castigato nell’anima e nel corpo. Lui, che ha perso la gloria celeste, non vuole che nessun uomo possa raggiungerla. In realtà, non appena si rese conto che l’uomo aveva accolto i suoi consigli, iniziò a progettare la guerra contro Dio, dicendo: "Attraverso l’uomo porterò avanti i miei propositi" ... “Nel suo odio, il serpente ha ispirato gli uomini a odiarsi fra loro e, con lo stesso cattivo sentimento, li ha indotti a uccidersi gli uni gli altri.” “E il serpente disse: " Manderò il mio soffio affinché la successione dei figli degli uomini si spenga, e allora gli uomini bruceranno di passione per gli altri uomini, commettendo atti vergognosi". “E il serpente, provandoci godimento, gridò: "Questa è la suprema offesa contro Colui che ha dato all’uomo il corpo. Che la sua forma scompaia perché ha evitato il rapporto naturale con le donne". “È quindi il diavolo che li convince a diventare infedeli e seduttori, che li induce a odiare e a uccidere, diventando banditi e ladri, perché il peccato di omosessualità porta alle più vergognose violenze e a tutti i vizi. Quando tutti questi peccati si saranno manifestati, allora la OSSERVANZA della legge di Dio sarà spezzata e la Chiesa sarà perseguitata come una vedova” Citazioni tratte dal “Liber Divinorum Operum” di Ildegarda di Bingen rinvenute nel n° 55 (anno 18, dicembre 2012) della rivista “Tradizione-Famiglia-Proprietà”.]
king Saudi ARABIA ex-Shariah killer ] non so se in questi 8 anni, io ho ottenuto di più, attraverso l'amore, il buon senso, la ragionevolezza sulla via della giustizia .. oppure, se io ho ottenuto di più, perché ho danneggiato e fatto morire molti islamici, satanisti farisei e massoni! ... ma, io credo che io ho avuto più successo sulla via della Giustizia e dell'AMORE, altrimenti più nulla avrebbe un senso!
my ISRAEL ] in Italia si paga una tassa persino sui rumori degli aerei e sui sacchetti di plastica non biodegradabili.. Sugli italiani gravano 100 tasse, per un prelievo di 8000 euro procapite.
my ISRAEL ] ITALIA è un paese strozzato da balzelli tasse, in EpolisBari, in la Gazzetta della Economia del 12 novembre 2015, si dice che un italiano, spende mediamente 8000 euro a testa in tasse.. se a questo aggiungiamo il costo del denaro (signoraggio bancario) è del 270% (fonte: scienziato Giacinto Auriti) poi, capiamo tutti perché il Nuovo Ordine Mondiale ha deciso di massacrare tutti i popoli nella guerra mondiale!
my ISRAEL ] SE i Farisei si vergognano? figuriamoci hanno la faccia della puttana, manderò un ministro angelo ad ucciderne 3000 in questa settimana!
FED HITLER ISIS sharia NWO satana satanisti usurai massoni TALMUD e farisei islamici SHARIA CIA NATO sodomiti culto, questi sono la feccia dell'inferno: ecco a voi l'ANTICRISTO SpA FMI BM NWO! ] Un comandante di Al-Nusra shock: “armi direttamente dagli USA, sono con noi”. 26.09.2016. I combattenti islamisti di Al-Nusra ricevono in Siria razzi anti-carro “Tow” direttamente dagli Stati Uniti, scrive la rivista tedesca Focus riferendosi alle parole di uno dei comandanti operativi del gruppo fondamentalista. "I missili ce li hanno consegnati direttamente. Gli americani sono dalla nostra parte," C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti. Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce. V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane. S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo. I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni. + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto. Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
#youtube ] no! io non do più, la mia amicizia ai satanisti, perché, io non voglio riempire il mio canale di cadaveri, come è già successo ad humanumgenus!
lorenzojhwh Unius REI

Mara Pontello Ieri alle ore 18:39+ Ma come fai a sconfiggere questi satanisti Lorenzo, tramite il pc? Io ancora non ho capito. lorenzojhwh Unius REI 05:30 +Mara Pontello non ti ho detto che, fisicamente, il tuo spirito deve prendere una posizione: eterna, presso sul Trono di Dio?
non ti hanno detto che tu sei rivestita di Cristo, e che lui è alla destra del Padre? io uso il Esorcismo di San Benedetto!
lorenzojhwh Unius REI
05:32 +Mara Pontello
se non hai paura ti porterò con me dai padroni del mondo: dai sacerdoti di Satana!
incomincia a scrivere: preghiere e il libro della Sapienza di Salomone su questa pagina https://www.youtube.com/user/youtube/discussion
lorenzojhwh Unius REI

666 masonic Israeli SpA FMI BM NWO Prime Minister Benjamin Netanyahu ] quando sangue di Israele sarà versato, nella WWIII, per difendere inutilmente, ISLAM e la ARABIA SAUDITA, che io ho condannato a morte?


USA devono essere riconosciuti complici dei crimini di guerra sauditi in Yemen. 11.10.2016. Lo scorso anno l'amministrazione Obama ha dato il via alla vendita di armi all'Arabia Saudita per un importo di 1,3 miliardi $, nonostante gli avvertimenti sul fatto che gli USA sarebbero potuti diventare complici dei crimini di guerra in Yemen, segnala la Reuters riferendosi a documenti governativi e dichiarazioni degli ex funzionari americani. Si tratta dell'operazione militare della coalizione di Paesi arabi guidati dai sauditi contro i ribelli sciiti Huthi in Yemen. Secondo i dati della Reuters, durante questa operazione sostenuta da Washington sono stati uccisi migliaia di civili. Secondo le informazioni ricevute dall'agenzia tramite la corrispondenza mail e le numerose interviste con funzionari degli Stati Uniti, i diplomatici del Dipartimento di Stato avevano espresso incertezza circa un anno fa sul fatto che i sauditi sarebbero riusciti a colpire gli Huthi senza danneggiare le infrastrutture civili e risparmiando la popolazione dello Yemen. In ultima analisi i legislatori americani non hanno deciso se gli Stati Uniti debbano considerarsi un alleato militare della coalizione araba nella guerra rispetto al diritto internazionale. Se si riconosceranno tali, Washington sarà obbligata a far luce sulle accuse di crimini di guerra. In questo caso alcuni rappresentanti delle forze armate americane rischierebbero un processo per crimini di guerra, almeno in teoria, osserva la Reuters. Nei documenti del Dipartimento di Stato si rileva che gli Stati Uniti hanno preteso che Riyadh limiti i danni fra la popolazione civile e che hanno fatto arrivare ai sauditi un elenco di luoghi che dovrebbero essere bombardati. Già allora Washington dubitava che l'Arabia Saudita sarebbe riuscita a rispettare questi impegni. Nel 2015, quando il numero di vittime civili in Yemen è aumentato drammaticamente, qualche nota organizzazione per la difesa dei diritti umani ha dichiarato che Washington potrebbe essere considerata complice di Riyadh per crimini di guerra: gli avvocati del Dipartimento di Stato hanno lanciato l'allarme, ha riferito la Reuters riportando le parole di un funzionario americano. Nel marzo 2015 gli Stati Uniti ha approvato la vendita di armi Riyadh per 22,2 miliardi di dollari: la maggior parte delle armi saranno consegnate al Paese arabo in futuro. Più di 60 membri del Congresso esortano Obama a bloccare le consegne. I tentativi del Senato per bloccarle sono falliti nell'ultimo mese. "Secondo le leggi di guerra, si può essere colpevoli di complicità in crimini di guerra fino a quando ci saranno sempre più riscontri. Penso che l'amministrazione Obama si trovi ora in una situazione disperata", — ha dichiarato all'agenzia il deputato democratico ed ex procuratore militare Ted Lieu. Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201610113474488-Washington-diplomazia-armi-vendita-Huthi/

Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR
Turchia: capo opposizione rischia 2 anni. Leaderr socialdemocratico Kilicdaroglu "offese figlio Erdogan" chiamato, anche: il comerciante ISIS sharia di petrolio autobotti ecc.. tutti gli alleati di usa loro sono la fecca della fogna perché loro sono i satanisti massoni farisei!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/10/11/turchia-capo-opposizione-rischia-2-anni_bf7ee714-a0b7-410a-84f1-ccc46e5f1a9a.html

Il ritorno della superpotenza Russia
by sitoaurora

Fort Russ, 10 ottobre 2016 - Tsargradw925Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha dichiarato di valutare il ritorno di basi militari russe a Cuba e Vietnam. A giudicare da ciò, le informazioni sono trapelate al pubblico, per caso, mentre i funzionari preferiscono o rimanere in silenzio o rispondere evasivamente alle domande dei giornalisti. Tuttavia, Tsargrad è riuscita a chiarire in quali Paesi la Russia potrebbe tornare nel prossimo futuro. Questo compito è prima di tutto dei nostri militari e non è questione semplicemente di aumentare il numero dei truppe all'estero, ma anche, per esempio, di provvedere ai voli a lungo raggio, garantire il supporto logistico alla Marina e creare efficaci centri di raccolta delle informazioni. Con questo obiettivo, per esempio, i punti di rifornimento dovranno essere organizzati all'equatore. Ma tutto a suo tempo.

Vietnam
crb-c-130-ramp-js Durante la guerra del Vietnam, la base di Cam Ranh apparteneva agli Stati Uniti avendo grandi porto e aeroporto. La Russia iniziò ad usarla nel 1979, quando l'URSS firmò l'accordo corrispondente con il Vietnam per 25 anni. In questo periodo, Cam Ranh divenne la maggiore base militare dell'URSS all'estero e ospitava in modo permanente parte della Flotta del Pacifico, con aerei, navi e sottomarini. La base fu affittata gratuitamente fino al 1991. Nei primi anni 2000 l'accordo non fu rinnovato, dato che l'uso di molte basi militari all'estero era ritenuto inefficace e la manutenzione non necessaria. Uno dei maggiori ruppi di pressione di tale idea fu quello dell'allora Ministro degli Esteri russo Igor Ivanov. La Russia ebbe colloqui sul ritorno a Cam Ranh nel 2010. Poi, i piani non riguardavano una base militare, ma un punto logistico per la Marina russa. Il processo fu bloccato finché le dirigenze dei due Paesi s'incontrarono ai vertici. Nel 2013, i Presidenti di Russia e Vietnam firmarono l'accordo per creare una base per riparazione e manutenzione della navi da guerra russe. Un anno dopo, il Vietnam approvò una procedura semplificata per l'ingresso delle navi russe nella baia di Ranh Cam e l'aeroporto locale iniziò la manutenzione dei nostri aerei. Nel 2016 si ebbero informazioni da varie fonti secondo cui l'esercito russo era pronto al pieno ritorno in Vietnam. La leadership della Repubblica dichiarò di non essere contraria al ristabilimento di una base militare, perché Hanoi vede Mosca come partner prioritario. Il ritorno delle forze russe nella base di Cam Ranh e la manutenzione annuale costeranno circa 300 milioni di dollari.

Cuba
La situazione con Cuba s'è sviluppata in modo simile. Prima del crollo dell'URSS l'uso delle nostre basi militari sull'isola era libero. Negli anni post-sovietici, la Russia pagò centinaia di milioni di dollari per il mantenimento della base di Lourdes, del porto di Cienfuegos, delle basi militari di Marocco e Guanabo, e di un contingente di specialisti. Ma ne era valsa la pena, dato che i due terzi dell'intelligence sugli Stati Uniti proveniva dalla base di Lourdes, e non solo militare ma anche, ad esempio, registrazioni telefoniche. Tali opportunità erano offerte dalla posizione strategica della base, a 250 km dagli Stati Uniti. Nel 2001 la Russia abbandonò la presenza a Cuba a causa, si crede, della pressione degli Stati Uniti, ma ufficialmente per i costi elevati. Ma il territorio ex-militare e del centro di intelligence elettronica non sono stati abbandonati. L'Istituto d'Informazione Tecnologica di Cuba si trova a Lourdes e truppe cubane a Guanabo e Marocco. La Russia ha già provato a ritornare al precedente livello di cooperazione. Ad esempio, le forze aeree russe possono utilizzare gli aeroporti cubani e nel 2014 vi furono colloqui per ripristinare la nostra presenza a Lourdes. Anche se le fonti ufficiali continuano a negare questa informazione, una prova indiretta dice altro. Circoli militari attendono l'ampio ritorno in questa base proprio sotto il naso degli Stati Uniti. Il caporedattore della rivista Difesa Nazionale ed esperto di questioni militari Igor Korotchenko, ritiene che "il ritorno della Russia a Cuba e la ripresa dell'intelligence elettronica siano importanti per garantire la nostra sicurezza nel mondo, dove la principale minaccia alla Russia sono gli Stati Uniti". Korotchenko è convinto che abbiamo bisogno del centro d'intelligence elettronica di Lourdes e che un accordo su ciò debba essere concluso subito per 99 anni.havana_cuba__satellite_dishes_for_the_lourdes_radarSiria
L'"officina galleggiante" a Tartus, Latakia, era ultima roccaforte della Russia all'estero. Prima dell'inizio del conflitto siriano era utilizzata dalle nostre navi nel Mar Mediterraneo per i rifornimenti di carburante o riparazioni svolte da poche persone. Nel 2010-2012, la base fu ampiamente modernizzata, dopo di che il punto logistico divenne una base navale. Oggi, 2000 specialisti sono impiegati a Tartus e portaerei possono stazionarvi. Questa base è indispensabile nel caso della ripresa della presenza navale russa nel Mar Mediterraneo. E non sembra così lontano. Un altro avamposto delle truppe russe nel Mar Mediterraneo è la base aerea di Humaymim. I compiti di questa base comprendono non solo alloggio e sostegno dei nostri aerei in Siria, ma anche mantenimento dell'equilibrio di forze contro la NATO nella regione. Ora, informazioni non ufficiali indicano diverse basi militari russe da costruire in Siria, in particolare di basi aeree nella zona di Shayrat, a sud-est di Homs, e vicino la città di Qamishli, al confine con Turchia ed Iraq. Vi sono anche diversi rapporti sullo schieramento di unità militari russe in almeno due quartieri di Lataqia.

Yemen
Le basi di Aden e Socotra furono tra le più importanti per l'URSS. I nostri aerei potrebbero teoricamente raggiungere la base statunitense di Diego Garcia da questi punti. Dopo la partenza delle truppe sovietiche dalla Somalia, lo Yemen divenne una base per la nostra flotta e un perno delle comunicazioni della Russia su Mar Rosso e Corno d'Africa. Ora negoziamo con cautela la creazione di un punto logistico nello Yemen. Abdullah Salah, l'ex-presidente del Paese e principale alleato militare yemenita di Ansarullah che controlla il nord del Paese e la capitale Sana, ha fatto una dichiarazione su questo. Ansarullah e truppe fedeli al presidente Salah resistono efficacemente all'invasione dai Paesi del Golfo Persico guidati dall'Arabia Saudita, e sono pronti a fornire alla Russia basi strategiche in cambio di sostegno. Sarebbe miope per la Russia rifiutare un'offerta tanto generosa, restaurando il controllo russo sul traffico marittimo nel Mar Rosso, Golfo Persico, Aden e altre rotte cruciali nella regione.

Filippine
Queste isole erano fino a poco prima un affidabile partner militare e satellite degli Stati Uniti. Già nel 1951, Stati Uniti e Filippine firmarono un accordo di mutua difesa. Durante la guerra fredda, le isole furono letteralmente coperte da una rete di basi militari statunitensi. Infatti, un recente rapporto del centro di analisi del Pentagono, la RAND, considerava un attacco alle Filippine ragione per istigare un'ipotetica guerra tra Cina e Stati Uniti. Cina e Filippine hanno dispute territoriali sull'arcipelago delle Spratly nel Mar Cinese Meridionale, scambiandosi periodicamente dichiarazioni di rabbia e bandiere cinesi vengono spesso bruciate nella capitale delle Filippine. Ma tutto ciò è cambiato 6 mesi fa, con l'ascesa del nuovo presidente Rodrigo Duterte. Nel corso della sua ancora giovane presidenza, il presidente è arrivato a chiamare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama figlio di puttana e a voler sparare agli spacciatori. Duterte sostiene che il punto di non ritorno nei rapporti con gli Stati Uniti è già stato attraversato e che vede Russia e Cina nuovi partner. Il Ministero della Difesa delle Filippine dichiarava di non aver bisogno del sostegno militare e logistico degli Stati Uniti. Le basi militari statunitensi nelle Filippine già vengono chiuse ed è probabile che i funzionari degli Stati Uniti siano presto messi alla porta. Per compensare le perdite degli affitti, le Filippine dovranno trovare un nuovo partner. Se i rapporti con la Cina rimangono tesi, più probabilità di poter sostituire gli Stati Uniti avrà la Russia.

Somalia
berbera-port-2 Un'altra eredità del periodo sovietico è la base aeronavale di Berbera in Somalia che permise alla Russia di controllare Golfo di Aden, Mar Rosso e Corno d'Africa. Questa base aerea dalla pista più lunga dell'Africa e un porto dalle acque profonde fu costruita appositamente per i nostri militari. La base inoltre aveva un importante centro di comunicazione ed intelligence. Abbandonammo edifici che potevano ospitare 1500 persone, e più depositi per combustibile e missili. Dopo il ritiro dell'URSS, la base fu immediatamente occupata dagli Stati Uniti. Berbera e le sue attività sono ora controllate dallo Stato autoproclamato del Somaliland, la cui pirateria è la fonte di reddito principale. Gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso interesse a riavviare la base militare. Per la Russia, tornare nella base sarebbe estremamente utile assieme al "pacchetto" di porti comprendente Socotra. In generale, queste basi potrebbero consentire il pieno ripristino della presenza della flotta russa nella regione, completandone la rinascita globale nei vari oceani.

Libia
Poco prima della "primavera araba", la Russia restaurò alcune basi militari in Medio Oriente. Tra di esse i centri della Marina russa in Libia. Il defunto leader della Jamahiriya, Muammar Gheddafi si offrì di ospitare una base navale russa presso Tripoli e Bengasi, nel corso di negoziati ad alto livello. Ma, ahimè, i tragici eventi del 2011 chiusero tutti i piani per la presenza militare russa in Libia. Tuttavia, se tali piani saranno realizzati, la Russia avrebbe due potenti avamposti navali, oltre alla presenza permanente nel Mediterraneo. In futuro, questo significherebbe la rinascita completa dello squadrone del Mediterraneo. Tuttavia, con l'attuale governo, o meglio, l'anarchia nella ex-Jamahiriya, ciò è impossibile. Ma dato lo stretto legame con la Russia del governo del generale Qalifa Balqasim Haftar nell'oriente del Paese, non lo si può escludere in futuro.

Altri Paesi
Altre opzioni per il dispiegamento di basi russe vengono occasionalmente sentite al telegiornale, tra cui Venezuela, Nicaragua, Iran, Serbia e altri. Tuttavia, discussioni serie potranno iniziare solo una volta che questi Paesi modificheranno la legislazione. Al momento, le basi straniere in questi Paesi sono vietate. Nel migliore dei casi, potremmo parlare di punti logistici o concessione dell'uso di aeroporti e porti all'esercito russo, come nel recente caso dell'Iran, per esempio.siria-tartus-filchenkov-agos-2015

Uniformi e paracadute nuovi per le forze russe in Egitto
Sputnik 08/10/2016

manar-06048040014754871805A fine ottobre, le truppe aeroportate russe della 106.ma Divisione aeroportata della Guardia che si dirigeranno in Africa per le esercitazioni antiterrorismo congiunte con l'esercito egiziano, saranno dotate di nuove uniformi e dai più avanzati paracadute militari. Le manovre “Defenders of Friendship-2016” delle truppe russe ed egiziane, insieme ad osservatori di oltre 30 Paesi, inizieranno a fine mese, e simuleranno la distruzione di gruppi terroristici in ambiente desertico, nel primo schieramento delle truppe aeroportate russe con proprie armi ed equipaggiamenti nel continente africano. La scorsa settimana, il Ministero della Difesa dichiarava che le truppe delle forze aviotrasportate russe avranno nuove uniformi, sviluppate appositamente per i climi caldi, dall'elevata capacità di termoregolazione e resistenza all'umidità. Il Ministero della Difesa aveva anche detto che le forze russe utilizzeranno i più recenti paracadute governabili della serie Arbalet (Balestra). I paracadutisti russi partecipando a Difensori dell'Amicizia-2016 in Egitto utilizzeranno i più avanzati paracadute per impieghi speciali Arbalet. Sarà il primo impiego in massa dei sistemi Arbalet-1 e Arbalet-2 “nel deserto del continente africano”, confermava un comunicato del Ministero. La serie di paracadute Arbalet è utilizzata dalle forze speciali e dalle unità da ricognizione delle Forze Aeroportate russe, ed è stata testata con successo nell'Artico all'inizio dell'anno, con le truppe che effettuavano sbarchi sui pack alla deriva nel Mar Glaciale Artico. L'Arbalet-2 è stato consegnato ai militari russi nel 2013. I paracadute sono progettati specificamente per i lanci dagli aerei da trasporto An-2, An-26, An-12 e Il-76, ed anche da appositamente attrezzati elicotteri da trasporto Mi-8; e possono reggere truppe e attrezzature del peso di 150 kg, a temperature da -35 a +35 gradi, in lanci da aeromobili che volano a 400 km/h. La speciale forma a cupola dell'Arbalet (dei paracadute principale e di riserva) è progettata per garantire un atterraggio sicuro anche alle truppe con scarsa esperienza nel paracadutismo.navy-day-2012-sTraduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
sitoaurora | ottobre 11, 2016 alle 14:08 | Etichette: aerei militari, aeronautica militare russa, anti-egemonia, anti-egemonismo, antiatlantismo, Arbalet-1, armamenti, armamenti navali, armamenti tattici, Artico, aviazione russa, Blocco antiegemonico, blocco eurasiatico, Bombardieri strategici, circolo polare artico, Collective Security Treaty Organization, commando, commandos, complesso militar-industriale, Comunità degli Stati Indipendenti, Crimea, CSI, CSTO, Defenders of Friendship-2016, difesa strategica, egemonismo, esercito russo, esercito sovietico, Estremo oriente russo, eurasia, Federazione Russa, flotta russa, forze armate, forze armate russe, forze armate sovietiche, Forze speciali, Geoeconomia, Geopolitica, Geostrategia, intelligence, intelligence russa, Mar Nero, Marina Militare Russa, marina russa, marina sovietica, marines russi, Mondo Multipolare, Mosca, multipolarismo, navi da guerra, Nuovo ordine mondiale, Oceano Artico, Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, Patto di Shanghai, petrorublo, Politica della difesa, politica della sicurezza, politica industriale, politica internazionale, relazioni economiche, relazioni estere, relazioni internazionali, ricognizione strategica, Russia, Russian Technologies, sanzioni economiche, Sergej Shojgu, servizi di sicurezza, sfera d'influenza, Shanghai Cooperation Organization, sistema internazionale, sistema missilistico, sistemi missilistici, Sottomarini, sovranismo, sovranità, strategia, talassocrazia, tattica, tattiche, tecnologia aerospaziale, tecnologia della difesa, tecnologia militare, tecnologia navale, Unione Sovietica, URSS, Vladimir Putin | Categorie: Difesa, Eurasia, Geopolitica | URL: http://wp.me/p1qi5U-6CX

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Francia, il pericolo interno
Sono più di 15 mila gli islamici residenti in Francia che, potenzialmente, possono rappresentare una minaccia per lo Stato e trasformarsi in terroristi. Tutti ‘schedati’ in uno speciale dossier contrassegnato con l’acronimo Fsprt, creato nel marzo del 2015 dopo gli attacchi a Charlie Hebdo e all’Hypercasher.
Il lungo elenco, scrive La Stampa, è il frutto di una duplice azione: “da un lato il lavoro di intelligence dei servizi e dall’altro le segnalazioni giunte da numerosi cittadini, soprattutto attraverso il numero verde legato al centro nazionale per l’assistenza e la prevenzione della radicalizzazione”. Scienza israeliana al servizio di tutti. Il Corriere Milano racconta la storia di Giovanni, un bambino di 7 anni affetto dalla sindrome di Wolf-Hirschhorn. Per i medici non avrebbe potuto neanche camminare e parlare. La svolta nel 2012, quando i genitori si sono affidati alle cure di alcuni specialisti israeliani che, pur faticosamente, sono riusciti a tirare fuori tutto il potenziale del figlio oltre ogni ‘scientifica aspettativa’. I risultati sono stati straordinari. “A distanza di quasi quattro anni – scrive il Corriere – Giò ha iniziato la prima elementare. Cammina, corre, parla. E nuota, riconosce i numeri. Ieri ha imparato anche ad andare in bicicletta”.
Questione palestinese e terrorismo islamico. Il mondo ebraico e Israele guardano allo Yom Kippur alle porte. In Israele, il timore è di nuovi attentati dopo quello (costato la vita a due innocenti) di domenica scorsa. “I grandi attentati che punteggiano il globo, da Parigi agli Usa, sono segnati dall’ispirazione e dalla partecipazione palestinese. A volte si dice che per fermare al terrorismo occorrerebbe concludere la questione israelo-palestinese. Vero il contrario – sostiene Fiamma Nirenstein sul Giornale, relazionandosi agli ultimi fatti di sangue – la questione palestinese cesserebbe di esistere battendo il terrorismo islamico”.
Firenze, libri ebraici alluvionati in mostra. Fervono i preparativi a Firenze per la grande mostra organizzata dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia in occasione del cinquantesimo anniversario dell’alluvione, che molte danni fece in sinagoga. In esposizione alla Biblioteca Nazionale, a partire dal 27 ottobre, centinaia di volumi, manufatti, oggetti di culto. Il 23 ottobre, in Comunità, un omaggio in ricordo dell’ebreo romano Luciano Camerino. Sopravvissuto alla Shoah dopo il rastrellamento del 16 ottobre, Camerino fu tra ‘gli angeli del fango’ che scelsero di raggiungere il capoluogo toscano per portare aiuto alla popolazione. Sul posto, fu però colto da un malore che gli fu fatale.
Le iniziative, promosse dal vicepresidente della Fondazione Renzo Funaro in sintonia con il presidente Dario Disegni e in collaborazione con numerose realtà del mondo ebraico e istituzionale, sono segnalate sulla stampa fiorentina.
Jacob Neusner (1932-2016). La stampa cattolica dedica un ricordo a Jacob Neusner, rabbino e studioso americano scomparso negli scorsi giorni all’età di 84 anni. Celebre il suo “A rabbi talks with Jesus”, volume citato da papa Ratzinger nel suo denso studio su Gesù di Nazaret.
“Il teologo Ratzinger – scrive Avvenire – era rimasto colpito dall’onestà intellettuale e dal profondo rispetto per il messaggio di Gesù espresso da Neusner; lo aveva citato nel capitolo sul Discorso della Montagna del Gesù di Nazaret come testimonianza del salto della fede che il cristianesimo richiede. A sua volta Neusner nel 2007 aveva recensito il libro di Benedetto XVI sul Jerusalem Post auspicando un dialogo tra ebrei e cristiani che sia anche ‘esercizio di ragione e di critica’”. Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

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Hola, lorenzo: A mi hermana de 8 años casi la matan de una paliza en el colegio Anselm Turmeda de Palma, seguro que te has enterado de su caso por los medios de comunicación.
Solo porque les cogió una pelota, doce niños la emprendieron a puñetazos y patadas contra ella, ¡contra una niña de 8 años! Y no había profesores, nadie del centro para ayudarla. Solamente un chico de su clase y mi otra hermana, que va al mismo colegio, intentaron detener a los agresores arriesgándose a recibir otra paliza.
Acabo de salir del hospital de ver a mi hermana. Tiene desprendimiento de riñón, una fisura de costillas, contusiones por la cabeza, hematomas por todas partes. Pero sobre todo tiene miedo.
Me ha dicho llorando: “Melissa, no quiero volver a ese colegio”. Y por eso te escribo, para pedirte ayuda.
Por favor, te ruego que me ayudes a pedir al consejero de Educación balear la destitución de la directora del colegio y que a mis dos hermanas le asignen otro centro.
http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Avisamos en el colegio de que esto podía pasar, pero no nos hicieron caso. No era la primera vez que se reían de mis hermanas y las insultaban, sobre todo de la mayor. Pero al final ha resultado ser la pequeña la que se ha llevado la peor parte.
Todo ocurrió cuando sonó el timbre del recreo y mi hermana cogió el balón con el que jugaba esta pandilla.
Este fue el desencadenante de la agresión. Uno de los agresores, el cabecilla (sabemos perfectamente quién es) le propinó una patada por la espalda que la tumbó en el suelo y la inmovilizó. Sus colegas comenzaron entonces a darle porrazos y patadas, a insultarla y humillarla con una violencia que, por más que quiera, no puedo entender en niños de entre 12 y 14 años.
Tampoco me cabe en la cabeza que no interviniera ningún profesor, que no hubiera vigilancia. ¿Mi hermana ha estado a punto de morir y nadie es responsable?
Por favor, secunda mi petición al consejero de Educación de Baleares de que destituyan a la directora del colegio y que asignen a mis dos hermanas otro colegio donde puedan estudiar sin ser amenazadas ni agredidas nunca más.
http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Te ruego que me ayudes a depurar responsabilidades y a que mis dos hermanas salgan de ese colegio cuanto antes.
¡Muchas gracias por tu ayuda y comprensión!
Melissa Suero Ciao, Lawrence: Mia sorella 8 anni di età quasi ucciso un pestaggio a scuola Anselm Turmeda de Palma, sicuro che avete sentito del suo caso da parte dei media.
Solo perché hai preso una palla di dodici figli sono impegnati a pugni e calci contro di lei, contro una bambina di 8 anni! E non c'erano insegnanti, nessun centro per aiutare. Solo un bambino nella sua classe e la mia altra sorella, che va alla stessa scuola, ha cercato di fermare gli aggressori rischiando ricevere un altro pestaggio.
Ho appena lasciato l'ospedale di vedere mia sorella. Avere il distacco del rene, una fessura di costole, contusioni alla testa, contusioni in tutto il mondo. Ma la maggior parte di tutti paura.
Egli ha detto piangendo: «Melissa, non voglio tornare a quella scuola." E così scrivo per chiedere il vostro aiuto.
Ti prego, ti prego aiutami chiedere al Ministro dell'Istruzione di licenziamento Baleari del preside della scuola e le mie due sorelle assegnato ad un altro centro.
http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Abbiamo avvertito nella scuola che questo possa accadere, ma ci hanno ignorato. Non era la prima volta che le mie sorelle derisi e insultati, soprattutto la più grande. Ma alla fine si è rivelato essere il più piccolo che ha fatto le spese.
E 'successo tutto quando suonò il campanello e mia sorella recesso dribblato la palla a giocare con questa banda.
Questo è stato l'innesco per aggressione. Uno degli assalitori, la testa (sappiamo esattamente chi) gli diede un calcio alla schiena che giaceva sul pavimento e appuntato. I suoi colleghi poi cominciato a dare colpi e calci, a insultare e umiliarla, con una violenza che tanto che voglio, non riesco a capire nei bambini tra i 12 ei 14 anni.
Né mi può essere in testa di non intervenire ogni insegnante, che non c'era sorveglianza. Mia sorella è stato sul punto di morire e nessuno è responsabile?
Si prega di distaccato mia richiesta del Ministro della Pubblica Istruzione delle Isole Baleari che mettere sotto accusa la direttrice e le mie due sorelle assegnato ad un'altra scuola dove possono studiare senza essere minacciati o aggrediti più.
http://hazteoir.org/educacion/alerta/91091-paliza-nina
Vi prego di aiutare a stabilire le responsabilità e le mie due sorelle di quella scuola il più presto possibile.
Grazie per il vostro sostegno e comprensione!
Melissa Suero

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Jesus turned and said to Peter, “Get behind Me, Satan! You are a stumbling block to Me; you do not have in mind the concerns of God, but merely human concerns.”. (Matthew 16:23) TAKING AWAY THE CROSS
A western co-worker was visiting the Chinese city of Dandong which borders North Korea. He shares his challenging experience at a local house church meeting:
It was the first time I had ever been called “Satan!” But no one could fault the careful exegesis as this fiery Korean preacher bellowed to the 200-member house church.
“The third temptation of Jesus,” he declared, “was when the devil offered him the Kingdom without the cross. The devil was basically saying, ‘Don’t go off and make all those sacrifices, touch all those lepers, spend nights in agony praying, and end up being tortured by soldiers and dying a horrible death. Just take it all now… from my hand!’” He went on, “The Church often has the same temptation. The devil offers us power without suffering. And…I’ve got to say this even though our western friend is here…this is a temptation one part of the Church tempts another part of the Church with. We have to call that part of the Church ‘Satan,’ just as Jesus had to call Peter ‘Satan’ when he made the same suggestion later in his ministry.” Good rip-roaring stuff, and thoroughly biblical. But I was intrigued as to why this pastor had singled out the Western Church as the tempter. He was happy to explain over a meal. “I hosted five pastors from North America last year. All Koreans. They came with reading material. Good stuff as far as it went, and they were supplying a sort of formula for church growth. But could one of them even bring himself to mention suffering? No! And when I heard those Korean pastors preach, it was also absent.” He leaned forward and whispered, “When these pastors preach to the persecuted Church, and mention everything but suffering, they are taking away the cross from the Christian life. That’s why I have to say that they are bringing a satanic suggestion. Anyone who says you can follow Christ but not carry your cross is no better than the old deceiver himself. Jesus said so. He said it to Satan, and he said it to Peter. And I’m going to say it to anyone else who dares to think they can be a witness for Christ from anywhere else but on a cross.” RESPONSE:
Today I will focus on the things of God realising they will always require me to carry my cross.
PRAYER:
Lord, I will no longer try and eliminate the way of the cross from my Christian living. May I never again attempt to substitute power for suffering.
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Fatima: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede!”, Sì, ma a che prezzo?

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I misteri del Terzo Segreto di Fatima: "Il Portogallo conserverà sempre la fede"

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Fatima - Il segreto rivelato (Documentario)

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Nicola ScuderiLa storia delle apparizione della Madonna di Fatima e dei segreti nascosti ancora oggi raccontati in un documentario in 1° visione ...

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Video inedito su Suor Lucia dos Santos a Fatima - Portogallo, Maggio 1946

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Araldi del VangeloSpettacolari scene riguardanti suor Lucia nei diversi luoghi dove, a Fatima, apparve la Madonna: Cova da Iria, Valinhos e anche ...

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Il Terzo Segreto di Fatima svelato? (Frère Michel de la Sainte Trinitè)




1 Capezzone: «Draghi conferma le vecchie facce... e anche le vecchie politiche»
2 «Prestiti europei per transizione green sono comunque debito»
3 «Richiudere le scuole? Il Ministro Bianchi dia dati contagi e serve uniformità»
4 L'Eurogruppo e l'agenda Draghi: aiuti solo alle imprese vitali
5 Giro di fatture false per 7 milioni, nei guai quattro imprenditori
6 Rizzetto: «Ma quali novità, questo è un governo Conte senza Conte»
7 Coesione, vaccini e lavoro tra le priorità del Governo Draghi
8 La «riunione continua» dei ribelli 5 Stelle
9 Mario Draghi prepara la «prima» al Senato (mentre i partiti si posizionano)

«Prestiti europei per transizione green sono comunque debito»
Lo ha ricordato a Bruxelles il vicepresidente esecutivo della Commissione europea responsabile per le questioni economiche, Valdis Dombrovskis
https://www.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20210217-547802


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«Prestiti europei per transizione green sono comunque debito»
Lo ha ricordato a Bruxelles il vicepresidente esecutivo della Commissione europea responsabile per le questioni economiche, Valdis Dombrovskis
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piramide rovesciata offerta

Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ e se, per noi due, che noi 2, noi siamo veramente incompatibili: quasi su tutto, se noi due, noi possiamo vivere come fratelli, lavorare insieme, avere cura e protezione l'uno dell'altro? POI, per tutti gli altri, in tutto il pianeta, CERTAMENTE, SAREBBE SEMPRE PIÙ FACILE: realizzare la fratellanza univerale, che non per noi! Tu non puoi continuare a riporre la tua fiducia nei satanisti massoni farisei SPA FED NATO: "perché questo è un suicidio certissimo per te!"
PERSECUTED CHURCH

Salman SAUDI ARABIA ] SHALOM + SALAM [ Dio JHWH: Padre, VERBO e Vento Santo, lui ha detto "noi facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza".. quindi, tutti NOI, LUI IL SANTO, CI ha fatti: creati, con il potere della SUA Parola e con il Soffio dello Spirito SANTO: la nostra anima, dotata di un corpo spirituale! Adesso, anche noi abbiamo un riflettente potere creativo come LUI JHWH, se, è vero che anche noi siamo a sua Immagine e a Sua Somiglianza: per avere in noi le sue prerogative ad immagine! .. E TU NON DOVRESTI PARTIRE dal presupposto, dal PRINCIPIO CHE, LE COSE CHE POSSANO PIACERE A TE, queste stesse, poi, NON DEBBANO PIACERE ANCHE A ME, ANCHE!  .. e se noi non ricreamo le nuove strutture istituzionali e valoriali del Pianeta: monetarie ed istituzionali? POI, noi STIAMO TUTTI per andare a MORIRE!

SALMAN SAUDI ARABIA ] se noi affermiamo che, nei miei personaggi virtuali: di lorenzoALLAH Mahdì, lorenzoJHWH Messiah, e Unius REI, non c'é nulla di soprannaturale, e che questi sono soltanto dei personaggi virtuali, tutto il frutto di pura fantasia: il mio sogno migliore, cioè, di poter benedire tutti i popoli del mondo, al fine di: poter veicolare il messaggio politico della fratellanza universale? ok! poi, da un punto di vista politico non cambia nulla, perché, io in politica, io sono sarò e rimarrò sempre un agnostico razionale! Quindi io non pretendo una sovranità, al di fuori della razionalità dell'intelletto umano.. anche perché contrariamente, il mio messaggio non potrebbe mai essere universale!
 revenge Yitzhak Kaduri
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http://abdallahkingabdullah.blogspot.com/2016/10/siamo-veramente-incompatibili.html ]
siamo veramente incompatibili [ si, fino ad oggi è stato così! ma, da domani, se tu vuoi, per un miracolo di Allah, certo, per il potere creativo della nostra fede, da domani non sarebbe mai più così!

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Madama LucreziaPROPRIETARIO
Bibliotheca  -  06:30

Summa perfettamente compiuta e scevra di fronzoli su come quando e perche' siamo arrivati fin qui ... Anno del "Signore" 2016...
Condiviso inizialmente da Prof. Robert Galli:

Storia economica moderna, economia politica - III parte
LA CREAZIONE DEL CREDITO - Questa struttura organizzata per la creazione di mezzi di pagamento, che si ottengono dal nulla, ciò che noi chiamiamo “sistema del credito”, non è inventata in Inghilterra, ma in Inghilterra sviluppa meglio che altrove e diventa fondamentale per la vittoria della guerra contro Napoleone, nel 1815. (Si tratta di una vittoria formale, che costa circa 45 mila morti ammazzati, dato che sia Napoleone che i suoi generali, e che i generali della parte contraria, appartengono alla stessa confraternita massonica, e con gradi molto elevati). L’imperatore, ultimo grande "mercantilista", non può intendere il denaro se non in termini di materiale concretezza ed è convinto che i suoi sforzi bellici, tutti basati su impiego di moneta reale, evitando quindi indebitamenti e aperture di credito, gli garantirebbero una vittoria finale sull’Inghilterra, la quale, a modo di vedere di Napoleone, è destinata alla bancarotta. E si sbaglia lui, allora, ma la lezione non viene compresa da quelli che vengono dopo e dovrebbe essere studiata con rigore dai cosiddetti "economisti" contemporanei.

LA VITTORIA BRITANNICA SU NAPOLEONE
La vittoria britannica su Napoleone viene aiutata, oltre che dalla "rivoluzione del sistema del credito", anche da altri due fattori innovativi in economia:

a) la rivoluzione agraria, che è ben stabilita nelle isolette britanniche già dal 1720;

b) la Rivoluzione Industriale, che vi è altrettanto ben stabilita dal 1776, quando Watt brevetta la sua macchina a vapore, e, con essa, incrementa anche le esportazioni dei carichi d’oppio, dal Bengala verso la Cina imperiale.

La rivoluzione industriale, come la rivoluzione del credito, è incompresa, sia allora che da allora. Entrambe hanno ancora grande significato, sia nei paesi avanzati che in quelli sottosviluppati, nel ventesimo secolo.


NDUSTRIA, PROLETARIATO, AUTOMAZIONE, PROPRIETÀ DELLE RISORSE
La rivoluzione industriale è accompagnata da una serie di funzioni accessorie, come:

a) l’espansione delle città sul sistema industriale,
b) la rapida crescita di una popolazione lavorativa non qualificata (il proletariato),
c) la riduzione del lavoro a bene di scambio nel sistema competitivo,
d) il passaggio della proprietà delle risorse produttive dai lavoratori ad una nuova classe sociale d’imprenditori.

Il potere non vivente della macchina, applicato al processo produttivo (automazione), nel lungo periodo serve a ridurre o ad eliminare l’importanza del lavoro non qualificato, dell’uso di energia umana e animale nei processi produttivi, e a far allontanare dalle città le realtà produttive (spostare le industrie dalla città è anche un bel modo per salvarle dai bombardamenti, visto che in futuro le bombe devono sempre essere buttate sui tetti delle popolazioni civili delle città indifese). La funzione vitale di tutto il sistema industriale è l’utilizzo dell’energia della macchina. I primi successi industriali britannici producono enormi guadagni, guadagni che, sommati agli enormi profitti della precedente epoca basata su traffici commerciali marittimi, sul traffico di droga, e alla crescita di valore terriero delle nuove città e miniere, sono tali da consentire alle prime imprese industriali di auto-finanziarsi o, quantomeno, di finanziarsi localmente. Tali imprese sono organizzate in ditte e società, hanno contatti con le banche locali di deposito per prestiti a breve termine ma hanno poco a che fare con i banchieri internazionali, con le banche d’investimento, con i governi centrali o le altre forme corporative di organizzazioni d’affari.


LA PRIMA FASE DEL CAPITALISMO INDUSTRIALE, 1770-1950
Questa prima fase di "capitalismo industriale", è soprattutto inglese, nasce e dura in Inghilterra dal 1770, circa, fino al 1850, circa, è condivisa fino a un certo punto da Francia e Belgio, ma prende forme assai diverse negli Stati Uniti, in Germania e in Italia. Quasi completamente diversa, essa è in Russia e in Asia. La ragione principale di queste differenze è il bisogno di reperire fondi (capitali) per pagare la riorganizzazione dei fattori di produzione (terra, lavoro, materie prime, capacità lavorative, lavoro imprenditoriale, equipaggiamenti e via dicendo) che l’industrializzazione richiede. L’Europa nord occidentale e l’Inghilterra, soprattutto, dispone di fondi accumulati per finanziare la nuova industrializzazione; l’Europa e il nord America, molto meno.


LE BANCHE D'INVESTIMENTO E L'INDUSTRIALIZZAZIONE
Maggiore è la difficoltà di un territorio a mobilizzare capitali per l’industrializzazione e più significativo è il ruolo dei banchieri internazionali e dei governi nel processo d’industrializzazione. Infatti, le prime forme d’industrializzazione (basate sul tessile, l’acciaio, il carbone e il vapore) si diffondono così lentamente, dall’Inghilterra al resto dell’Europa, che l’Inghilterra sta già entrando nella fase successiva, quella del "capitalismo finanziario", quando la Germania e gli Stati Uniti (nel 1850 circa) stanno appena iniziando ad industrializzarsi.


# IL TRUCCO DELLE CORPORAZIONI A RESPONSABILITÀ LIMITATA
Questo nuovo stadio di capitalismo finanziario, che continua a dominare in Inghilterra, Francia e Stati Uniti fino al 1930, è reso necessario proprio dai grandi movimenti di capitali, necessari alla costruzione delle reti ferroviarie, dopo il 1830. I capitali necessari per l’industria ferroviaria, con le sue enormi spese in trasporto ed equipaggiamenti, non possono essere raccolti da singoli proprietari o da società locali; piuttosto, hanno bisogno di una nuova forma d’impresa, la corporazione a responsabilità limitata, meglio se "quotata" in borsa, e di una nuova sorgente di finanziamento, le banche internazionali, che concentrano, fino a quel momento, la loro attenzione quasi interamente sull’andamento fluttuante delle obbligazioni governative, presso i mercati internazionali. La domanda di materiali ed equipaggiamenti, generata dallo sviluppo delle ferrovie, determina lo stesso sviluppo nell’industria manifatturiera dell’acciaio e del carbone.


IL CAPITALISMO FINANZIARIO, 1850-1931.
Durante questa fase del capitalismo, il sistema del credito viene organizzato in un sistema integrato, su base internazionale, che funziona con incredibile facilità per diversi decenni. Il centro del sistema è a Londra, con le maggiori propaggini in New York e Parigi, ed ha, come suo maggiore risultato, un sistema bancario integrato, un’industria pesante e fortemente capitalizzata, anche se ora obsoleta, di acciaierie, reti ferroviarie, miniere di carbone e servizi elettrici.


LONDRA E LA PERFETTA INIQUITÀ DELLA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI
Secondo Carrol Quigley il sistema è centrato in Londra per 4 ragioni principali.

1) La prima è la straordinaria accumulazione di ricchezza prodotta in Inghilterra durante le sue due precedenti fasi di "capitalismo industriale" e di "capitalismo commerciale".

2) La seconda è data dalla struttura sociale inglese, sommamente oligarchica, (e sintetizzata nell’estrema concentrazione della proprietà terriera in pochissime mani, con un limitatissimo accesso della popolazione alle poche utilità che si cavano dall’istruzione) che offre il contesto di perfetta iniquità nella distribuzione dei redditi, con enormi eccedenze che vanno al controllo di un piccolo, energico, gruppo di persone della classe dominante.

3) La terza ragione è che tale classe dominante è aristocratica ma non nobile; perciò, è fondata sulla tradizione e non sulla linea ereditaria; è ben volenterosa sia di rastrellare denaro che di assimilare abilità dai livelli più bassi della società, e persino dall’estero, accogliendo nei suoi ranghi eredi americani ed ebrei dell’Europa centrale. Quella "élite", quasi altrettanto volentieri, dà il benvenuto anche a inglesi recentemente arricchiti, non dirozzati ma abili e conformisti, reclutati da classi sociali più basse, le cui disabilità derivanti dalla privazione scolastica, dal provincialismo e dall’impianto religioso non anglicano, tende generalmente ad escluderli dai privilegi dell’aristocrazia.

4) La quarta ragione (e certamente non l’ultima per importanza) è la competenza specifica in materie legate alla manipolazione finanziaria, specialmente sulla scena internazionale, acquisita dal piccolo gruppo di banchieri-mercantili londinesi durante la fase del capitalismo commerciale e industriale, pronta subito poi per l’uso, quando si hanno a rinnovare i modi del capitalismo finanziario.

Quigley omette la questione dei traffici internazionali d’oppio e perciò aggiungo io una quinta ragione e, anche questa, quinta non per importanza. Il narcotraffico delle compagnie marittime londinesi, negli stessi periodi che egli studia, periodi di esagerata accumulazione di ricchezza che si concentra nelle mani di talune specifiche famiglie collocate nel giro di Londra, contribuiscono in modo determinante a fare di Londra il centro finanziario più importante del mondo.


LE DINASTIE DEI BANCHIERI INTERNAZIONALI
I banchieri “mercantili” di Londra, già nel 1810-1850, hanno in mano lo Stock Exchange, la Bank of England e il London money market, quando i bisogni dell’industrializzazione avanzano e chiamano il sistema economico al mondo industriale. Col tempo, portano nella loro rete finanziaria i centri bancari provinciali, organizzati in banche commerciali e casse di risparmio, come pure le compagnie di assicurazioni, e formarono con questi altri componenti un unico sistema finanziario su scala internazionale, che manipola la quantità e il flusso del denaro in circolazione, capace di influenzare, e controllare, governi da una parte e industrie dall’altra. Gli uomini che fanno queste cose, guardando il passato, al periodo della dinastia monarchica, nella quale essi hanno le loro proprie radici, aspirano ad instaurare dinastie di banchieri internazionali ed hanno lo stesso successo di molti altri sovrani appartenenti a dinastie politiche.


MEYER AMSCHEL ROTHSCHILD
La maggiore di queste dinastie, ovviamente, è quella dei discendenti di Meyer Amschel Rothschild (1743-1812), di Francoforte, i cui discendenti maschi, almeno per due generazioni, continuano a sposarsi con le loro cugine di primo grado o, meglio ancora, se capita, con le loro nipotine. I 5 figli di Rothschild, basati nelle filiali di Vienna, Londra, Napoli e Parigi, come pure in Francoforte, lavorarono in modo coordinato, con metodo che altre dinastie di banchieri internazionali tentarono di copiare, raramente ottenendo lo stesso grado di eccellenza. Sono cosmopoliti anziché nazionalisti, specialmente nelle ultime generazioni, altamente civilizzati, istruiti, conoscitori del mondo, finanziatori della scuola e delle arti, di collegi, di compagnie d’opera sinfonica, di biblioteche e musei, e ancora riflettono la loro antica munificenza. Le maggiori famiglie di banchieri internazionali sono:

Raring, Lazard, Erlanger, Warburg, Schroder, Seligman, gli Speyers, Mirabaud, Mallet, Fould, e,
sopra tutti, Rothschild e Morgan.

Anche dopo che queste famiglie sono coinvolte intensamente nell’industria nazionale inglese, dall’emergere del capitalismo finanziario, esse mantengono tradizioni differenti rispetto ai banchieri ordinari:

1) sono cosmopolite e internazionali;

2) sono vicine ai governi e particolarmente attenti alle questioni del debito pubblico, del debito pubblico interno e del debito pubblico verso l’estero, anche in aree che paiono a prima vista a rischio, come l’Egitto, la Persia, la Turchia Ottomana, la Cina imperiale e l’America Latina;

3) sono interessate più in obbligazioni che in beni, ricercano la liquidità, considerando gli impegni in beni materiali, mobili o immobili, come il primo passo verso la bancarotta;

4) conseguentemente, sono devote fanatiche della deflazione (che chiamano SOUND MONEY, per la sua stretta associazione con gli alti tassi d’interesse e l’alto valore del denaro) e del GOLD STANDARD, che ai loro occhi simboleggia la sicurezza di quei valori;

5) sono altrettanto devote al culto della segretezza e all’utilizzo segreto dell’influenza finanziaria sulla vita politica.

Quest’ordine di banchieri internazionali viene chiamato "Merchant Bankers" in Inghilterra, "Private Bankers" in Francia e "Investment Bankers negli Stati Uniti d'America. In tutte le nazioni si dedicano a varie attività bancarie e di cambio ma si distinguono sempre dagli operatori bancari ovvi ed ortodossi delle banche commerciali e delle casse di risparmio.


# IL TRUCCO DELLA PERSONALITÀ GIURIDICA
Una delle caratteristiche meno ovvie del loro operare è che rimangono imprese private prive di personalità giuridica, generalmente costituite in società, e che rimangono tali fino a tempi relativamente recenti, trattenendo così, saldamente, le loro proprietà, scansando gli obblighi formali, le registrazioni obbligatorie, le offerte di azioni al pubblico, e, generalmente, ogni forma di pubblicità. Questo stato di "rischio", che li priva delle limitazioni di responsabilità personali offerte dalle società costituite con personalità giuridica, viene conservato, in maggior parte dei casi, fino a che le moderne imposte di successione non rendono necessario dare a queste ricchezze dinastiche l’immortalità e l’astrattezza della "personalità giuridica", per evitare l’imposizione fiscale. Il mantenimento dello status d’imprese private, prive di personalità giuridica, viene protratto il più a lungo possibile, perché assicura l’anonimato e la massima segretezza a persone che hanno poteri pubblici tremendi e che temono la consapevolezza pubblica delle loro azioni come un tediosissimo pericolo, quasi terribile quanto l’inflazione (ma ricordiamoci che quando il capitale viene conferito in una società anonima, l'azionista viene espropriato della quota di capitale che conferisce. Non ignoriamo quindi, come fa Quigley, che sia anche questa la ragione del loro intestarsi le proprietà come privati, come pure che sia logico presumere che sia sempre loro l'invenzione del trucco delle espropriazioni inconsapevoli del sistema delle società anonime). In conseguenza della loro astuta discrezione, le persone ordinarie non hanno modo di sapere o d’immaginare quali quantità di ricchezza, o quali tipi di operazioni economiche, queste imprese gestiscano, e spesso neppure di farsi un’idea chiara di chi siano i membri associati, i titolari dell’impresa. E perciò, anche soggetti con considerevole influenza politica, possono tranquillamente non associare nomi quali:

Walter Burns, Clinton Dawkins, Edward Grenfell, Willard Straight, Thomas Lamont, Dwight Morrow, Nelson Perkins, Russell Leffingwell, Elihu Root, John W. Davis, John Foster Dulles, e S. Parker Gilbert con il nome di “Morgan“.

Eppure molti di questi e molti altri sono parte del sistema d’influenza che si origina dagli uffici di J.P. Morgan, al numero 3 di Wall Street. Questa ditta, come altre della confraternita bancaria internazionale, opera costantemente con corporazioni e con governi, rimanendo un’oscura società di persone, privata, fino a che il "capitalismo finanziario" internazionale viene passato dal suo letto di morte alla sua tomba. J.P. Morgan & Company, originariamente fondata in Londra con un’altra ragione sociale, George Peabody & Company, nel 1838, non si è mai trasformata in società di capitali, fino al 21 marzo del 1940, e cessa d’esistere come entità a sé stante il 24 aprile del 1959, quando si fonde con una sussidiaria della sua più importante banca d’investimento: la Guaranty Trust Company. La sua affiliata di Londra, Morgan Grenfell, viene incorporata ed è tuttora operativa.


DEI BANCHIERI CHE STIMANO POCO I POLITICI
I banchieri della confraternita bancaria internazionale considerano i pubblici ufficiali inaffidabili, circa il controllo della politica monetaria (lo si vede bene anche ai giorni nostri). L’influenza drammatica del "capitalismo finanziario", e la terribile influenza dei banchieri internazionali, sono esercitate sia sui governi che sul mondo degli affari e delle imprese, ma non funzionerebbero se non fossero capaci di persuadere governi e imprese ad accettare due assiomi del proprio impianto ideologico. Entrambi gli assiomi sono basati sulla tesi – facilmente condivisibile – che i politici sono troppo deboli, poco intelligenti, aggiungo io, e "troppo soggetti alle pressioni temporanee delle masse popolari", per essere considerati affidabili sul controllo del sistema monetario; conseguentemente, la santità di tutti i valori cari ai banchieri, e la robustezza e stabilità del denaro, devono essere preservati in due modi:

a) basando il valore del denaro su quello dell’oro;

b) affidando ai banchieri il controllo dell’offerta di denaro.

Per fare questo, è necessario nascondere, inducendo in errore popoli e governi, le nozioni sulla vera natura del denaro e sul funzionamento del sistema monetario.


GOLD STANDARD E SABILIZZAZIONE DEI CAMBI
I “banchieri” chiamano “stabilizzazione” (stabilization) quel processo con il quale si stabilisce
una politica monetaria, agganciando la moneta all’oro; con ciò s’implica che questa sorta di “stabilizzazione” influirebbe, come conseguenza singola, stabilizzando i cambi e stabilizzando i prezzi. In realtà si ottiene solo la stabilizzazione dei cambi, mentre l’influenza che il sistema ha sui prezzi è casuale e ben indipendente, con effetti talvolta destabilizzanti (per la tendenza cronica dei banchieri a forzare i prezzi verso il basso, limitando l’offerta di denaro). Di conseguenza, molte persone, molti finanzieri e persino economisti, sono stupiti dalla scoperta, nel ventesimo secolo, che il Gold Standard produce stabilità di cambi e instabilità di prezzi. E però quel sistema ha già contribuito a determinare le sue variazioni economiche in gran parte del diciannovesimo secolo, anche se senza raggiungere gli stessi limiti estremi. I cambi vengono stabilizzati sul Gold Standard perché, per legge, in molte nazioni, l’unità monetaria viene fatta valere come una determinata, fissa, quantità d’oro ed entrambe, moneta o corrispondente quantità d’oro, sono scambiabili a quel dato rapporto legale. Nel periodo precedente il 1914, le valute vengono stabilizzate in certe nazioni, come segue qui sotto:

nel Regno Unito: 77s. 10 1⁄2 d. eguagliano un oncia standard d’oro (a 11/12);
negli Stati Uniti d’America: $20.67 eguagliano un oncia d’oro fino (a 12/12);
in Francia: 3,447.74 franchi eguagliano un chilogrammo d’oro fino;
in Germania: 2,790 marchi tedeschi eguagliano un chilo d’oro fino.


ORO MEZZO DI SCAMBIO E BENE MATERIALE
Quei rapporti vengono stabiliti dall’obbligo di legge per effetto del quale, una persona che porti oro, monete d’oro o certificati, presso l’Ente Pubblico del Tesoro (o presso altri enti o luoghi designati) può convertire ciascuno di essi in ciascuno degli altri a costo zero e in quantità illimitata. Il risultato del sistema Gold Standard pieno è che l’oro si ritrova in una posizione molto particolare: è al tempo stesso moneta (mezzo di scambio) e ricchezza in sé, come bene materiale. Nella sfera monetaria, il valore di tutti gli altri tipi di moneta è espresso in oro e, nella sfera economica delle ricchezze materiali, il valore di tutti gli altri tipi di derrate e di beni è espresso in termini monetari (che però sono anch’essi espressi in oro). Se consideriamo i rapporti tra denaro e merci come un’altalena in cui ciascuno di essi è alle estremità opposte, in modo che il valore di uno cresce tanto quanto il valore dell’altro diminuisce, allora dobbiamo vedere l’oro come il fulcro di quell’altalena, su cui questo rapporto si calibra, ma che di per sé non va né verso l’alto né verso il basso.


IL SISTEMA MONETARIO
"Non si può comprendere la storia del mondo senza comprendere come funziona il denaro", dice il buon prof. Padovani; e allora dobbiamo anche dare un’occhiata al sistema monetario, al suo ruolo e ai suoi protagonisti. Le banche centrali sono, fin dal principio della loro esistenza, istituti di proprietà di soggetti privati. In ciascuno Stato l’offerta di denaro prende la forma di una piramide rovesciata, in equilibrio sulla sua punta. La punta rappresenta l’offerta d’oro e dei suoi certificati equivalenti; i livelli intermedi rappresentano una più ampia offerta di banconote; alla sommità, si ha una superficie aperta ed espandibile che rappresenta l’offerta, ancora maggiore, di depositi. Ciascun livello usa i livelli sottostanti ad esso come riserve e i livelli sottostanti hanno quantità di denaro inferiori. Le banconote vengono messe in circolazione da banche d’emissione e sono garantite da riserve d’oro, o da certificati, detenuti nelle proprie casse o in qualche riserva centrale. La frazione di queste banconote emesse, tenuta in deposito-riserva, dipende da consuetudini, regolamenti bancari (statuari delle banche) e leggi di Stato. Si hanno diverse banche d’emissione in ciascuno Stato, anche se in tempi più recenti questa funzione è stata attribuita ad un numero sempre più esiguo, o a una singola “banca centrale”, per un singolo Stato. Queste banche d’emissione, e anche queste banche centrali, sono istituti privati, di proprietà di soggetti privati, che lucrano dalle proprie operazioni. Nel periodo dal 1914 al 1939, negli Stati Uniti d’America, le banconote emesse dalla Federal Reserve sono coperte da certificati di depositi in oro per il 40% del loro valore complessivo; tale copertura viene poi ridotta al 25% nel 1945. La Banca d’Inghilterra (Bank of England), con un atto del 1928, ha le sue banconote scoperte fino a 250 milioni e coperte al 100% del valore in oro per importi superiori a quel limite. La Bank of France, nello stesso anno, stabilisce la garanzia di copertura delle banconote emesse al 35%. Queste disposizioni possono sempre essere messe da parte, o modificate, in casi di emergenza, per esempio in casi di guerra.


COME DETERMINARE IL VOLUME DI DENARO IN CIRCOLAZIONE
I depositi di superficie, del più alto livello della piramide rovesciata, vengono chiamati con questo stesso nome, "depositi", secondo la consuetudinaria ambiguità dei banchieri, a onta del fatto che si tratta di due tipi di relazione assolutamente distinti.

1) MUTUI DI CLIENTI VERSO LE BANCHE
Una cosa sono i depositi costituiti dai clienti presso le banche (“lodged deposits“), che costituiscono diritti reali di credito dei risparmiatori che depositano (cioè, che prestano con un mutuo) il loro denaro in banca, dopodiché quel denaro non è più loro, sui quali i possessori dei conti di deposito possono ottenere la liquidazione di un interesse.

2) MUTUI DI BANCHE VERSO I CLIENTI
Un’altra cosa sono i depositi ordinati dalle banche (“created deposits“) che rappresentavano diritti delle banche, creati dal nulla, inventati dalle banche ed emessi sotto forma di prestiti fatti ai correntisti, i quali ci devono pagare sopra anche gli interessi in anticipo, in quanto tali diritti rappresentano il loro indebitamento verso le banche.

In entrambi i casi, ovviamente, assegni possono essere emessi, in corrispondenza di tali depositi, per pagare terze parti, e questo è forse il motivo che rende facile l’utilizzo, per entrambi i tipi di relazione con la banca, della stessa definizione. Entrambi i tipi di deposito fanno parte del sistema di circolazione della moneta. I "depositi" di risparmio, essendo creati appunto per accumulare risparmio, costituiscono una forma di deposito deflazionistica (cioè, il denaro non circola, perché viene accumulato, o comunque tenuto fermo, risparmiato, e ciò contribuisce a rarefazione monetaria e deflazione). I "depositi" ordinati dalle banche, al contrario, costituendo aggiunte di offerta di denaro, sono inflazionistici (cioè a dire, erogando fidi e mutui, le banche mettono a disposizione denaro che viene prelevato dalle imprese o dai privati per comprare roba; questo aumento di circolazione di denaro ravviva le industrie, i commerci e stimola l'occupazione, però tende a far crescere i prezzi). Il volume dei secondi dipende da una serie di fattori fra i quali i principali sono il tasso d’interesse e la domanda di credito. Questi due fattori giocano un ruolo fondamentale nella determinazione del volume di denaro in circolazione in una comunità, perché una larga porzione di quel volume, in una comunità ad economia avanzata, è costituita da assegni emessi contro "depositi".


VOLUME DEL CREDITO E RISERVE DISPONIBILI
Il volume dei depositi che le banche possono creare, come l’ammontare delle banconote che
possono emettere, dipende dal volume delle riserve disponibili e sufficienti a pagare qualunque massa di assegni presentati all’incasso (contro denaro) piuttosto che depositati. Questi meccanismi possono essere regolati da leggi (vedi la pazzia di Monti con i contanti in Italia), da regolamenti bancari o da consuetudini locali. In tutte le nazioni, la domanda e il volume del credito tende ad espandersi nei periodi di crescita economica e si contrae nei periodi di depressione (ma in questi anni in Europa abbiamo visto che, in periodo di depressione, è l'offerta del denaro che hanno ristretto, ma la domanda c'era). Ciò spiega fino a un certo punto gli aspetti inflazionistici di una depressione, la combinazione che contribuisce a formare il cosiddetto “ciclo economico”.


BANCHE CENTRALI CIRCONDATE DA INVISIBILI BANCHE PRIVATE
Nel corso del diciannovesimo secolo, con l’impianto del Gold Standard e l’evoluzione del sistema bancario moderno, si sviluppano anche, attorno alla piramide rovesciata dell’offerta di denaro, una pletora di entità finanziarie che ruotano attorno alla banca centrale. Nella maggior parte delle nazioni, le banche centrali sono circondate a breve distanza da invisibili banche d’affari private. Queste banche d’affari si vedono poco, perché sono sovrastate dall’abbagliamento delle banche centrali, nonostante che queste ultime siano spesso da esse controllate. In Francia, per esempio, nel 1936, quando la Banca di Francia viene riformata, il suo consiglio di amministrazione è ancora dominato dai nomi delle famiglie che l’hanno originariamente istituita, nel 1800; ad essi sono stati aggiunti un paio di nomi più recenti, come quello di Rothschild (aggiunto nel 1819); in taluni casi i nominativi possono non essere riconosciuti al volo, perché sono quelli dei generi, piuttosto che dei figli. Altrimenti, nel 1914, i nomi, frequentemente quelli di protestanti di varia origine provenienti dalla Svizzera (giunti nel diciottesimo secolo), sono sempre gli stessi.

Foto di Prof. Robert Galli
5Foto del profilo di UniusRei3

UniusRei3 08:18 ottimo lavoro lucrezia
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