Scuola di Studi Giuridici e Monetari

 Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Au riti” – www.giacintoauriti.eu confronti dei soci. Mentre Eliminare i Debiti o i Popoli? SALMAN SAUDI ARABIA: deciditi? o tu o loro! due specie di criminali in questo pianeta? siete troppi!
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il rappresentante con la sua attività rende immediatamente obbligato e responsabile il rappresentato (o chi per lui) nei confronti del terzo, il commissario è lui stesso obbligato e responsabile nei rapporti esterni, il legittimato può solamente divenire obbligato o creditore del terzo, ché l'arricchimento e la responsabilità sono dei legittimanti; l'organo invece partecipa anche lui dell'interesse oggetto del negozio, come gli altri soci. Mentre la rappresentanza, la commissione, la legittimazione possono nascere per contratto o per legge, la legittimazione organica può nascere da legge, da contratto, da contratto a favore di terzi e da negosio unilaterale. Ove si pensi infatti che la funzione dell'organo consiste in una attività altruistica, qualora si pretenda di far necessariamente precedere da contratto la nomina dell'organo, sarebbe come se si ritenesse necessario far precedere un contratto di promessa e di accettazione di regalo al negozio di donazione.
Mentre il potere del rappresentante del commissionario e del legittimato possono limitarsi ad un unico atto, il potere dell'organo ha la caratteristica della continuità. Ciò sia perché il raggiungimento dello scopo sociale comporta di norma un'attività, cioè una successione di più atti utili, sia perché avendo dimostrato che l'organo partecipa di entrambe le fasi ( t 1 e t 2 ) in cui ogni singolo atto utile si scinde; poiché non possono i vari atti e le due fasi di ogni singolo atto coincidere nelle stesse circostanze di tempo, essendo in rapporto di conseguenzialità tra di loro, di qui la caratteristica della continuità. Tanto è vero ciò che potendo l'organo anche consistere nell'assemblea di tutti gli associati, si potrà in tal caso avere la differenza tra organo ed associato, solo mettendo in evidenza le diverse circostanze di tempo dell'attività utile, essendo le medesime, le persone fisiche che agiscono sia come organo che comeello godendo per altro dei risultati dell'attività dell'organo motore, così i singoli soci attribuendo il potere e la disponibilità dei mezzi necessari per il raggiungimento dello scopo all'organo, godono loro stessi dei risultati dell'attività sociale che mediante l'organo è posta in essere. Come l'organo con l'esercizio della sua attività come tale, non può non mettere gli associati in condizioni di goderne, così gli associati non potranno raggiungere lo scopo sociale se non mediante l'attività dell'organo. Quando Menenio Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Au riti” – www.giacintoauriti.eu Agrippa (14) esponeva alla plebe in rivolta il noto apologo delle membra ribellatesi allo stomaco con danno di tutto il corpo, egli poneva in una semplicissima rappresentazione fisiologica, le basi poderose per una teoria della persona giuridica e del diritto dello Stato, che doveva essere la ragione prima della grandezza di Roma. (11) Vedremo più innanzi come il non aver fatto la distinzione fra attività produttiva e attività consuntiva dell'utilità ha indotto filosofi e teorici a confondere fra atto altruistico e contratto. E ' questo l'equivoco che vizia ad esempio, tutta l'intuizione contrattualistica di Rousseau. (12) Così ad es. Cesarini Sforza, Corso di Filosofia del diritto, Roma, 1943, p. 278: "Se l'autorità sociale (cioè l'organo) ha assunto per sé il compito di fare giustizia fra i singoli è perché la "giustizia privata" caratterizzante le forme primitive di vita giuridica... non disponeva della forza necessaria ad applicare le sanzioni sempre ed integralmente". (13) Intuisce il problema il Santi Romano ( Frammenti di un dizionario giuridico, Milano, 1947, p. 16), quando afferma: "La rappresentanza è figura trilaterale che collega il rappresentato, il rappresentante e i terzi. L'organizzazione invece, è figura bilaterale che unisce l'ente (e a questo punto l'A. sbaglia quando parla di ente come personalità astratta) con l'organo: i terzi o mancano o stanno di fronte al primo con cui il secondo si immedesima". Contra Kelsen ( Teoria generale del diritto e dello Stato, Milano, 1952, p. 109): "E' vero che l'organo è un rappresentante... Il rapporto fra un organo di una corporazione ed i suoi membri è, per lo meno in una corporazione organizzata democraticamente, una rappresentanza volontaria al pari del rapporto fra rappresentante e rappresentato". Nello stesso equivoco la precedente dottrina; così: Zanobini, Corso di diritto amministrativo, vol. 1, Milano, 1950, p. 113 e segg. e bibl. ivi citata; A.C.Jemolo, Organi dello Stato e persone giuridiche pubbliche, in riv. Lo Stato, 1931, p. 291; Esposito, La rappresentanza istituzionale in Studi in onore di Santi Romano, Padova, 1940, p. 307 segg.; ed altri. (14) Pisone presso LIV., II, 32, 3; cfr. anche A Sc hwegler, Römische Geschichte, II, Tubinga, 1858, pp. 233, 246 segg.; F. Birezzo, Nuovi studi sulla origine e la propagazione delle f avole indoelleniche, Napoli, 1901, p. 184 e segg.; D. De Santis, Storia dei Romani, II, Torino, 1907, p.4 e segg.; E. Pais, Storia di Roma, III, 3a ed. Roma, 1927, pp. 22 e 147 segg.; F. Mu nzer, Pauly-Wissowa, Real Ecycl., XV, 1931, col. 840 e segg. 5. Definizione di persona giuridica. - La indeterminatezza, determinabilità e fungibilità dei soggetti nel rapporto - salvo volontà contraria per quelle persone giuridiche in cui l' intuitus personae è elemento essenziale - ha indotto a ritenere la persona giuridica come qualcosa di astratto, sia che la si considerasse come una fictio juris, sia che la si riducesse a personificazione del patrimonio o della norma, sia che la si definisse comunque come uno strumento distaccato dai soggetti beneficiati (15), quasi bene a sé stante. La indeterminatezza, ma determinabilità delle persone fisiche che assumono o dovranno assumere la veste di organo o quella di associato della persona giuridica, non significa che la persona è la funzione astrattamente considerata o che la persona giuridica è qualcosa di diverso dei soggetti che la compongono (16). Situazione analoga si presenta nei ragionamenti matematici dove si intende con una sigla, una variante. Questa variante che di volta in volta assume nei casi concreti dei valori certi, non può considerarsi come un ente diverso dai valori che di volta in volta assume. E potremo ben dire che l'organo consiste nelle person e fisiche che sono chiamate ad assolvere quella specifica funzione, che gli associati sono l e persone fisiche che godono dell'esercizio della funzione, mentre definire il concetto di funzione v uol dire porre il limite al potere dell'organo. (15) Cfr. l'abbondante ed accuratissima bibliografi a in Ferrara Jun., op. cit., pp. 15 e segg.; G. Arangio Ruiz, Gli enti soggetti dell'ordinamento internazionale, pp. 46 e segg. et passim. (16) Con fine intuito Marcellusi, Critone e L'angelo del Signore, Chieti, 1953, p. 213 e 214: "L'astrazione dell' amministrazione delle cose e la scuola del positivismo giuridico o del puro diritto, Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Au riti” – www.giacintoauriti.eu (17) Rocco, La società commerciale in rapporto al giudizio civi le, Torino, 1900, p. 60. (18) In questo equivoco cade ad es. G. Arangio Ruiz ( Gli enti soggetti degli ordinamenti internazionali, I, Milano, 1951, p. 90): "E' comprensibile che il diritto crei situazioni giuridiche soggettive strumentali intestandole ad un ente arti ficiale (in persona giuridica)"; ed ancora ( op. cit., p. 46): "Se alla soggettività corrisponde un centro materiale, si potrà dire che siamo di fronte ad un fenomeno di soggettività vera e propria, analoga a quella degli individui. Se un'entità del genere non si trova, si tratterà di un fenomeno puramente giuridico di soggettività strumentale". (19) Ecco spiegato l'equivoco in cui cade a mio avviso anche l'Ascarelli ( Considerazioni in tema di società e personalità giuridica, in Riv. Dir. Comm., I.II, I. p. 334-336, nota 2) quando discutendo il mio recente saggio in materia di società commerciali mi rimprovera la contraddizione di affermare la strumentalità della persona giuridica e poi di negarla implicitamente quando risolvo la persona giuridica nelle persone fisiche che la compongono, "...mentre conservando il ricorso alla personificazione - rileva l'A. - non ha poi senso l 'attribuzione alla società di una legittimazione pe r disporre di cose... dei soci...". E' evidente che la caratteristica della strumentalità vale solo per i componenti la persona giuridica, cioè solo nel caso che si esamini il rapporto organico dall'interno, mentre è incongruo pretendere che la persona giuridica possa essere utile a quelli che ne stanno fuori. L'Ascarelli, data l'inesatta premessa filosofica, n on può rendersi conto dell'essenza della strumentalità della persona giuridica e cade appunto nella contraddizione di affermare da un canto la strumentalità e dall'altro di considerare questo strumento (il rapporto organico) come qualcosa di diverso dalle persone fisiche legate da l rapporto. L'indirizzo dottrinario cui l'A. fa capo, non avendo precisato il concetto di rapporto organi co non ha potuto conseguentemente precisare nemmeno il proprio punto di osservazione e rimanendo con un piede dentro ed uno fuori del fenomeno, confondendo aspetto interno con aspetto esterno della persona giuridica, da un canto ha considerato il rapporto tra organo ed associati come qualcosa di diverso dai termini del rapporto stesso e risolto la persona giuridica nell a norma personificata (Kelsen) quasi che la norma fosse capace di agire, dall'altro ha risolto l'interesse della persona giuridica nell'interesse comune dei soci. Così ragionando l'A. prima pone alla porta della persona giuridica stessa i singoli componenti e li fa poi rientrare dalla finestra quando sente la necessità di sopperire con una espressione "artistica" piuttosto che "giuridica" al difetto di costruzione dell'istituto: "...la personalità è sempre (per tutte le persone giuridiche, corporazioni e fondazioni) - eg li conclude - risolubile in situazioni oggettive individuali". Nello stesso errore cade per altro verso G. Arangio Ruiz (Gli enti soggetti dell'ordinamento internazionale, Milano, 1951, p. 4 8) quando, nel vano tentativo di salvare la realtà della persona giuridica, si riduce poi a definire " ...l'ente soggetto come centro artificiale (giuridico) di imputazione". Mi sembra di avere così esaurientemente ribattuto a nche le critiche mossemi dal Minervini (Alcune riflessioni sulla teoria degli organi delle persone m giuridiche private, Riv. trim. dir. e proc. civ., 1958, pag. 940 e nota 18) e dal Miccio (I rapporti giurid ici interni delle società commerciali, Riv. trim. d ir. e proc. civ., 1954, pag 682 e nota 21) il quale confo nde a torto la mia teoria con quella del Manara. Il Manara negava la personalità giuridica, io l'aff ermo. 7. Limiti del potere dell'organo e critica al materialismo giuridico. - L'equivoco di considerare la persona giuridica come uno strumento diverso da se stessi e di cui l'individuo si serve quasi fosse un bene materiale ed animato è conseguenza di una premessa filosofica materialista. Quando infatti i materialisti ammettono che il pensiero sia un modo di essere della materia o che la materia sia capace di pensare, inconsapevolmente tentano di considerare le proprie reazioni dello spirito, quasi ponendosi fuori di sé stessi, nell'assurda pretesa di obiettivizzare il proprio pensiero. Su questi principi, poiché è assurdo che il pensiero "si pensi", inconsciamente il materialista in uno sbalorditivo atto di presunzione distingue sé stesso, essere pensante, dagli altri uomini, esseri pensati, ed è portato a considerare tutta la realtà obiettiva sotto il profilo della propria utilità confondendo - Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Auriti” – www.giacintoauriti.eu Di questa inesatta impostazione della teoria dell'utilità risente anche il Croce quando pretende di ridurre la filosofia del diritto a filosofia dell'economia (26) paragonando l'ordinamento giuridico dello Stato allo statuto della mafia siciliana o della camorra napoletana (27). Quando gli utilitaristi (28) ponevano alla base del la morale e del diritto il concetto di economicità, la loro intenzione era sostanzialmente onesta ed apprezzabile, in quanto mirava a rafforzare il fondamento logico della norma dicendo in sintesi: "conviene essere giusti, conviene essere onesti". (24) Così ad es. l'art. 4 del cod. civ. sovietico riconosce la capacità giuridica ai cittadini "al fin e di sviluppare le forze produttive del paese". Tiene presente, cioè, solamente la fase produttiva dell'utilità e non quella del godimento, ché se lo facesse ammetterebbe il diritto di proprietà privata che consiste appunto nella tutela giuridica della disponibilità e del godimento. Questa incertezza del diritto fu acutamente rilevata dallo Stuart Mill ( Principi di economia politica con alcune sue applicazioni alla filosofia sociale, in Biblioteca dell'economia, Prima Serie, Vol. XII, Torino, 1951) che fece la critica al comunismo sotto il pro filo del difetto di utilità psicologica. Cfr. anche sull'argomento Capograssi, L'ambiguità del diritto contemporaneo, in La crisi del diritto, cit., pagg. 27-28. (25) Ricordo le acute considerazioni di Pompeo Bion di ( Paralisi della democrazia in Italia, in Studi politici, anno II, fase 3-4, pag. 496): "I termini della lotta politica sono dunque, da un lato i comunisti che attaccano per distruggere, dall'altro i non comunisti a non attaccare ed a rinunciare a distruggere; ma poiché questo è ovviamente impossibile, pacificare - in concreto - significa persuadere i non comunisti a non difendersi ed a lasciarsi distruggere". (26) Croce, Riduzione della filosofia del diritto a filosofia d ell'economia, Napoli, 1907, Cap. II, pag. 2: "Concepita una scienza filosofia dell'economia e da to al concetto dell'utile o dell'economico il suo peculiare contenuto, il problema del diritto si con figura diversamente"; ed ancora (ivi pag. 10); "Il rapporto fra diritto e morale, che il giurista Jhering chiamava il Capo Horn (o capo delle tempeste) della scienza giuridica, mi sembra in verità il cap o dei naufragi". Cfr. sull'argomento le note critic he di Del Vecchio, Diritto ed economia, cit., pag. 40 segg., e Le lezioni di filosofia del diritto, 7a ed., Milano, 1950, pag. 213. (27) Croce, Filosofia della pratica, Bari, 1932, pag. 315. (28) Cfr. ad es. Stephen, The English Utilitarism, Londra, 1900; Aldee, A History of English Utilitarism, Londra, 1902. Ma quando il materialismo, riprendendo l'intuizione utilitaristica, considerava l'economia senza tener conto dei rapporti intersoggettivi e di tutte le altre circostanze, il principio del "conviene esser giusti" degenerava nella nuova formula: "è giusto quello che conviene" (29). Questa gravissima confusione tra i concetti di utilità e di egoismo appare evidente dalla definizione che fu approvata dalla prima conferenza del 1938 dei (cosiddetti) giuristi sovietici (30): "il diritto è l'insieme di n orme di condotta esprimenti la volontà della classe dominante, stabilite dalla legge, garantite dal potere coercitivo dello Stato, al fine di proteggere, rafforzare e sviluppare quei rapporti che sono favorevoli alla classe dominante" (31). La più evidente manifestazione di questa grave degenerazione giuridica è ravvisabile, a mio avviso, nell'attribuzione della proprietà all'organo, che nell'ipotesi dello Stato comunista consiste, non nello "Stato", ma nel "governo" proprietario. O ve si pensi infatti che il diritto di proprietà è u n interesse patrimoniale giuridicamente protetto e che quindi la tutela giuridica di questo interesse è il risultato dell'attività funzionale dell'organo dello Stato, quando l'organo pretende di attribuirsi la proprietà, cade nell'assurdo di voler esercitare la funzione non nell'interesse della società, ma nel proprio personale interesse e quindi viene meno per l'associato la stessa caratteristica di strumentalità della persona giuridica e l'interesse ad associarsi. In altri termini posto che l'organo consiste nelle persone fisiche che esercitano la funzione e che la proprietà è composta del godimento e della disponibilità giuridicamente protetti, ove si attribuisca la proprietà Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Au riti” – www.giacintoauriti.eu all'organo, si ammette implicitamente che taluno po ssa non solamente agire e disporre, ma anche godere nell'interesse altrui, il che è assurdo. (29) Su questa graduale e quasi insensibile degener azione del concetto di utilità cfr. ad es. l'opera dello Schaffle ( Das geselschaftliche System der menschichen Wirtsch ult, in Zeitschrift des Königlich proussichen Bureaux etc., 1867, pag. 87) ed economia comune . E' evidente, anche se implicita, la confusione tra i concetti di economia comune e di e tica nel senso sopra rilevato di attività altruistica. Cfr. anche sull'argomento Cusumano, Le scuole economiche della Germania in rapporto alla questione sociale, Napoli, 1875, pagg. 81 e segg. ove l'A. riferisce sulle teorie dei socialisti cattedratici. (30) Cerroni, Recenti studi sovietici su problemi di teoria del d iritto, in Rassegna Sovietica, febbraio 1954, pag. 65. (31) In questo senso anche M.P.Kareva, Teoria dello Stato e del diritto, Mosca, 1948, pagg. 113; A. I. Denisov, Teoria della Stato e del diritto, pagg. 203, 294; ed altri. Ecco perché nell'ipotesi dello Stato socialista cio è del governo proprietario è impossibile l'alternativa democratica nelle alte sfere. Essendo infatti in tal caso il capo dello Stato praticamente il proprietario dello Stato - in quanto assomma in sé quel complesso di poteri che costituiscono il contenuto del tradizionale diritto di proprietà - pretendere l'elezione democratica d i un sì fatto governo, sarebbe come pretendere che taluno acconsenta a far eleggere democraticamente ogni tanto tempo il proprietario di casa propria. Di qui l'assurdo di un socialismo democratico, ché in effetti, la rivoluzione socialista oggi tanto di moda, porta fatalmente alla realizzazione di una monarchia patrimoniale causando una paurosa rivoluzione storica verso concezioni retrive e feudali. Né mi si venga a dire, come taluni economisti, che l'attribuzione della proprietà all'organo è causata dalla crescente necessità di concentrazione dei mezzi di produzione. Non esiste infatti un patrimonio grande abbastanza da non esseere compreso in una forma giuridica: la comunione. E il comunismo non è comunione, come l'assonanza del termine potrebbe far credere, ma attribuzione della proprietà all'organo. Come ho affermato che il patrimonio della società commerciale è di proprietà dei soci(32) così affermo che il patrimonio dello Stato è di proprietà dei cittadini, o meglio dei contribuenti, su cui l'organo ha la mera disponibilità non la proprietà e posso concludere che l'organo come tale, qualunque sia il tipo della persona giuridica, non è capace di godere (ma solo di produrre utilità) o che la funzione dell'organo come tale è limitata dall'incapacità di diritti patrimoniali (33). Molto acutamente il Cesarini Sforza rileva che ove si pretenda di realizzare in una società comunistica l'abolizione della proprietà si cadrebbe nell'assurdo di creare una società senza economia (34). Io soggiungo che essendo ciò impossibile, un tale tentativo si risolve nella distruzione della società, cioè non degli individui come entità fisiologiche, ma degli individui come entità giuridiche, come soggetti di diritto: di qui l'antisocialità del socialismo. Come, confondendo etica con economia ed egoismo con altruismo, si autorizza implicitamente l'organo ad agire nell'interesse proprio piuttosto che nell'interesse della società, così possiamo dir e che il materialismo conviene ai capi e non agli associati, essendo per questi antieconomica una società senza etica. Su queste basi si ha l'inversione nell'ordine delle funzioni e non è più l'organo che serve la società, ma la società che serve l'organo. Tanto è vero che, mentre sopra abbiamo dimostrato che l'organo come tale è incapace di diritti patrimoniali, nella società comunista è invece il cittadino incapace di proprietà. Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Au riti” – www.giacintoauriti.eu Se mi si consentisse il paragone, oserei dire che il materialismo ha tentato di superare con una rudimentale concezione tolomaica dell'utilità, una concezione copernichiana perfetta e certamente implicita in tutti gli ordinamenti a tradizione romanistica, preparando così, ad un tempo, con la decadenza del diritto la decadenza dell'Europa. (32) Auriti, Sulla teoria delle società commerciali, Roma, 1953; La società commerciale non è capace di diritti di proprietà, Dir. fall., 1952, II, pag. 605. (33) Questa tesi, che è forse il punto centrale di una teoria della personalità giuridica, fu intuita da Spencer, quando l'insigne parlamentare inglese sentiva il bisogno di affermare: "The function of true liberalism in future will be that of limits to powers of Parliaments". Cfr. anche sull'argomento Spencer, La giustizia, trad. Fortini Santarelli, Città di Castello, 1907, I limiti delle funzioni dello Stato, pagg. 388-401, cap. XXVI-XXVIII. (34) Cesarini Sforza, Introduzione a Palazzolo, Contributo allo studio dei rapporti tra economia e diritto, Roma, 1952, pag. 17.

Eliminare i Debiti o i Popoli

Eliminare i Debiti o i Popoli, Scritto da Redazione.
L'EURO DI CHI E' ? MESSAGGIO AI POPOLI EUROPEI : ELIMINARE I DEBITI O I POPOLI ?
I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito.
50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli).
Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. Solo su queste premesse ci si spiega perché l'Europa con l'avvento dell'EURO rischia di far parte del Terzo Mondo. Se la Banca Centrale Europea emetterà moneta prestandola - come hanno fatto e fanno sin dalla fondazione della Banca d'Inghilterra tutte le banche centrali - i Popoli Europei saranno tutti destinati ad essere colonie monetarie dell'impero usurocratico, tanto più perché - a norma dell'art. 107 e s. del Trattato di Maascricht­ - si sono convenzionalmente impegnati a non manifestare obiezioni, proposte o desideri.

Nel silenzio del Trattato sulla proprietà dell'EURO, la BCE ha il potere di scelta tra servire o servirsi dei Popoli Europei. Se li vuole servire deve stampare e accreditare, se se ne vuole servire, deve stampare e prestare. Poiché questa seconda ipotesi è la regola costante per tutte le banche centrali del mondo, è ovvio che non potrà cambiare senza una esplicita previsione normativa.

Se i Popoli Europei vogliono evitare la drammatica tempesta della moneta-debito (preconizzata del resto da Alan Greespan Presidente della Federal Reserve Bank che è in grado di prevederla perché è in grado di causarla) devono consensualmente programmare l'integrazione del Trattato, per colmarne una lacuna normativa INAMMISSIBILE ed INTOLLERABILE, perché nessuna norma dice di chi è la PROPRIETA' dell' EURO.
L'EURO VA ESPLICITAMENTE DICHIARATO DI PROPRIETA' DEI POPOLI EUROPEI con una norma integrativa pienamente legittima perché non contraddice con nessuna norma del Trattato vigente. Ciò in applicazione dell'ovvio principio per cui PIUTTOSTO CHE ELEMOSINARE LA REMISSIONE DI DEBITI NON DOVUTI E' MOLTO PIU' CONVENIENTE PREVENIRNE L'INSTAURAZIONE: NON ACCETTARLI.
Poiché questa proposta è perfettamente coincidente con il Messaggio del Papa sulla estinzione dei debiti del Terzo Mondo, è un'ottima occasione per avere la prova che il Governatore della Banca d'Italia è un vero cattolico quale dice di essere.
Perché mai ci dovremmo indebitare infatti verso la BCE per un valore pari a tutto il denaro che vorrà mettere in circolazione? Quale è il corrispettivo di questo debito immane ed arbitrariamente imposto dal falso creditore a falsi debitori? La risposta scandalosamente inconfutabile è : " UNICO CORRISPETTIVO E' IL NULLA ! ! ! " Si impone quindi - con la massima urgenza - che il Governatore Fazio proponga ai Governi ed ai Governatori degli Stati Europei la norma integrativa ed interpretativa del Trattato di Maasricht che concepisca l'EURO proprietà (e non debito) del portatore.

E' GRAN TEMPO ORMAI CHE SI ACQUISTI LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL VALORE DELLA MONETA ALL'ATTO DELL'EMISSIONE E' CREATO DA CHI L'ACCETTA. ECCO PERCHE' TUTTI POSSONO PRESTARE DENARO TRANNE CHI LO EMETTE. Potrebbe altrimenti riproporsi anche per l'Europa l'alternativa tra la sopravvivenza dei Popoli e quella dei debiti. Nascerebbe così ineluttabilmente, come nella Vandea, il diritto alla rivoluzione

Giacinto Auriti Segretario Generale del Sindacato Antiusura – SAUS Direttore della Scuola dei Valori Giuridici e Monetari Centro Celestiniano - L'Aquila - Documento elaborato dal Prof Giacinto Auriti e diffuso prima dell' avvento dell' euro. http://www.giacintoauriti.eu/giacinto-auriti/testi.html
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Europa sì, ma dei popoli: Scritto da Redazione. Per l'Europa dei Popoli, e non quella dei banchieri. " L'Europa dei banchieri contro la Costituzione ": esattamente con questo titolo (cfr. Il Tempo, 22 giugno 2004, p.7) o, con titoli analoghi, la grande stampa ha dato la notizia sconvolgente, che è iniziata la fase conclusiva della Rivoluzione Francese. Noi l'avevamo già preannunciata su Abruzzopress (3 giugno '04, n.180) con queste testuali parole: "Lo Stato di diritto ha considerato nel proprio ordine costituzionale, solo i tre poteri: legislativo, giurisdizionale ed esecutivo. Il quarto potere della sovranità monetaria se lo sono fagocitato, nel silenzio, le banche centrali, S.p.A con scopo di lucro… ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: la sovranità monetaria va attribuita allo Stato - come quarto Potere Costituzionale - e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che, in uno Stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata da una S.p.A. con scopo di lucro... L'urlo del Ca ira deve tornare sulle piazze, davanti alle sedi delle banche centrali e nei Tribunali. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri."

Quando la governance economica programma "maggiori poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici…" pone necessariamente un conflitto di interessi tra la volontà del Padrone (la banca centrale) e quella dei camerieri (i governi).

Ha denunciato esplicitamente l'eventualità di questo conflitto Mario Borghezio:

" Questa è una costituzione per l'Europa dei banchieri. Noi combattiamo invece per l'Europa dei Popoli…"

La diagnosi è esatta. Manca la terapia. Si impone la necessità di uscire dalle formule approssimative e generiche per proporre:

1) l'attribuzione allo Stato della sovranità monetaria come quarto potere costituzionale;

2) la proprietà della moneta al Popolo come REDDITO di CITTADINANZA;

3) l'emissione di moneta senza riserva, di PROPRIETA' del PORTATORE, come oggetto di diritto sociale (a norma del 2° co. dell'art. 42 della Costituzione Italiana);

4) poiché il mercato è saturo sia di beni che di moneta quando i prezzi coincidono con i costi di produzione, solo quando questa coincidenza si verifica, va sospesa sia la produzione dei beni, che l'emissione di moneta in attuazione del quarto potere costituzionale della sovranità monetaria;

5) va costituito il Ministero per il risarcimento dei danni da usura (come i danni di guerra);

6) va sancita, con provvedimento di urgenza la moratoria dei debiti bancari e fiscali, perché basati sull'illecito del debito da signoraggio che ha trasformato il portatore da proprietario in debitore della propria moneta;

7) dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all'origine, all'atto dell'emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, eliminando il 100% dei prelievi fiscali.

Questi fondamentali principi normativi si desumono dalla definizione del valore come rapporto tra fasi di tempo e conseguentemente del valore monetario come VALORE INDOTTO.

Solo su questi principi, la governance economica proposta nel patto costituzionale europeo, potrà realizzare l'Europa dei Popoli. Altrimenti si continuerà nella tradizione dei camerieri dei banchieri in cui la sovranità monetaria è retta dalla banca centrale, S.p.A. con scopo di lucro. L'urlo del Ca ira deve tornare per scrivere la pagina conclusiva della Rivoluzione Francese. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri.
Avv.prof. Giacinto Auriti       www.abruzzopress.info del 29-05-04                                    
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Il Debito Pubblico nasce con lo Stato Costituzionale, Scritto da Redazione. Con lo Stato costituzionale l'ammontare dei debiti ha superato quello della moneta,  Gli interpreti della storia moderna credono che lo stato di diritto sia un segno di progresso. Nessuno, dico "nessuno" si è accorto che con l'avvento della carta costituzionale, lo stato ha perso il quarto potere della sovranità monetaria che è stata assunta da una società privata: la banca centrale S.p.A con scopo di lucro. La più grande truffa della storia si è realizzata infatti con la politica dei piccoli passi. La Banca d'Inghilterra nel 1694 ha emesso la sterlina-carta convertibile in oro, a richiesta del portatore. In questa prima fase, la banca poteva affermare di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva e quindi era legittimata ad emettere la moneta prestandola. Tutte le banche centrali hanno seguito l'esempio della Banca d'Inghilterra ed hanno continuato ad emettere moneta prestandola anche dopo l'abolizione della convertibilità e della stessa riserva (15 agosto 1971 data della estinzione degli Accordi di Bretton Woods) facendo nascere con l'oro-carta il signoraggio bancario, con cui la banca espropria ed indebita i popoli dei valori monetari con un costo iniziale del denaro del 200% oltre gli interessi. La moneta è stata così trasformata da titolo di credito in titolo di valore convenzionale (analogo al francobollo di antiquariato), con rarità programmata e non più condizionata dalla rarità dell'oro. Con l'oro-carta e la programmazione della rarità, l'ammontare del debito nasce per un ammontare pari al doppio della moneta emessa ossia nel rapporto di 200 a 100. I popoli che creano senza costo il valore della moneta per il solo fatto che l'accettano come misura del valore e valore della misura, invece di vedere duplicata, con la propria moneta, la propria ricchezza, sono precipitati nell'angoscia dell'insolvenza ineluttabile.

Con l'avvento delle banche centrali, la sovranità politica è stata privata surrettiziamente della sovranità monetaria trasformata, dalle banche centrali, nella pianificazione dei debiti non dovuti. L'usurocrazia è nata così, come privilegio di creare a proprio favore la rendita parassitaria di signoraggio con la raffinata tecnica della truffa che ha trasformato i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro.
Con l'avvento trionfalistico dello stato di diritto e della banca centrale si sono vissuti solo tempi in cui comandano i banchieri. La definizione data da Ezra Pound per cui i governi sono " camerieri dei banchieri " ci fa capire perché, con lo stato di diritto, è giunta l'epidemia del suicidio per debiti non dovuti in cui " i vivi invidiano i morti " in conformità della profezia della Madonna a Fatima.
Ecco perché si impone la necessità storica di attivare il quarto potere costituzionale dello tato, per cui la sovranità monetaria spetta allo stato, ed al popolo la proprietà della moneta come reddito di cittadinanza. Se non si sostituirà alla moneta nominale, debito del portatore e proprietà della banca, la moneta reale, proprietà del portatore e debito della banca, le nuove generazioni, con l'arbitraria pianificazione dei debiti non dovuti e della rarità monetaria, non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione.  Avv.prof. Giacinto Auriti Fonte  www.abruzzopress.it  del 17-04-04
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NO al cierre de Yazda Sr. Delavar Ajgeiy - Jefe del Gobierno regional del Kurdistán Misión de la UE Sr. Karwan Jamal Tahir - Alto Representante del Gobierno Regional del Kurdistán ante el Reino Unido Como saben, la policía armada de seguridad kurda (Asayish) cerró y selló las oficinas de la organización Yazidi, Yazda, en la capital provincial de Dohuk el paado lunes 2 de enero. Como resultado de este cierre, Yazda tuvo que interrumpir todos los programas de ayuda (ayuda para los yaziditas traumatizados y ayuda humanitaria para los desplazados Yazidis). Increíblemente el director responsable de las fuerzas de seguridad kurdas en Duhok más tarde dijo que no tenía conocimiento de la operación. Posteriormente el Dr. Akram Jamos, director de ONGs en el Kurdistán afirmó que la licencia para operar de Yazda había caducado. Sin embargo, Yazda pdop probar que el pasado 28 de noviembre renovó su licencia con firma del mismo Dr. Jamos de su puño y letra. A pesar de todo, las oficinas de Yazda siguen cerradas y sus operaciones interrumpidas. Nos dirigimos a Ud. Para pedirle que el gobierno del Kurdistán permita la reanudación INMEDIATA de los proyectos de Yzda en la zona. Los refugiados yazidíes han quedado abandonados a su suerte en pleno invierno. Es inminente una nueva catástrofe humanitaria que puede y debe ser evitada. Las mujeres atendidas por Yazda tras ser esclavizadas sexualmente por el Estado Islámico, han sido también abandonadas. Por eso es necesaria una actuación URGENTE. En nombre de las personas interesadas, queremos agradecerle por adelantado su compromiso decisivo, que permitirá la rápida reanudación del importante trabajo humanitario de Yazda.
--- Calls For An Immediate Halt To Closure Plans For The Yazidi-NGO Yazda in Kurdistan/Northern Iraq For the Kind Attention of: Mr Delavar Ajgeiy - Head of The Kurdistan Regional Government EU Mission Mr Karwan Jamal Tahir - Kurdistan Regional Government High Representative to the United Kingdom As you know, armed Kurdish security police (Asayish) closed and sealed the offices of the Yazidi organization, Yazda, in the provincial capital of Dohuk on Monday, 2 January. As a result of this closure, Yazda had to discontinue all aid programs (aid for traumatized Yazidi people, and humanitarian aid for displaced Yazidis). Astonishingly, the responsible director of the Kurdish security forces in Duhok later said that he had no knowledge of the operation. And, after the forced closure of Yazda, Dr. Akram Jamo, the Director of the NGOs Directorate in the KRG - the office which provides a framework for the vetting and operation of NGOs in the KRG, said that Yazda's license to operate as an NGO in the KRG had expired. But, in fact, the organisation was able to prove that their license was actually renewed by Dr. Jamos on 28 November 2016. As proof Yazda published the renewed license agreement with Jamos' signature. Despite these inconsistencies, however, the closure of the Yazda offices went ahead, and has, since, been maintained. Therefore, we turn to you with the urgent request that the Regional Government of Kurdistan-Iraq allow Yazda to resume their work and aid projects in the autonomous region of Kurdistan, with immediate effect. Both the traumatized women concerned (that is, former ISIS sex-slaves), as well as the displaced, who now suffer from Winter conditions, are in urgent need of the help provided by Yazda. The suffering of these people, who are enduring their third Winter in makeshift shelters - only partly-sheltered from cold, rain and snow - is severe enough, even with the aid provided by Yazda. However, if Yazda's aid is interrupted for an extended period of time, a further humanitarian catastrophe, which can and should be averted, is imminent. On behalf of the people concerned, we would like to thank you, in advance, for your decisive commitment, which will allow the rapid resumption of Yazda's important humanitarian work.
Atentamente,

Satana Allah Lilith JabullOn ] di che morte vuoi morire? [ Shalom Salam Gerusalemme STOP GENDER

 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
QUESTI PERSONAGGI in cerca di autore Rothschild 666 FMI NWO regime Bildenbrg, non sono esseri umani, sono maschere del terrore.. ed il LORO LAVORO NON È QUELLO DI PROTEGGERE I LORO POPOLI, PERCHÉ non potrebbero farlo neanche se volessero! 14 GEN - L'ex segretario generale dell'Onu Bank Ki-moon deciderà a breve se correre alle presidenziali in Corea del Sud come candidato del fronte conservatore anche in un possibile voto anticipato vista la procedura di impeachment in corso su Park Geun-hye, sospesa dalle sue funzioni a causa dello scandalo per corruzione partito dalla confidente Choi Soon-sil.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/01/14/ban-presto-decidero-su-presidenziali_a132a7ba-1d49-4abf-942e-20c1b67da2ec.html

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 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
Cierran sin motivo a la única ONG que trabaja con la minoría yazidí en el kurdistán iraquí En pleno invierno o regresan a la activcidad o podría producirse una verdaderea catástrofe humanitaria Escribe ahora a las autoridades del kurdistán en Londres y Bruselas y pídeles la inmediata reanudación del trabajo de Yazda REANUDEN INMEDIATAMENTE LA ACTIVIDAD DE YAZDA Tremendo, lorenzo No sé si viste este testimonio de una niña de 15 años que logró escapar del Estado Islámico. Fue violada y vendida como esclava sexual… Estas son las mujeres que atiende una ONG llamada Yazda en el Kurdistán. Ahora, sin motivo alguno, les han prohibido seguir trabajando sobre el terreno. ¿Qué pasará con estas chicas y con los cientos de refugiados en pleno invierno? http://www.citizengo.org/es/pr/40118-inmediata-reanudacion-actividades-humanitarias-kurdistan El testimonio de Samia Sleman es horripilante. Lo ofreció en el encuentro de cristianos perseguidos que organizamos en la sede de la Naciones Unidas de Nueva York en abril del 2016. Ella habla en su lengua y está traducida al inglés. Te lo traduzco al español: “Estuve en cautividad del Estado Islámico 6 meses y 12 días. Durante ese tiempo me violaron a mi y a las niñas que estaban conmigo. Nos dividían por grupos (…) Durante este tiempo he visto cosas horribles… me hicieron cosas horribles… a mi y a las niñas que estaban conmigo. Había niñas de 7 años. A sus madres las habían matado porque decían que era muy mayor. A los hombres también los mataban. Sólo querían niñas como esclavas sexuales. Las vendían o nos usaban como regalos por unos cientos de dólares” La verdad es que cada vez que veo el video, no puedo evitar emocionarme… ¡¡15 años!! Samia es una de las niñas atendidas por Yazda. Te puedes imaginar el trauma que llevan encima… Pues bien, estas niñas dejarán de recibir asistencia porque el gobierno kurdo ha decidido suspender las actividades de la ONG. ¿Por qué? No hay razones. No hay razón. Parece que simple capricho político. Un capricho que puede provocar una verdadera catástrofe humanitaria. Yazda atiende a cientos de refugiados. Su situación es penosa. En pleno invierno, más. Y sin la ayuda de Yazda, probablemente es mortal. Pide a las autoridades kurdas que readmitan a Yazda en el Kurdistán: http://www.citizengo.org/es/pr/40118-inmediata-reanudacion-actividades-humanitarias-kurdistan Te cuento: el pasado 2 de enero tropas militares kurdas entraron en las oficinas de Yazda, echaron a los empleados, sellaron la sede e impidieron a la ONG seguir trabajando. El jefe de la seguridad kurda dijo desconocer el tema, pero el responsable de ONGs afirmó que había caducado su licencia. ¿Cómo es posible que hubiera caducado si el mismo director de ONGs la renovó el pasado 28 de noviembre? ¿Es que las licencias para ONG en Kurdistán apenas duran un mes? http://www.citizengo.org/es/pr/40118-inmediata-reanudacion-actividades-humanitarias-kurdistan Es un atropello en toda regla. Lo peor es que un atropello que puede llevarse por delante muchas vidas humanas. Por eso es importante actuar rápido y pedir una respuesta urgente. Cualquier noticia, te iré contando. Un abrazo, Luis Losada Pescador y todo el equipo de CitizenGO PD. No permitas que la discrecionalidad se lleve por delante vidas humanas. Reclama de las autoridades kurdas que permitan de manera urgente e inmediata que Yazda regrese a su trabajo humanitario. PD2. Te cuento novedades de Petr Jaseck. Finalmente pudo defenderse ante el tribunal el pasado lunes 9 de enero. Ahora los abogados defensores y la acusación deberan de presentar sus escritos ante el tribunal antes del 16 de enero y el tribunal debería de resolver antes del 23. Puedes leer todos los detalles en la campaña: http://www.citizengo.org/es/pr/38473-corredor-muerte-por-ser-cristiano Además, te recuerdo que el pasado lunes 2 fue liberado uno de los pastores que acompañaban a Petr. La prensa checa dice que ha sido gracias a la presión de las ONGs. O sea, gracias a ti. Gracias en su nombre.  Por último, te recuerdo algo que creo que ya te había contado: el servicio exterior de la Unión Europea está monitorizando el juicio y el embajador de la UE ya se entrevistó con el presidente sudanés. Esperemos que estas reuniones den su fruto más pronto que tarde. CitizenGO es una plataforma de participación ciudadana que trabaja para defender la vida, la familia y las libertades fundamentales en todo el mundo. Para conocer más sobre CitizenGO, haz click aquí, o síguenos en Facebook o Twitter. Este mensaje fue enviado a lorenzo_scarola@fastwebnet.it¿Quieres darte de baja? Haz clic aquí. Para contactar con CitizenGO, no respondas a este e-mail. Escríbenos un mensaje en http://www.citizengo.org/es/contacto
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 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
questo Rothschild è proprio un ragazzo maligno: un male malefico: l'ANTICRISTO! ] [ Hi LEVIATHAN Metaphisics Unius REI, A copyright owner using Content ID claimed some material in your video. This is just a heads up. Don’t worry. Video title: The Evil Rothschilds, Copyrighted song: The End. Claimed by: UMG. What's next? If there are no problems, you don’t need to take any action. You don't need to delete your video.
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 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
Rothschild smettila di usare l'indirizzo di posta elettronica del mio Provveditore agli Studi di Bari per scrivermi, perché il fatto che tu sei la CIA? questo non ti autorizza a violare le mail della gente!
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Rothschild smettila di rompermi il cazzo con questi centinaia di migliaia di dollari: bricciole! io ho diritto a tutto il FMI 666 BM SPA NWO. io voglio tutto, perché tutto è mio!
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non credo che gli shariah nazisti: senza reciprocità, senza libertà di religione, senza diritti umani, pedofili e poligami, omofobi, maniaci religiosi, ecc.. e genocidio Allah akbar a tutti, che, loro devono continuare a vivere come se niente fosse! .. e non credo che nella loro sistematica attività di assassini di martiri cristiani loro devono continuare a vivere come se niente fosse! ] Abu Mazen, Stati seguano il Vaticano: 'Riconoscano la Palestina'. Presidente incontra Bergoglio. il Vaticano è una femmina e porta la sottana.. ma, gli Stati no! Se non si può riconoscere il nazismo shariah della LEGA ARABA, come un non popolo e un non Stato può chiedere un qualche riconoscimento! I PALESTINESI SONO STATI CREATI DAI SAUDITI, EGIZIANI E GIORDANI, CHE SPOSTARONO, intenzionalmente, MIGLIAIA DI PERSONE, SOLTANTO PER IMPEDIRE AGLI EBREI DI AVERE una loro PATRIA! Che una malvagità di questo tipo grida vendetta davanti al Trono di DIO JHWH Holy..
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2017/01/14/abu-mazen-stati-seguano-il-vaticano_f9b050c4-01bb-423c-b3c5-73448d3b0355.html
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google+ ] NON HO CAPITO COSA VUOI DA ME! QUINDI DA UN MIO CANALE, IO NON DEVO PIÙ SCRIVERE AD UN ALTRO MIO CANALE? E SE C'È QUALCHE PERSONA (per caso che) ha CON LA PUZZA AL NASO, (NON SO ) .. MI PUÒ SEMPRE BLOCCARE lui.. ED ALLORA COSA VUOI? IO HO GOOGLE+ E NON LO DEVO USARE? [ Avviso: I tuoi contenuti hanno di recente violato le nostre norme. Non è consentita l'inclusione di spam, ad esempio tramite l'invio di contenuti promozionali o commerciali non richiesti o di proposte commerciali di massa indesiderate. Se continui, potresti perdere la possibilità di utilizzare alcune o tutte le funzionalità di Google+ e degli altri servizi Google. Ulteriori informazioni. https://plus.google.com/u/0/+LorenzoJHWHUniusREI/posts
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non può Obama sottrarsi a questa proposta e richiesta senza infangare la sua dignità pubblicamente! Perché in questo caso eticamente Assange dimostra la sua superiorità etica, contro: Obama, Assange a Obama, in Usa se grazia Manning, lo scrive WiliLeaks sul suo account Twitter. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/01/13/assange-a-obama-in-usa-se-grazi-manning_54e0f857-819f-411d-89da-6a529af288fe.html
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 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
dove r corrisponde al tasso di riserva. Ipotizzando un tasso di riserva al 2% il moltiplicatore creditizio disponibile sarà 49 ossia le banche potranno prestare fino a 49 volte il deposito iniziale. In Europa non è prevista riserva frazionaria per le seguenti operazioni:  depositi con durata prestabilita oltre i due anni;  depositi rimborsabili con preavviso superiore a due anni;  pronti contro termine;  titoli di debito emessi con durata prestabilita superiore a due anni. Per tutto il resto è prevista una riserva frazionaria del 2% che è scesa all’1% dal 18/01/2012 (4). Con riserva frazionaria all’1% il moltiplicatore ci rende 99, ossia le banche potranno prestare fino a 99 volte il deposito iniziale. È fin troppo palese il disequilibrio finanziario a cui è sottoposto il sistema bancario dove da una parte ha un’altissima percentuale di depositi a vista e dall’altra vede le somme prestate vincolate ad una duration anche ventennale, come per esempio i mutui. “Ciò postula un’insanabile divergenza, nell’aspetto della durata, tra i finanziamenti attinti e gli investimenti in corso bancari”(5). L’insanabile divergenza obbliga e indirizza il sistema bancario verso la ricerca spasmodica di nuova clientela (sostituibilità) a cui affidare nuovi prestiti con cui finanziare nuova emissione per remunerare la propria attività, come del resto fatto dalla Bear Sterns e dalla Lehman & Brothers, come fanno tutte le banche, compresa la nostra MPS, immersa nello stesso sistema da loro creato. Come del resto è sempre alla ricerca spasmodica di nuova clientela da indebitare per permettere al ciclo monetario di provvedere alla copertura delle precedenti emissioni/erogazioni; infatti non bisogna mai dimenticare che tutta l’emissione monetaria è a debito. Ma a tutto c’è un limite e questo limite è dato proprio dal moltiplicatore creditizio, che dall’iniziale 2% e dopo la crisi, è stato portato all’1% proprio per scongiurare, per ora, l’entrata in crash di tutto il sistema bancario. Tale manovra è solo un palliativo perché serve solo a rimandare l’inesorabile ed insanabile divergenza. Una volta raggiunto il limite le banche hanno pochi strumenti a disposizione per allargare la base monetaria:  reintegrare le riserve (ricapitalizzazione vedi MPS);  revoca dei prestiti (credit crunch);  diminuzione dei prestiti (credit crunch). Riguardo i punti 2) e 3) è fin troppo evidente l’attuazione da parte del sistema bancario, essendo sotto gli occhi di tutti, la diminuzione del credito erogato alle aziende. Il punto 1) ci fa ricordare che alla fine il garante di ultima istanza è sempre lo Stato e non certo una Banca Centrale. È giusto e doveroso aggiungere che l’insanabile divergenza è acuita dall’inesistenza della moneta degli interessi che, nel medio lungo periodo, porta all’inesorabile manifestazione di quello che viene definito rischio creditizio con i succedanei “naturali” default. Infatti, al momento dell'erogazione di un nuovo prestito l’istituto erogante provvede alla messa disposizione dell’importo richiesto ma non della moneta occorrente per ripagare gli interessi. Inoltre c’è da aggiungere che ogni volta che la Banca Centrale interviene sulla percentuale di riserva o sul tasso ufficiale di sconto mina ulteriormente l’Insanabile divergenza gettando le basi per la nuova crisi. Ecco spiegata l’apoptosi (meccanismo di morte programmata della cellula umana) della cellula bancaria, apparentemente apoptosi naturale ma che, visti i presupposti, ha tutti i crismi di essere una distruzione comandata, come tutte quelle cellule dormienti che si attivano improvvisamente detonando nel tessuto sociale causando danni incalcolabili. Purtroppo la stragrande maggioranza della popolazione, inclusi i bancari, continua a suonare sul Titanic convinta che non affonderà mai ma abbiamo visto che non è affatto così ed il Prof. Auriti lo aveva intuito già quarant’anni fa. La stella polare dei suoi insegnamenti ci indica che l’unica soluzione è la proprietà di popolo della moneta. Il Prof. di Guardiagrele aveva altresì intuito che occorre separare la funzione creatrice della moneta dalla funzione della circolazione, la cui circolazione, doveva avvenire con riserva al 100% ma, per evitare la rarità monetaria, doveva prevedere l’immissione dell’esatta quantità di moneta occorrente per acquistare beni e servizi prodotti.“La quantità della moneta da emettere dovrà essere determinata in base a due criteri fondamentali: 1) la quantità dei cittadini; 2) il potenziale incremento produttivo della Nazione”.(6) Il Prof. Auriti ha spesso nominato la fine degli accordi di Bretton Woods per far comprendere l’inutilità della riserva, adducendo proprio il fatto che dopo il 15/08/1971 la circolazione monetaria traeva spunto, più di prima, dalla fiducia nei confronti dell’emittente. Alla garanzia oro è stata sostituita la fiducia verso l’emittente. Del resto l’esperimento del SIMEC ha dimostrato l’inutilità della riserva. Per la Scuola di Studi Giuridici e Monetari - Giacinto auriti Dott. Massimiliano Scorrano note  http://www.ilpost.it/2012/09/15/lehman/  Gli equilibri di gestione della banca in mercati finanziari integrati – Libreria dell’Università Editrice – Prof. Luigi Panzone – Pag. 49  Gli equilibri di gestione della banca in mercati finanziari integrati – Libreria dell’Università Editrice – Prof. Luigi Panzone – Pag. 49  http://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/l_25020031002it00100016.pdf  Gli equilibri di gestione della banca in mercati finanziari integrati – Libreria dell’Università Editrice – Prof. Luigi Panzone – Pag. 61  La proprietà di popolo – Solfanelli – Prof. Giacinto Auriti – Pag. 36 =========================
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http://www.giacintoauriti.eu/notizie/151-ecco-perche-non-abbiamo-mai-avuto-sovranita-monetaria.html
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 Im Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN  Almighty, Amen, Holy, Holy, Holy, Alleluia Alleluia Alleluia Alleluia.
Ecco perchè non abbiamo mai avuto Sovranità Monetaria Scritto da Redazione. Un fiorino SOVRANITA’ MONETARIA COS’ E’ E PERCHE’ NON L’ ABBIAMO MAI AVUTA. Considerata la grande confusione che vige sull’ argomento, ci corre l’ obbligo di chiarire il perché non abbiamo mai goduto di piena sovranita’ monetaria. Né quando la moneta era d’ oro, né nella situazione italiana pre 81. Per introdurre l ’ argomento giova muovere dalle premesse di filosofia del valore, come usava fare il Professore abruzzese. Giacinto Auriti nelle sue preziose lezioni non mancava mai di evidenziare come, nella filosofia del valore, vi siano due grandi orientamenti. La prima impone una scelta di tipo dualistico o aristotelico tomista, la seconda è una scelta di tipo hegeliano o monista. Il primo orientamento porta a distinguere l’ oggetto dal soggetto, in modo da sottolineare il dominio dell’ uomo sullo strumento. Sicché in presenza di un tavolo affermeremmo : “questo sono io, quello è il tavolo”. Nella seconda ipotesi invece l’ affermazione suonerebbe come : “io penso che questo sia un tavolo”. In una simile espressione si fa un atto di fede, in quanto è una mia decisione che determina l’ esistenza del tavolo. L’ oggetto cioè è reso immanente nel soggetto. Orbene confondendo hegelianamente soggetto ed oggetto, si realizza il mito ovvero la personificazione dello strumento. E’ chiaro che gli strumenti esistono per soddisfare un’ esigenza umana e, senza l’ uomo, essi non esisterebbero affatto. La visione hegeliana confonde ribaltandola tale ordine dando origine al mito. E’ cosi’ che si viene ad attribuire ad un oggetto caratteristiche umane. Si pensi ad esempio all’ uso improprio del termine “moneta sovrana”. E’ chiaro che sovrano puo’ essere solo una persona, non certo uno strumento, eppure tale espressione è divenuta termine corrente. Questa è una sottile strategia di dominio volta a ingannare il pensiero umano, a ridurre l’ io al non -io per arrivare a confondere il tuo col mio. E’ cosi’ che nasce la societa’ senza contenuto umano il fantasma giuridico, nel quale non è dato sapere CHI godra’ i frutti di una certa attivita’. Non a caso nascono le società per azioni, le societa’ anonime, lo Stato costituzionale ecc… Cio’ che ne deriva è la spersonalizzazione della società, visione del tutto contrapposta rispetto alla nostra tradizione giuridica derivante dal diritto romano. “societas sunt homines qui ibi sunt” ovvero la società siamo noi, questa era l’ espressione dei glossatori romani. Lo svuotamento di umanità ha reso labile, perché indeterminabile, il destinatario dell' interesse sociale. La conseguenza è che i componenti delle varie società non sono piu’ i cittadini ma chi detiene il potere politico. Tale strategia è estremamente perniciosa per il fatto che fa assurgere al primo posto lo strumento e al secondo l’ uomo, con la conseguenza di un ribaltamento dei valori, e dell’ esclusione dei cittadini dalla società. Tagliati fuori dai benefici sociali i cittadini diventano meri strumenti nelle mani delle elites. Chi oggi non vede come sull’ altare del “sacrificio economico” tutto sia secondario? il nostro futuro, i nostri risparmi, la nostra serenità. L’ etica è pertanto ridotta a derivato dell’ economia e il solo sacrificio ammesso è quello economico. In questo modo non si realizza il servire ma il “servirsi”. Argomentando che quando la moneta era d’ oro avevamo sovranità è errato. Come ben sappiamo infatti la rarita’ dell’ oro non era controllabile, e questo pone l’ essere umano a dipendere da un oggetto. Situazione che ovviamente non è condivisibile. E’ sempre l’ uomo a determinare l’ utilizzo dello strumento, è una questione ontologica. Non ha senso alcuno porre l’ uomo in balia di uno strumento. Questa è la grave deformazione di valori avvenuta con l’ idealismo tedesco. Lo stesso si puo’ dire della situazione ante ’81. E’ infatti incontrovertibile il fatto che il tesoro corrispondesse interessi a Bankitalia, ponendo lo stato italiano (fantasma giuridico) in sudditanza rispetto al sistema bancario. Qui ne conveniamo vi era maggiore possibilità di dirigere le scelte politiche monetarie, ma pur sempre in un certo limite. La sovranita’ era in capo allo Stato costituzionale, ente privo di contenuto umano. Secondo la tradizione del nostro diritto romano la scelta corretta, sarebbe stata di individuare una persona umana investita della capacita’ di in PIENO DOMINIO dello strumento moneta. Essere sovrani significa non fare dipendere da altri le proprie decisioni, non comprimere i propri diritti, in nome di una “stabilita” imposta da qualche fantasma. Ricordiamo in piena lira l’ esperienza dello SME e, a livello piu’ alto del FMI anonima struttura che aveva la capacita’ di assorbire il maggior valore (e dunque oro e valuta) , che un paese aderente fosse venuto a maturare grazie al commercio internazionale. In conclusione la sovranita’ monetaria per essere piena e vera deve avere come titolare l’ uomo, ecco la ragione per la quale il Professore Auriti non si stancava mai di dire: “Moneta al popolo”. 03.01.2017 Per Scuola di Studi Giuridici Monetari “Giacinto Auriti” Dott.ssa Sara Lapico
======================= La moneta non è una merce. Il caso delle lire fuori corso moneta pinocchio LA MONETA NON E’ UNA MERCE. ESSA APPARTIENE AL MONDO DELLE IDEE. Volete essere proprietari o debitori della vostra moneta? Preferite pensare o essere pensati? Che cosa si intende per merce? Marx direbbe che è un oggetto esterno che soddisfa i bisogni umanii. Secondo altre fonti la merce sarebbe un bene economico naturale o, tecnicamente, prodotto suscettibile di essere scambiato con altri beni o contro denaroii. Già da queste definizioni si percepisce immediatamente che merce e denaro sono oggetti che rivestono funzioni distinte. Il valore monetario non è una merce, non è materia. La moneta non prevede affatto il “do ut des”, ossia lo scambio di bene contro bene. Se così fosse si sarebbe rimasti ancorati al baratto, senza il bisogno di inventarsi uno strumento che avesse un diverso fine. È notorio che proprio per superare la scomodità del baratto la società ha previsto e convenuto uno strumento che avesse un incentivo specifico, ossia consentisse lo scambio di beni attraverso il denaro. Pertanto la particolare utilità della moneta risiede nell’accordo sociale tra consociatiiii. La moneta è strumento di raccordo, un “medium” che consente lo scambio di merci. Il cittadino accetta moneta in previsione del fatto che altre persone a loro volta saranno disposte ad accettare moneta contro beni. Il valore della moneta è un prodotto del pensiero dell'uomo, senza il quale l'oggetto non avrebbe alcuna utilità. Questa nasce nel momento in cui ci si rapporta ad un futuro più o meno prossimo nel quale si ha fiducia nel fatto che la stessa moneta potrà essere spesa. È questo processo mentale che conferisce valore autentico alla moneta. Pertanto il valore della moneta sta nell’attività mentale dei cittadini, a cui di conseguenza, spetta la proprietà.
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In pratica, la Corte ha accolto le doglianze dei ricorrenti mettendo in evidenza come il valore derivi dalla legge che è convenzione, la quale non sarebbe nemmeno pensabile in un mondo di morti e non-enti. Non è il simbolo (carta o bit sul computer) che conferisce il valore, ma
 la fiducia umana in un altro essere umano. Se quindi il valore per nascere necessita dell’uomo è all’uomo che ne va riconosciuta la proprietà. E’ qui che sta la rivoluzione auritiana. Non esiste nessuna coperta corta, non è una questione di plusvalore sottratto ai lavoratori
 e non si tratta neppure di ottenere il massimo impiego, che è “mission”
 del Federal Reserve System per poter ottenere un innalzamento dell’inflazione. La faglia è infinitamente più profonda e vede contrapposto il popolo tutto che lavora, contro i detentori del bene giuridico moneta. Senza rarità monetaria, concetto caro alla teoria classica, neoclassica e moderna, non si potrebbe drenare ricchezza dal ceto popolare e lavoratore. La moneta oggi si comporta come un bene esclusivamente economico: più è resa rara, maggiore valore assume. Ed è per questo che il sistema è orientato all’export, per incamerare quanta più valuta possibile. Ed è per lo stesso motivo che nascono le concentrazioni delle multinazionali,
 non a caso sotto forma giuridica di fantasma. Il legislatore deve intervenire colmando il vuoto giuridico sui valori convenzionali, facendo finalmente chiarezza. Con questa sentenza si è fatto un primo passo che ha però bisogno di essere perfezionato attraverso il diritto, che è della stessa sostanza della moneta: forma e realtà spirituale, intelletto. E la sub-stantia non può che essere lo spirito umano. “Il valore non è mai una qualità della materia ma una dimensione dello spirito” G. Auriti Il 18.11.2016 Per Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti” Dott.ssa Sara Lapico note i http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaM/marx12.htm. ii https://it.wikipedia.org/wiki/Merce. iii L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Giacinto Auriti, Solfanelli. iv http://www.giacintoauriti.eu/notizie/117-la-consulta-sentenzia-la-truffa-della-conversione-lire-euro.html.
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Liquidità ed emigrazione, come l'acqua per i pesci Scritto da Redazione. pesci siccita COME L’ACQUA PER I PESCI Il vertice bancario mondiale tratta da sempre l’umanità come fosse bestiame Ne volete una prova? Le élites mondiali sanno perfettamente che il denaro è come l’acqua per i
 pesci. In tempi di siccità che fanno i pesci? Abbandonano le zone aride
 e vanno alla ricerca delle zone d’acquai. Su questa regola i banchieri dell’Ottocento hanno spostato milioni di uomini dall’Europa all’America del Nord, creando rarità monetaria nel nostro continente e abbondanza di
 denaro oltreoceano. È ovvio che in un primo momento occorre offrire ospitalità alle persone in difficoltà, ma poi bisogna interrogarsi su come agire per ridare dignità alle genti di ogni parte del mondo. Come fare dunque? Noi lo abbiamo detto: rendere ogni popolo proprietario
 della sua moneta. Chi crea i valori sono i cittadini. Chi se ne appropria sono i vertici bancari. Come si è resa possibile un’ingiustizia tanto evidente da passare inosservata? Attraverso l’arma culturale. Deformando i giudizi di valore si è ammalata la società, la quale non è più in grado di capire chi è il debitore e chi il creditore. Con la fine degli accordi di Bretton Woods il 15 Agosto 1971 è venuta meno la riserva d’oro e allora abbiamo capito: se fosse stato vero che il dollaro aveva valore in quanto coperto dall’oro, il suo valore avrebbe dovuto azzerarsi, ma così non è statoii. Questo perché la moneta non è merce ma è convenzioneiii. Essa nasce perché il popolo la accetta. Metti Draghi a stampare su un’isola deserta e vedi se nasce il valore della banconota: non nasce perché non c’è chi l’accetta, non c'è la collettività. Vogliamo qui ricordare queste famose frasi: “dove vedo un uomo vedo valore” Ferdinando Galiani, abate e studioso di economia del Settecento, autore del testo “Della Moneta”, “Esiste qualcosa che è dovuto all’uomo in quanto uomo” Enciclica Centesimus Annus, “Non esisterebbe ricchezza in un mondo di morti” Giacinto Auriti. È una stortura mentale credere che la moneta o le tasse o qualsiasi altro bene materiale venga prima dell’uomo. L’uomo ha delle necessità, dei desideri che poi realizza tramutando la propria idea in oggetti, beni, servizi utili. È anzitutto l’attività mentale umana di previsione che permette di realizzare le cose di cui ci serviamo. E’ di tutta evidenza che bisogna partire dall’uomo. Ove non si accettasse questo elementare quanto evidente principio si relegherebbe l’uomo al pari o al di sotto di un oggetto ed è proprio così, che veniamo trattati dai vertici i quali spostano masse enormi di uomini come fossero bestiame. Com’è possibile tutto questo? Semplice: si sono spogliati i cittadini, veri proprietari, dei valori e del valore e di conseguenza del mezzo per
 misurarlo, in favore di poche famiglie che, attraverso il monopolio della moneta, da loro concepita come merce tra le merci, si arrogano il diritto di creare scarsità o abbondanza di moneta a loro piacimento. In tal modo hanno usurpato il diritto di decidere come veri e propri sovrani le sorti di un paese e determinare se un popolo debba essere benestante, oppure povero. Non ci stanchiamo di chiedere agli esponenti politici di prendere posizione su questo tema. Non possiamo più tollerare ulteriori prepotenze. La moneta insieme al valore che racchiude deve nascere di proprietà dei cittadiniiv. Finché non verrà reso questo servizio all’umanità dichiarando finalmente
 ogni popolo proprietario della sua moneta, le genti di ogni parte del mondo continueranno ad essere spogliate di quanto spetta loro di diritto, alimentando disperazione, miseria, morte. Ci auguriamo che continuando a diffondere queste idee, rinnovando l’istanza di “proprietà popolare della moneta” i popoli possano ritrovare la speranza. Il 12.11.2016 Per Scuola di Studi Giuridici Monetari Dott.ssa Sara Lapico note i https://www.youtube.com/watch?v=MffbICb2-MI. ii L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Giacinto Auriti, Solfanelli. iii Il valore del diritto, Giacinto Auriti, Solfanelli. iv Proprietà di popolo, Giacinto Auriti, Ed Solfanelli.
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La moneta dunque, come direbbe a squarciagola Platone, appartiene al mondo delle idee. Come tale deve essere riconosciuta agli uomini vivi, perché è da essi che nasce e senza essi non esisterebbe. In nessun modo il valore della moneta può individuarsi nel supporto cartaceo che, merceologicamente, è carta e inchiostro. Tanto meno nella moneta elettronica. In effetti il simbolo (banconota) riveste la sola funzione di rendere percepibile ai sensi il bene in questione, attribuendone la titolarità al portatore, che giuridicamente è concetto differente da proprietario. Semplificando: Il possesso è situazione precaria legata al fatto che la moneta possa esplicare la propria funzionalità di produrre ricchezza. La proprietà diritto romano insegna, è il dominio totale sull’oggetto, compreso usus, abusus, fructus. Ancora una volta è l’approccio psicologico che segna il passo, è il tempo che fa la differenza: precarietà vs sicurezza. A conferma di ciò portiamo ad esempio l’episodio avvenuto a Luco de Marsi (L'Aquila), dove i familiari di un defunto hanno ritrovato otto milioni delle vecchie lire in una busta e che purtroppo, oggi, non hanno più alcun valore. E’ di tutta evidenza che il simbolo monetario è rimasto inalterato. La composizione merceologica risulta intatta. lire nascoste Cosa dunque è cambiato? È venuta meno l’accettazione, la fiducia da parte dei cittadini negli altri uomini. Mancando la convenzione sociale viene meno il valore che, lo ripetiamo, è un modo di essere dello spirito umano, dovuto alla previsione. Essa è cioè tempo, non spazio, e la vita senza tempo non esisterebbe. La moneta, quando è imposta da fantasmi giuridici senza contenuto umano, non consente di stabilire con chiarezza chi è il proprietario, e uno strumento senza chi lo adopera non è pensabile. Quando la sostanza viene attribuita a questi enti si ha come risultato il privare l’uomo della sua attività previsionale, della sua coscienza, e con essa del frutto della propria attività mentale. È così che si è realizzato l’oltreuomo nicciano, con il carattere distintivo del pensiero e in più la peculiarità dell’immortalità. Se all’uomo si toglie la facoltà di pensare non resta altra alternativa che l’essere pensato. Le scuole che affermano che a dare valore alla moneta sarebbero le tasse accettano dunque di essere pensati, annichilendo ogni facoltà dell’intelletto umano. Ecco che siamo strumenti, oggetti. Come si è giunti a ciò? Confondendo appositamente e sapientemente il valore monetario che è convenzione, e non, valore creditizio. Il denaro misura il valore, non è esso stesso il valore misurato, un valore in sé, cioè non vale come fede di deposito. Anche un bambino capirebbe che un pezzo di carta non può valere un capo di abbigliamento, o un carrello della spesa. Il denaro però è anche valore della misura. Della misura, non del valore misurato, ed è in questo che consiste il valore monetario: nell'induzione di valore ad opera di chi accetta quella moneta come strumento per scambiarsi beni economici. I valori esplodono così in un’attività mentale collettiva. Oggi la moneta non nasce se non ci si indebita, ed è così che l’uomo viene spogliato di quanto gli spetta. Infatti il valore creditizio esaurisce la sua funzione una volta che il pagamento è stato effettuato, mentre il denaro continua a circolare. Pertanto attraverso una stretta creditizia il creditore, in realtà solo apparente, si attribuisce una ricchezza sostanzialmente creata da altri. La titolarità di un bene va riconosciuta all’uomo in quanto dona benessere spirituale, sicurezza, previsione del futuro. Le linee di pensiero che negano questa evidenza hanno solo un obiettivo: spogliare il cittadino del valore da lui prodotto e quindi delle sue proprietà. Una conferma di ciò la troviamo nella Sentenza della Corte Costituzionale n. 216/2015, che accoglie il ricorso di cittadini avverso il decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, emanato dal governo Montiiv. Il provvedimento de quo anticipava di tre mesi la “cessazione di convertibilità” delle lire in euro, che sarebbe dovuta avvenire il 28 febbraio 2012.A seguito del decreto legge i ricorrenti reclamavano grave nocumento derivante dall’impossibilità sopravvenuta, di convertire le lire nella nuova valuta denominata in euro, per un controvalore di € 27.543,67. Con un tratto di penna il governo ha cancellato il potere d’acquisto inglobato nelle banconote, lasciando i ricorrenti con un pugno di mosche. La Consulta ha dichiarato il provvedimento governativo lesivo, tra gli altri, anche dell’Art. 42 (che salvaguarda la proprietà da minacce esterne), oltreché dell’Art. 3 e 117 della Costituzione. In pratica, la Corte ha accolto le doglianze dei ricorrenti mettendo in evidenza come il valore derivi dalla legge che è convenzione, la quale non sarebbe nemmeno pensabile in un mondo di morti e non-enti. Non è il simbolo (carta o bit sul computer) che conferisce il valore, ma la fiducia umana in un altro essere umano. Se quindi il valore per nascere necessita dell’uomo è all’uomo che ne va riconosciuta la proprietà. E’ qui che sta la rivoluzione auritiana. Non esiste nessuna coperta corta, non è una questione di plusvalore sottratto ai lavoratori e non si tratta neppure di ottenere il massimo impiego, che è “mission” del Federal Reserve System per poter ottenere un innalzamento dell’inflazione. La faglia è infinitamente più profonda e vede contrapposto il popolo tutto che lavora, contro i detentori del bene giuridico moneta. Senza rarità monetaria, concetto caro alla teoria classica, neoclassica e moderna, non si potrebbe drenare ricchezza dal ceto popolare e lavoratore. La moneta oggi si comporta come un bene esclusivamente economico: più è resa rara, maggiore valore assume. Ed è per questo che il sistema è orientato all’export, per incamerare quanta più valuta possibile. Ed è per lo stesso motivo che nascono le concentrazioni delle multinazionali, non a caso sotto forma giuridica di fantasma. Il legislatore deve intervenire colmando il vuoto giuridico sui valori convenzionali, facendo finalmente chiarezza. Con questa sentenza si è fatto un primo passo che ha però bisogno di essere perfezionato attraverso il diritto, che è della stessa sostanza della moneta: forma e realtà spirituale, intelletto. E la sub-stantia non può che essere lo spirito umano. “Il valore non è mai una qualità della materia ma una dimensione dello spirito” G. Auriti Il 18.11.2016 Per Scuola di Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti” Dott.ssa Sara Lapico note i http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaM/marx12.htm. ii https://it.wikipedia.org/wiki/Merce. iii L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Giacinto Auriti, Solfanelli. iv http://www.giacintoauriti.eu/notizie/117-la-consulta-sentenzia-la-truffa-della-conversione-lire-euro.html.
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Rendere illegale la creazione della moneta è un pericolo sapendo infatti del carattere convenzionale e fiduciario alla base della stessa. Attualmente la popolazione mondiale è costretta ad utilizzare la moneta bancaria emessa a debito. A tal proposito cosi si è espresso in un convegno il Prof. Ezio Sciarra, sociologo. ".....in ogni caso, ad inizio, il bene materiale che sottende al concetto di moneta è interscambiabile. Quindi è fondamentalmente un prodotto immateriale mentale. Essendo un fatto mentale il concetto appartiene all'uomo. La moneta ha, quindi, caratteristiche convenzionali, basata sulla fiducia che si instaura tra le parti che decidono di regolarizzare la prestazione attraverso l'accettazione della stessa. Immaterialità dell'idea, convenzionalità e fiducia fanno sì che il concetto di proprietà della moneta appartenga al genere umano, a tutti.........e non al tipografo incaricato di stampare e mettere in circolazione.....La gente non crede in Dio perché dice: dubito la creazione dal nulla. Invece accetta la moneta creata dal nulla." La moneta però acquisisce valore all'atto dell'accettazione e della messa in circolazione e, per le caratteristiche esposte dal Prof. Sciarra, sappiamo perfettamente che non potrà mai esserci uno stock di moneta se non quella che risiede nell’intelletto umano, a cui appartiene l’invenzione. Seppur dovessero esserci stock di moneta pronta per essere immessa nel circuito, essa non avrà valore fino a quando il bisogno dell’uomo non li richiederà. Rendere illegale la creazione dal nulla significa rendere illegale la capacità intellettiva dell'uomo di concepire lo strumento monetario. In sostanza, ribaltando la prospettiva, è solo un caso che la creazione abbia incontrato il sistema bancario e non la moltitudine delle persone a cui appartiene il concetto. Riteniamo pertanto che non debba essere perseguita penalmente la creazione dal nulla bensì l’utilizzo improprio , l'appropriazione indebita o furto, perché, ribadiamo, è prerogativa del proprietario prestare ed i proprietari della moneta all'atto della creazione siamo tutti noi. Pertanto, finchè non faremo riconoscere per legge che la moneta sia dell'accettatore/portatore all'atto della creazione dal nulla, le banche continueranno ad agire indisturbate rubandoci ciò che è nostro in maniera legittimata Massimiliano Scorrano - 13/06/2016 Bibliografia  https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2014/rel_2014.pdf  https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/moneta-banche/2015-moneta/suppl_01_  http://www.repubblica.it/economia/2015/03/05/news/tesoro_nel_2014_in_lieve_calo_le_entrate_tributarie_cresce_l_iva_passata_dal_21_al_22_-108864851/  http://www.giacintoauriti.eu/
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Come le S.p.a. espropriano gli azionisti Scritto da Redazione. Espropriazione azioni Nel diritto, come nella medicina, esistono delle forme patologiche che rivelano una malattia mentale della collettività perchè sono il risultato di una profonda deformazione dei giudizi di valore. Ad esempio, l'uomo della strada pensa che il titolo azionario sia una quota di capitale sociale. Niente di più falso. Al momento del conferimento del capitale la proprietà passa dal socio alla Società, concepita come una specie di fantasma che la legge definisce persona giuridica e che è un'entità complementare diversa dai soci. Si tratta infatti di una personificazione senza contenuto umano. Quindi, in cambio del suo conferimento il socio acquista un titolo di credito nei confronti di questo fantasma e questo fantasma diventa debitore del socio per il capitale che gli è stato conferito. Tanto è vero che viene riportato al passivo del suo bilancio. Come è noto si parla normalmente di due valori dei titoli azionari, il valore nominale ( di emissione ) e il valore di borsa ( quotazione ) Il titolo azionario assume così le caratteristiche di un vero e proprio mostro giuridico. Infatti i crediti si dividono in due categorie: crediti da obbligazione e crediti di restituzione. Nel primo caso ( quando si presta denaro ) la proprietà dell'oggetto prestato passa dalla parte del debitore mentre nel secondo caso ( quando si deposita denaro ) la proprietà dell'oggetto resta del creditore, il debitore ne ha solo la disponibilità. Nella società anonima ( o per azioni ) la proprietà del capitale passa al fantasma debitore. Il titolo azionario dovrebbe, quindi, essere inquadrato nella medesima categoria dei titoli obbligazionari ( paragonabili a cambiali ). Ma ciò non è possibile perchè l'obbligazione ha la certezza dell'ammontare del credito e della scadenza. Invece, il titolo azionario può aumentare o diminuire di valore a seconda delle quotazioni di Borsa le quali non dipendono dalla valutazione obiettiva del patrimonio conferito ma dalla convezione dei prezzi offerti ed accettati in borsa che sono, notoriamente, manovrati dai più scaltri speculatori. Per cui si può dire che il patrimonio conferito nella società, dal momento in cui è incapsulato nel fantasma, acquista mostruosamente due valori. Un valore interno, patrimoniale, che è reale ma viene definito “nominale”, ed un valore esterno, di borsa, o convenzionale, che viene accettato come reale perchè esprime il prezzo del giorno. Questo sdoppiamento è dovuto al fatto che si commercializza il simbolo in sostituzione dell'oggetto. Si realizza una duplicazione speculare dei valori in cui si distaccano i valori convenzionali da quelli reali. Il valore interno entra, di fatto, nella disponibilità di chi lo amministra, che ha nei suoi confronti tutti i poteri che sono prerogative del proprietario. Il valore esterno ( la quotazione ) entra , invece, nella disponibilità di chi manovra al rialzo o al ribasso le quotazioni di borsa perchè attraverso le oscillazioni manovrate si appropria gradualmente delle differenze di prezzo. Per poter manovrare i prezzi di borsa basta una disponibilità illimitata di mezzi finanziari. Cioè è necessaria la Sovranità Monetaria. E' quindi chiaro che non si può capire cosa sia la società per azioni se non si capisce cos'è la borsa e non si capisce cos'è la borsa se non si capisce che cos'è la banca. Chi dispone, infatti, della sovranità monetaria detta e impone le regole del gioco ed è capace di prevedere gli orientamenti delle quotazioni perchè è lui stesso a causarli. Con questa tecnica si spoglia l'azionista in due tempi: prima perchè gli si toglie la proprietà attribuita all'atto del conferimento al fantasma giuridico della società e ,dopo, attraverso le oscillazioni manovrate in borsa lo si spoglia anche del valore creditizio del titolo. L'azionista ,dopo essere stato spogliato della proprietà del capitale, abbandona definitivamente il proprio patrimonio nelle mani del sistema bancario. Per capire questo meccanismo fa testo, ormai, in Italia, il macroscopico esempio della di quella che fu la Edison. La Edison era titolare di uncapitale reale di poche decine di miliardi di lire perchè esso consisteva in concessioni idriche demaniali che erano di proprietà dello Stato le quali, al momento della nazionalizzazione, erano prossime alla scadenza. In quel momento storico le concessioni ed i relativi impianti dovevano passare gratuitamente allo Stato , ope legis.
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è proprio una presa per il culo! la democrazia: senza sovranità monetaria non può esistere la democrazia! aha aha ahh ahha ... il bombardiere, islamico sgozzatore al-Nursa Obama parla di democrazia ah ahhh a ahha ahha ... che presa per il culo fino all'ultimo giorno... NEW YORK, 14 GEN - "Non possiamo dare la nostra democrazia per scontata. Il successo dell'America dipende dalla nostra partecipazione. Tutti noi dobbiamo vigilare, essere essere guardiani di questa democrazia": è il messaggio di Barack nell'ultimo tradizionale video del fine settimana rivolto alle famiglie americane. Venerdì prossimo Obama lascerà la Casa Bianca, dove si insedierà Donald Trump. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/01/14/saluto-di-obama-vigilate-su-democrazia_89be5a5c-7592-491e-aa05-d4cb8fd141f0.html
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NON abbiamo ancora trovato una donna: che difende la sua femminilità: contro il MACISMO e contro il MACHISMO! La più grande potenza e onore per una donna: è mettere al mondo una nuova vita.. quindi tutte le mamme devono avere lo stipendio da mamma, per i primi 10 anni del bambino! Questi massoni come Justin Trudeau sono una infestazione demoniaca! Quindi devono venire i mussulmani a fare i figli dato che noi non sappiamo farli più! e i musulmani sono tutti dei potenziali terroristi e criminali stante il più grande delitto contro il genere umano che si Chiama la shariah nazista di tutta la LEGA ARABA... Ecco perché questi massoni stanno portando alla distruzione la civiltà umanistica occidentale!! Che sia urlare al mondo che sono femminista o che l'immigrazione è una fonte di forza per il Canada e che i canadesi musulmani sono una parte essenziale del successo del nostro paese oggi e in futuro". http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/01/14/trudeau-critica-trump-ma-non-lo-nomina_d561cea6-9465-4846-aece-699bea30d995.html
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«Più di 2.000 carri armati, obici, jeep e automezzi stanno per essere impiegati nelle esercitazioni Nato nell'Europa dell'Est che dureranno nove mesi», scrive Johannes Stern. Lo stato maggiore della Bundeswehr conferma: colossale dislocazione di forze Usa e Nato in Polonia e negli Stati baltici, proprio mentre Obama tenta — anche con la
 "guerra delle spie" — di incendiare la frontiera orientale, alla vigilia dell'insediamento di Donald Trump, ostacolato in ogni modo. La situazione starebbe precipitando, dopo l'impegno della Russia per la liberazione di Aleppo, a lungo ostaggio di milizie "Isis" capeggiate da leader del Caucaso e dai combattenti di Al-Nusra, altrimenti detta "Al-Qaeda in Siria", formazione creata, protetta e armata dall'intelligence occidentale. Persa la Siria, ora si enfatizza l'operazione "Atlantic Resolve", spettacolare (e pericolosa) provocazione alle frontiere con la Russia, cui Obama non perdona l'aver reagito al golpe americano in Ucraina mantenendo il controllo della Crimea. Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201701123919993-punto-di-vista-tank-sul-fronte-russo/

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La morte programmata di una cellula bancaria L'Apoptosi programmata delle cellule bancarie
Torna prepotentemente d’attualità la notizia riguardante il salvataggio di una banca privata grazie all’intervento di Stato. Stiamo parlando del caso Monte Paschi di Siena. Nell’affrontare l’argomento non ci fossilizzeremo sui risvolti politici bensì sui meccanismi che portano inevitabilmente alle crisi. Non è la prima volta che uno Stato interviene nel salvataggio delle banche. Prima di noi è accaduto negli USA e proprio in occasione di questa ultima crisi che ci attanaglia ormai dal 2008. Quel che è accaduto è storia. Nel 2008, la prima banca che venne salvata fu la Bear Sterns. I suoi titoli furono acquistati dalla Morgan Stanley con la garanzia data dal governo USA circa la copertura dei debiti della Bear, cosa che non avvenne per la Lehman & Brothers. In quella sede il “mercato” parlò di ingerenza della politica negli affari (1). E da lì prese definitivamente il via la crisi,ormai quasi decennale. Una cosa molto importante da sottolineare è che la garanzia data dal governo USA prevedeva la copertura attraverso nuovo debito pubblico, ed il debito pubblico si copre o con tagli alla spesa pubblica esistente o con l’aumento delle imposte; nel caso Italia, si arriva a vendere il patrimonio per fare cassa. In tutti e tre i casi si assiste ad un impoverimento del privato cittadino. Allora ci accorgiamo che la divisione tra debito pubblico e debito privato non esiste. La distinzione serve solo a catalogare la provenienza del debito, quindi se è stato contratto da soggetto pubblico o privato. Alla fine il debito è sempre privato, e questo il sistema bancario lo sa benissimo. Ad un attento lettore verrà subito da chiedersi: per quale motivo Bear Sterns è stata salvata e Lehman & Brothers invece no? Una risposta può essere data dalla attenta lettura di questo passo dell’articolo citato in precedenza “Lehman, come le altre banche d’affari, non erogava mutui. Però, regolarmente, andava dalle piccole società finanziarie e dalle banche di provincia e comprava i mutui che queste società avevano emesso. Le piccole finanziarie così si liberavano dei loro mutui, ottenevano nuovi liquidi con cui fare nuovi prestiti, mentre Lehman e le altre banche d’affari usavano quei mutui come garanzie per costruire complicati titoli derivati”. Si potrebbe obiettare che non vi è nulla di nuovo che già non si conoscesse. Le banche d’affari statunitensi avevano inondato il mercato di derivati definiti “titoli tossici”. Lo stesso articolo ci racconta che qualcosa era già stato captato sin dal 2006, ossia qualche anno prima dell’esplosione della crisi. In pratica chi doveva sapere già sapeva. E tutti gli altri erano rimasti sul Titanic a suonare in attesa che affondasse, possiamo aggiungere. Infatti chi doveva sapere sapeva ed è stato sacrificato chi era sacrificabile. Occorre, per questo motivo, fare riferimento alla struttura finanziaria dello stato patrimoniale di una banca per comprendere il rischio sistemico connesso all’attività creditizia. Il sistema bancario emette moneta bancaria, ossia “assegni ed ogni altra disposizione di pagamento in conto, per questo anche definita moneta scritturale, a circolazione fiduciaria, convertibile in biglietti legali”(2), dal che è comprensibile e logico che la quasi totalità della moneta posta in circolazione è di natura fiduciaria ed emessa dalle banche commerciali. La conseguenza diretta è che si offre al sistema bancario la possibilità di porre in circolazione propri debiti come strumenti di pagamento a patto che si detenga una minima quantità di moneta legale necessaria alla conversione di una certa proporzione dei propri debiti in circolazione (3). Quanto detto precedentemente, unito alle possibilità fornite dal moltiplicatore creditizio, permette alla banche un certo tipo di sviluppo, ma fino ad un certo punto. Il moltiplicatore creditizio è una funzione per effetto del quale le banche, fornite di una base monetaria, creano massa creditizia. Le banche, una volta accantonata una quota a riserva a seguito di un nuovo deposito, possono reimmettere nel circuito, sotto forma di un altro prestito, la somma residua. La funzione matematica del moltiplicatore è pari al reciproco del tasso di riserva. Proprio su questo rapporto si basa il presupposto di erogazione di nuovo credito alla clientela. Esso risponde a questa funzione matematica:

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Ora chiediamoci: il titolo azionario può definirsi certo? Noi tutti sappiamo che quando si parla di azioni esistono due valori. Il valore di emissione, cioè il “valore nominale” e il valore di borsa, frutto della contrattazione al rialzo o al ribasso del mercato. Il valore esterno ovvero la quotazione di borsa si forma per pura convenzione, cioè perché accettato come reale. Come il Prof Auriti insegna:il popolo che accetta la convenzione raddoppia la propria ricchezza. Tale regola è ben nota ai vertici mondiali. Sicché quando viene meno la convenzione viene azzerato il valore esterno mentre quello interno, cioè quello di emissione, è ben al sicuro nelle casse del fantasma giuridico Spa. Ed è proprio così che i titoli della banca popolare di Vicenza, dapprima collocati al prezzo di euro 62,50, sono crollati fino a quotare a 0,10 centesimi di euro5. Ed è lo stesso fenomeno che sta interessando MPS. Decadendo la convenzione decade il valore, che nulla ha a che fare con il valore materiale. Ne volete una prova? Le banconote in lire hanno perso valore nel momento in cui è cessata la convenzione sociale, attribuita dai consociati. E vantare un credito verso un fantasma giuridico è una totale aberrazione. “I fantasmi non esistono neanche nel diritto” Giacinto Auriti Infatti, il sottoscrittore può ben perdere quanto investito, in barba al dettato costituzionale, come purtroppo vediamo. Questo non è assolutamente un caso ma è frutto di: una vera e propria strategia che permette di sdoppiare i valori e commercializzare il simbolo in luogo dell’oggetto. Gli operatori di borsa che hanno disponibilità di denaro illimitata ben possono prevedere, in quanto in grado di causare, l’andamento delle quotazioni. In tal modo possono spogliare a piacimento gli investitori dei valori a loro conferiti. Il tutto avvalendosi di un mostro giuridico, ovvero il titolo azionario che non ha nessun motivo di esistere nel nostro ordinamento normativo. Per questo, riteniamo imprescindibile una riforma dell’ordinamento giuridico che miri a cancellare tali storture del sistema normativo. Per chi non avesse ancora chiaro il meccanismo predatorio basta ricordare il caso “Edison”, ossia come un’azienda con patrimonio sociale di poche decine di miliardi sia costata al contribuente italiano 5.000 miliardi di lire. Nel prossimo articolo vi racconteremo tale incredibile vicenda. Per la Scuola di Studi Giuridici e monetari “Giacinto Auriti” 10.10.2016, Dott.ssa Sara Lapico 1 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/23/15G00200/sg, . 2 http://www.ilpost.it/2015/12/12/salva-banche/ 3 https://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2015/salva-banche/index.html,  4 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/28/banche-profili-modificati-e-rendimenti-abbassati-tutti-i-trucchi-per-rifilare-prodotti-rischiosi-ai-clienti-a-loro-insaputa/2334262/,  5 http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/ho-perso-tutto-il-dramma-dei-119-mila-di-pop-vicenza/

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Ed invece cosa successe ? Per farsi pagare i patrimoni prossimi alla espropriazione e a valori fantasmagorici, si è congiurato con i banchieri, con gli amministratori delle società elettriche e con uomini politici per prendere come parametro di riferimento, per le stime dei prezzi di esproprio, le valutazioni di Borsa della Edison e non i valori patrimoniali residui ed ammortizzati. Successivamente,le banche, con generosissime aperture di credito ,fatte a delle teste di legno sapientemente manovrate, hanno alimentato il boom dei prezzi della Edison accordandosi coi gruppi politici per realizzare l'esproprio ai massimi dei valori di quotazione mai raggiunti in tutta la storia della Borsa Italiana. Mentre i politici recitavano ciascuno secondo il proprio copione la loro parte ,guidati da uomini di sinistra che osannavano alla lotta per la nazionalizzazione contro gli interessi del capitale privato, la manovra si concluse con questo risultato: 1)Far acquistare allo Stato un patrimonio in parte già suo, trattandosi di concessioni di beni demaniali prossime alla scadenza; 2)Far pagare allo Stato , cioè a tutti i cittadini, cinquemila miliardi per un capitale della Edison che come stime reali valeva solo qualche centinaio di miliardi 3) Far precipitare la borsa subito dopo la nazionalizzazione con una manovra al ribasso facendo cadere le quotazioni dai massimi ai minimi sicchè lo Stato, cio noi, siamo stati spogliati dei cinquemila miliardi indebitamente pagati e dei quattromilacinquecento miliardi persi dagli azionisti nel crollo delle quotazioni. Nel mentre i partiti lucravano su questa operazione qualche decina di miliardi, il sistema bancario assumeva il controllo di tutto il settore petrolchimico. La riprova di questo è il fatto che la Montecatini è stata immediatamente fagocitata dalla Edison perchè nessuna banca volle concederle un prestito di quattrocento miliardi di lire mentre enormi depositi bancari erano sottratti al mercato per la revoca creditizia Per difenderci da questi strozzini bisogna esorcizzare questi fantasmi giuridici cancellandoli dal nostro ordinamento. Ogni ragionamento politico è produttivo di conseguenze sociali quando si conclude con una proposta di legge. Solo la legge consente di creare lo strumento pratico per moralizzare in profondità il corpo sociale. Bisogna approvare solo una brevissima norma la quale deve qualificare il titolo azionariocome un titolo rappresentativo di una quota di proprietà dei capitali sociali. Solo così può essere spezzata la duplicazione artificiosa dei valori, reali e convenzionali, che sono il terreno di cultura dei parassitismi bancari. Solo con questa riforma, vincolando il valore del titolo alla consistenza del capitale sociale, sarà possibile ancorarne le quotazioni ai prezzi reali di mercato, sottraendo i soci dal rischio delle arbitrarie oscillazioni della borsa manipolate dagli speculatori asserviti al sistema bancario, universitario, politico,giurisprudenziale, informativo, che oggi impera con insindacabile arbitrio in spregio dei più elementari princìpi etici e razionali. Giacinto Auriti – L'ORDINAMENTO INTERNAZIONALE DEL SISTEMA MONETARIO (ed. Solfanelli ) acquistabile direttamente dall'editore: http://www.edizionisolfanelli.it/ordinamentointernazionale.htm

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CRITICA AL PENSIERO MATERIALISTA DELLA SCUOLA AUSTRIACA di Giovanni Moretti in una futura transazione da un soggetto che non ha preso parte in alcun modo a quella precedente. Anche per gli austriaci, la fiducia nella convenzione sociale si sostanzia nell'Oggetto della convenzione e non nel Soggetto che compie l'azione, ancora una volta scambiando il soggetto dell’azione con l’oggetto della stessa, ancora una volta utilizzando il ribaltamento logico operato dall’illogicità neoplatonico hegeliana. Intersoggettività. I sostenitori della scuola austriaca sono per l'individualismo, per il valore soggettivo v . Essi negano l'accordo, l’intersoggettività, che è un concetto ben preciso e presente sia in psicologia che in filosofia e descrive la fenomenologia dei rapporti sociali, del rapporto tra soggetti. Husserl, evita che il suo “io trascendentale” cada nell’individualismo solipsista ipotizzando un’empatia tra i soggetti del rapporto sociale in grado di formare un’esperienza comune che trascende la soggettività. Se nelle sue meditazioni cartesiane egli critica l’evidenza del pensiero come sostanza pensante, collocandola nella soggettività trascendentale, d’altra parte quest’ultima diventa intersoggettiva cogliendo sia il proprio che gli altri ego, se pur in una dimensione temporale e quindi accidente. vi Categorie e metamorfosi. Mentre la sostanza è una categoria dell’ente ed esiste in sé e per sé, l’accidente, dal greco e dal latino accidens : “che accade nel tempo” è il termine con cui Aristotele indica l’appartenenza a un ente in modo non sostanziale. Un accidente non può far parte dell’essenza perché questa non ha parti e non può divenire, mentre per l’anti-essenzialismo non esistono proprietà essenziali e quindi ogni proprietà è un accidente. Fu Heidegger, riprendendo Aristotele e la sua distinzione tra ente ed essere, a definire quella tra ontico e ontologico, la differenza ontologica, per cui anche l’uomo è un ente in cui l’Essere “ci è” ma non è l’ente. L’ente, l’essente, esprime attualità e si distingue da ciò che è in senso assoluto ( sic et simpliciter ). Quindi, le proprietà essenziali riguardano tutti gli enti mentre quelle accidentali sono del tutto apparenti e, appunto, “accidentali” (il termine ha subito nel tempo un’evoluzione semantica) rispetto alla loro essenza, alla loro sostanza intesa come sottostante reale all’apparenza manifestata dall’accidente. vii Qui è curioso notare come Tommaso d’Aquino utilizzò i suddetti concetti aristotelici per formulare la transustanziazione dove le apparenze, ovvero gli accidenti (in questo caso delle specie eucaristiche), non mutino ma lo faccia la loro sostanza e lo faccia in modo totale e reale, contrapposta alla consustanziazione protestante secondo cui, al contrario, la specie accidente assume l’apparenza di più sostanze, contravvenendo la logica aristotelica transustanziale, in una “ impanazione ” che richiama l’unione ipostatica di origine stoica applicata però alle ipostasi non divine (impanazione) descritte da Plotino e da Proclo viii , dissacrando l’eucarestia cattolica, profanando anche la teurgia neoplatonica e proponendola “ in analogia al ferro che, messo nel fuoco, fa sì che sia il fuoco che il ferro siano uniti nel rosso ferro incandescente, e tuttavia ognuno si mantiene... ”. È curioso notare, altresì, come la “ metamorfosi della merce ” descritta nel ciclo M-D-M (merce-denaro-merce) della teoria del valore di Karl Marx corrisponda epistemologicamente alla consustanziazione, tra gli accidenti rimasti immutati del denaro e della merce oggetto di transazione economica, nella biunivoca duplice forma di valore, d’uso e di scambio, dell’analisi fenomenologica prodotta da Marx. Ne L'etica protestante e lo spirito del capitalismo ix Max Weber riconduce il Geist della concezione luterana alla metamorfosi del denaro in capitale. E, non c’è dubbio, solo ove respingesse il motivo secondo il quale l’Essere, in quanto hen, è “indivisibile” (oudè diaireton) (DK, B, 8: 22), Parmenide potrebbe far suo lo stesso detto eracliteo “e da tutte le cose l’uno e dall’uno tutte le cose”, da ultimo indicando nell’”uno” l’immutabile e nelle cose, negli enti, il mutevole, il divenire.
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« Senza dubbio. Oro, oro. L’oro è tutto, e il resto, senza oro, non è nulla. Così, anzi che farcirgli la testa di belle massime, che dovrebbe per forza dimenticare, per non rischiare di essere un pezzente, quando ho in tasca un luigi, cosa che non mi capita spesso, mi pianto dinanzi a lui. Tiro dalla tasca il luigi, glielo mostro con ammirazione. Levo gli occhi al cielo. Bacio il luigi davanti a lui. E per fargli capire ancor meglio l’importanza della sacra moneta (pièce sacrée), mi metto a balbettare, gli indico col dito tutto ciò che si può comprare: un bel vestitino, un bel cappello, un buon biscottino» (Diderot 1962: 471). In sostanza, così come in realtà non è stato Lavoisier a formulare il suo principio di conservazione, non è stato Cartesio a formulare la locuzione cogito ergo sum e non è stato Hegel a pensare l'idea come creatrice di realtà xxvi . L’idealismo tedesco. La logica analizzata con la critica che rispettivamente Hobbes e Cartesio si scambiano la ritroviamo nella critica al pensiero di Kant. Tale critica, insieme all’idealismo tedesco, nasce e si sviluppa con Fichte per culminare con Hegel ed è incentrata sul rapporto dualistico tra noumeno e fenomeno. In Platone, noumeno è participio presente di pensare, è il pensante , l’entità che compie l’azione del pensare. Nella filosofia kantiana, noumeno è la realtà non appresa tramite esperienza e per questa ragione si contrappone a fenomeno . Tra noumeno e fenomeno permane lo stesso tipo di rapporto dialettico che si trova tra ente e accidente. Il noumeno si riferisce a una realtà che precede il fenomeno che la manifesta e, mentre nella prima edizione della Critica Della Ragion Pura è un “puro pensiero senza realtà” che si riferisce alla “ cosa in sé” , la quale è esterna alla mente del soggetto ed è rappresentata dalla sua idea, nella seconda edizione Kant definisce invece come oggetto della rappresentazione il fenomeno e non più il noumeno, generando una contraddizione e innescando la deduzione per cui il fenomeno non è un’idea che rappresenta la “ cosa in sé ” ma un oggetto reale creato dal soggetto pensante. L’io kantiano non è creatore della realtà ma la rappresenta attraverso “ forme a priori ” in un realismo secondo cui gli oggetti esistono indipendentemente da colui che li conosce. L’ idealismo tedesco , invece, pone la realtà fenomenica come prodotto del soggetto pensante e reinterpreta l’ io penso kantiano in senso trascendentale; l’autocoscienza che per Kant era formale e non ontologica con l’idealismo trascendentale diventa possibilità formale di essere. xxvii La critica a Kant, facilitata dalle contraddizioni nel descrivere noumeno e fenomeno, attraverso Fichte elimina la “cosa in sé” come realtà estranea all’io e trasforma l’io, l’intelletto, il pensante , in un’entità creatrice e infinita che per esistere ha necessità di comprendere al suo interno, per principio spinoziano, il non-io, la sua stessa negazione, anche qui facendo corrispondere l’atto di pensare con il soggetto di tale atto, nuovamente contravvenendo il principio detto di non contraddizione per cui A non può essere uguale ad , la sua negazione. Ā xxviii La spiegazione più universale, metafisica, della realtà che finora i filosofi avevano cercato al di fuori dell'uomo in un Dio trascendente o nella natura, con l’idealismo tedesco, che in Fichte è radicalmente soggettivista e criticato per questo da Hegel xxix , si trova invece nell'uomo stesso. Per questo motivo, con l’idealismo tedesco si realizza un’evoluzione della teoria del pensiero in una forma di panteismo spiritualistico che agisce attraverso l’uomo, dove Dio è sostanzialmente l’uomo e si distingue sia dal panteismo naturalistico dove Dio è la natura che dal trascendentismo ebraico-cristiano, dove Dio è un’entità esterna alla natura. L’idealismo tedesco è quindi un monismo dialettico per il quale la sola sostanza reale è il Geist , lo spirito inteso come intelletto e si contrappone ad ogni forma di dualismo, tra soggetto e oggetto, tra fenomeno e cosa in sé, tra Dio e mondo. Hegel, la cui fonte ultima è il commento di Proclo a Parmenide e la letteratura neoplatonica, afferma come Cusano l’errore aristotelico sostenendo di fatto che tutto è accidente. Le mele, le pere, le fragole. Marx critica il misticismo dialettico di Hegel xxx e si laurea all’università di Jena con una tesi sulla “Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”. Karl Marx, Differenza tra le filosofie della natura di Democrito ed Epicuro «La filosofia, finché una goccia di sangue pulserà nel suo cuore assolutamente libero, dominatore del mondo, griderà sempre ai suoi avversari, insieme a Epicuro: “empio non è chi rinnega gli dèi del volgo, ma chi le opinioni del volgo applica agli dèi”. La filosofia non fa mistero di ciò. La dichiarazione di Prometeo,“detto francamente, io odio tutti gli dèi” è la sua propria dichiarazione, la sua propria sentenza contro tutti gli dèi celesti e terreni che non riconoscono come divinità suprema l’autocoscienza umana.» xxxi Nel delineare la filosofia hegeliana Marx utilizza la Fenomenologia dello Spirito di Hegel per dimostrare come l’autocoscienza si sia alienata nella cosa, in una forma di materialismo del tutto astratta xxxii . «mentre l’uomo comune e il filosofo realista pensano che esistano prima le mele, le pere, le fragole, le mandorle reali e poi il concetto di frutto, Hegel pensa che esista il concetto di frutto e poi i frutti concreti come sue manifestazioni necessarie e derivate.» xxxiii Il denaro è quindi l’alienazione dell’autocoscienza hegeliana in una forma oggettiva, fenomenologica: “ l’oro è tutto ” diderotiano e “il denaro, possedendo la caratteristica di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è l’oggetto in senso eminente” xxxiv . Coscienza. L’ex-nihilo è tabù ben più intransigente con il materialismo espresso nell’accezione austriaca e marxiana di quanto potrà mai esserlo nella concezione idealistica hegeliana. Per Aristotele, Kant e perfino per la filosofia di Hegel è del tutto ammissibile che un rapporto intersoggettivo tra fasi di tempo, che è un'attività di puro spirito, possa creare un oggetto reale e immateriale sul quale indurre un valore che come tale non ha alcuna delle qualità della materia. Per un materialista dialettico e soggettivista no: egli è costretto a pensare che gli oggetti abbiano un valore intrinseco indipendente dalla coscienza. Giovanni Moretti i Richard Ebeling - The Rebirth of Austrian Economics, http://www.epictimes.com/06/23/2014/the-rebirth-of-austrian- economics/ , 04/2016;
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Creare moneta dal nulla non è reato nè falso in bilancio Scritto da Redazione. Moneta dal nulla reato e falso in bilancio L'articolo di Lettera43 dal titolo “ Creare moneta dal nulla? E' reato e va perseguito ” ci impone di intervenire anticipatamente sulla questione della creazione di denaro dal nulla, sul perchè è assurdo credere che sia un reato e sull'assurdità del falso in bilancio all'atto della contabilizzazione nonché l'assurdità di pretendere che la moneta che rientri in banca, dopo la restituzione del prestito, venga tassata per la sua quota capitale. Su questo argomento stiamo preparando un testo didattico per i corsisti della Scuola ma, in questo articolo, ve ne daremo un'anticipazione visto il diffondersi di una cattiva e pericolosa informazione sul tema. A quanto pare la propaganda si è messa in moto per far credere alla gente che a fronte dell'emissione di denaro debba esserci il corrispettivo quantitativo di moneta depositata. A chi giova questa propaganda? Ovviamente alle banche. Per il momento soffermiaci sull'articolo di Lettera43. Che la banca crei denaro dal nulla è cosa conclamata. Che sia reato creare denaro dal nulla proprio no. Il fatto di poter prestare è una prerogativa concessa, anche in sede legislativa, agli Istituti esercenti il credito, e di questo ce ne dogliamo perchè dovrebbe essere lo Stato ( per nome e per conto dei cittadini proprietari della moneta) ad emetterla dal nulla. Noi sappiamo che il problema non è l’ipotetico falso in bilancio ma semplicemente se le banche possono prestare ciò che non è di loro proprietà. Sappiamo della convenzionalità e della natura intellettiva dello strumento monetario mentre, nel tentativo di trovare un appiglio per perseguirne un ipotetico reato, se ne fa una questione di assenza del denaro dalle disponibilità fisiche del sistema bancario, non conoscendo i meccanismi di annullamento della creazione. Come al solito ci si limita ad analizzare solo la fase di creazione dal nulla ignorando la fase di rientro della moneta creata. Essa viene creata nel momento stesso in cui l’uomo ne ravvede la necessità per la soddisfazione dei bisogni, personali e di impresa e sappiamo che i bisogni dell’uomo sono infiniti. Lo schema seguente, molto semplice, può aiutarci a comprendere come avviene, sia la fase di creazione che di annullamento della moneta.  La Banca A al momento della sottoscrizione del contratto di fido o di mutuo o di finanziamento in genere, imputa all’attivo dello stato patrimoniale il valore dell’asset  Stato Patrimoniale Banca A   Simultaneamente la Banca A mette a disposizione la somma (creata dal nulla) imputando nel passivo l’importo erogato
 A questo punto c’è pareggio di bilancio delle scritture contabili.  Successivamente accade che il cliente utilizza l’importo messo a disposizione effettuando il pagamento versando sul c/c bancario della Banca B (il resto del sistema bancario) A questo punto la Banca A si ritroverà un attivo di 100,00 ed un passivo di 0. La Banca B avrà un passivo di 100,00 nei confronti del proprio cliente beneficiario di bonifico, o prenditore dell’assegno, del cliente della Banca A. Le Banche A e B andranno in compensazione delle rispettive posizioni. La Banca A provvederà a liquidare la propria posizione debitoria in contanti o con altro mezzo e la Banca B provvederà a registrare nel proprio attivo o la liquidazione pervenuta dalla Banca A o a registrare nell’attivo del proprio Stato patrimoniale l’asset del credito vantato nei confronti della Banca A. Stato Patrimoniale Banca A
    Stato patrimoniale Banca B Da questi passaggi è chiaro che il flusso della moneta creata dal nulla non va a costituire nessun indebito arricchimento del sistema bancario. Ora andiamo ad analizzare cosa accade al momento del reflusso, consistente nel pagamento delle rate del finanziamento, ipotizzando n. 4 rate da 25,00 oltre ad interessi di 2,00.  Il Cliente dalla Banca A riceve dal sistema bancario (Banca B) il pagamento dei proventi della propria attività  Stato Patrimoniale Banca B La banca B si rende creditrice nei confronti del proprio cliente bonificando l’importo ed accreditandolo sul c/c del Cliente della Banca A; la Banca A registra l’importo ricevuto nel proprio passivo. La stessa tipologia di operazione si ripeterà per altre tre volte.  Dopo che il cliente della Banca A avrà rimborsato tutte le rate, ammortizzando l’intero prestito, a livello contabile avremo la seguente situazione.  Stato Patrimoniale Banca B  Il Cliente della Banca A, essendo stato capace di riscuotere tutti i proventi derivanti dalla propria attività dal cliente della Banca B, ha estinto il proprio finanziamento. La Banca A e la Banca B provvederanno a compensare le proprie posizioni con le stesse modalità evidenziate al punto 3)  Stato Patrimoniale Banca B Le operazioni evidenziate dimostrano che non vi è reflusso di moneta non allocata in modo corretto essendoci, in tutto il sistema bancario, perfetto pareggio delle operazioni poste in essere. Resta inteso che nella costruzione di un Bilancio, essendo lo stesso documento informativo, una fotografia ad un determinato istante dell’attività di impresa, esso può riportare momentanei disallineamenti nella fase di compensazione tra le banche coinvolte, che da lì a pochi istanti o giorni troverà il proprio bilanciamento ma che nel frattempo troverà allineamento valorizzando le voci, Debiti v/Altre Banche e Crediti v/Altre Banche, a seconda della posizione assunta in quel determinato istante dalla Banca A e la Banca B.

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Le operazioni evidenziate dimostrano che non vi è reflusso di moneta non allocata in modo corretto essendoci, in tutto il sistema bancario, perfetto pareggio delle operazioni poste in essere. Resta inteso che nella costruzione di un Bilancio, essendo lo stesso documento informativo, una fotografia ad un determinato istante dell’attività di impresa, esso può riportare momentanei disallineamenti nella fase di compensazione tra le banche coinvolte, che da lì a pochi istanti o giorni troverà il proprio bilanciamento ma che nel frattempo troverà allineamento valorizzando le voci, Debiti v/Altre Banche e Crediti v/Altre Banche, a seconda della posizione assunta in quel determinato istante dalla Banca A e la Banca B. Ammesso e non concesso che si voglia tassare questo reflusso, considerandolo una plusvalenza (ma non lo è per altri motivi) bisogna ammettere che le banche in deficit debbano registrare la minusvalenza, essendo l'operazione, che genera il surplus per altre banche, esattamente il contrario. In sintesi, se una banca deve pagare le tasse per il surplus, ci sarà un'altra banca che non le dovrà pagare perchè sarà in deficit. In tutto questo è certo un altro fattore. Nell’esempio addotto abbiamo simulato, e dato per scontato, che il Cliente della Banca A sia stato in grado di remunerare la propria attività, sia essa di impresa o di lavoro subordinato. Questo ha fatto si che riuscisse ad onorare gli impegni assunti con il proprio Istituto erogante. L’operazione, complessivamente, ha prodotto 8,00 di interessi passivi per il Cliente della Banca A ma comunque Ricavi per la Banca A. La forma monetaria dei predetti utili provengono dalla Banca B. Essendo tutta la moneta in circolazione emessa a debito, significa che ora l’esposizione del Cliente della Banca B è aumentata rispetto all’inizio di tutta l’operazione. Il Cliente della Banca B si trova nella condizione di dover finanziare anche gli ulteriori 8,00. Se questo non dovesse accadere la sua banca metterà in moto tutte le procedure per il recupero coatto che, se avrà esito positivo, produrrà il trasferimento dei beni reali dal Cliente della Banca B alla Banca B. Se dovesse avere esito negativo il credito vantato dalla Banca B verrà annoverato tra i crediti deteriorati. Tutto questo perché la moneta degli interessi non viene posta in circolazione e, per evitare il default, deve essere necessariamente rifinanziata. Si ignora anche che la stessa moneta bancaria viene pacificamente utilizzata per pagare le imposte dello Stato. Infatti il bilancio della Banca d’Italia del 2014 (1) ci rendiconta sulla quantità di moneta legale emessa che risulta essere approssimativamente di 164 miliardi di euro a cui possiamo sommare all’incirca altri 28 miliardi di euro di riserve ed alcuni miliardi di euro in rifinanziamenti del sistema bancario e altre di moneta elettronica. Il totale della moneta legale, pertanto, si aggira sui 200 miliardi di euro. Un altro dato statistico, sempre emesso da Banca d’Italia (2) ci rende edotti che, per lo stesso periodo, la raccolta presso la clientela è stata di 1.701 miliardi di euro e che il sistema bancario italiano ha provveduto ad erogare finanziamenti per un totale di circa 1.820 miliardi di euro. Alla luce della lettura di questi semplici dati, la logica ci impone di fare una constatazione: la moneta in circolazione sul territorio nazionale non corrisponde a quella emessa dal solo sistema delle Banche Centrali Europee, quella a corso legale per intendersi, ma che tutto il sistema è alimentato da un altro tipo di moneta che ne certifica l’esistenza e la presenza, ossia quella della moneta bancaria. Le entrate dello Stato conseguenti al prelievo fiscale si aggirano intorno ai 418 miliardi di euro (3). Facendo le analisi del caso viene confermato il fatto che con una parte della creazione di moneta bancaria avvenga il pagamento delle imposte.

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Dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri - Ezra Pound .. Giacinto Auriti, Scritto da Renato Critelli. Auriti sovranita economica Nato il 10 ottobre del 1923 a Guardiagrele, in provincia di Chieti, è passato a miglior vita alle ore 16,10 del'11 agosto del 2006, stroncato da un male incurabile, munito dei conforti religiosi, amorevolmente assistito dai propri cari a Roma.  auriti GICINTO. Ha insegnato nelle Università di Roma e di Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco. Frasi Celebri di Giacinto Auriti. L'Angoscia del Debito Pubblico. Come le Nasse e i Pescatori
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ma, noi dobbiamo piangere per il Nigeriano o dobbiamo piangere per l'impreditore? ] non abbiamo elementi di giudizio! [ BOLOGNA, 14 GEN - È un 25enne nigeriano, richiedente asilo in Italia, il presunto assassino dell'imprenditore Lanfranco Chiarini, ucciso lo scorso 3 gennaio nella sua villa sulle colline di Castel San Pietro. Desmond Newthing, ospitato in un centro di accoglienza di Castenaso, è stato fermato dai carabinieri ieri sera in stazione a Bologna. Il movente dell'omicidio, avvenuto "d'impeto" e non premeditato, non è ancora stato chiarito ma, secondo quanto accertato dagli investigatori, prima del delitto fra i due ci sarebbe stato un rapporto sessuale.
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autismo? Qui in ITALIA in quasi ogni famiglia c'è un anziano con la DEMENZA SENILE! Donald Trump vuole un esponente anti-vaccini alla guida di una commissione sull'autismo, L'Huffington Post  |  Di Redazione. 11/01/2017 13:27 CET Aggiornato: 11/01/2017 13:29 CET. Robert F. Kennedy Jr., nipote del presidente Kennedy e uno dei principali sostenitori della 'crociata anti-vaccini' negli Usa, sarebbe stato scelto dal presidente-eletto Donald Trump per guidare una nuova commissione governativa “sulla sicurezza e la fondatezza scientifica dei vaccini”. Secondo quanto riporta il New York Times, Kennedy ha reso noto che lo stesso Trump glielo ha chiesto ieri durante un incontro alla Trump Tower.
La nomina di Kennedy, secondo gli esperti, potrebbe essere una conferma che il presidente eletto Trump sia propenso a dare credito alle teorie sui pericoli delle vaccinazioni e in particolare sui legami, sempre smentiti dal mondo scientifico, tra vaccini e autismo, e potrebbe avere conseguenze sulle politiche statunitensi al riguardo.
Poche ore dopo l'annuncio di Kennedy, inoltre, il portavoce del presidente eletto, Hope Hicks, ha detto che Trump "sta valutando la possibilità di una commissione sull'autismo, una malattia che colpisce così tante famiglie". "Il presidente eletto ha apprezzato la discussione con Kennedy su un'ampia gamma di questioni e apprezza le sue idee e i suoi pensieri’, ha detto il portavoce.
Parlando con i giornalisti, Kenney era stato invece molto più esplicito: "il presidente eletto ha alcuni dubbi sulle attuali politiche seguite in materia di vaccini e ha domande a riguardo", aveva detto. La possibilità che Trump possa avviare una commissione d’inchiesta sulla sicurezza dei vaccini lo metterebbe in contrasto con le posizioni assunte finora dal governo americano in materia, che ha un comitato federale sui vaccini, composto da esperti medici e di salute pubblica, che raccomandano come i vaccini debbano essere usati negli Stati Uniti. E hanno sempre contestato la validità delle tesi sostenute da Kennedy, considerate frutto di una pericolosa teoria del complotto.
"È veramente preoccupante, è difficile immaginare qualcuno meno qualificato di lui a guidare una commissione sui vaccini", ha dichiarato, commentando la possibile nomina di Kennedy, Peter Hotez, direttore della National School of Tropical Medicine e presidente del Sabin Vaccine Institute.
http://www.huffingtonpost.it/2017/01/11/trump-vaccini_n_14102462.html?utm_hp_ref=italy&ncid=fcbklnkithpmg00000001

Tu sei schiavo impuro dhimmi in Sharia Law: teologia sostituzione genocidio
ormai siamo alla depravazione più assoluta, perché uno (Obama) è l'assassino di tutti i martiri cristiani di Siria e IRAQ, mentre Martin Luther King lui è il martire cristiano assassinato! E QUESTO È UN CLASSICO DEI SATANISTI, CIOÈ, di APPROPRIARSI DEI SIMBOLI EBRAICO CRISTIANI! Marcia a Washington per Obama e Mlk. Per 'proteggere il sogno del reverendo e l'eredità del presidente'.. questa è una tragedia ASSOLUTA! "Proteggere il sogno di Martin Luther King e preservare l'eredità del presidente Obama".
All'insegna di questo slogan migliaia di persone sono attese a Washington oggi per una grande manifestazione organizzata ad una settimana dall'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e in occasione del Martin Luther King Day che ricorre lunedì. La protesta è stata organizzata dal gruppo National Action Network, fondato dal reverendo reverendo Al Sharpton, e partirà in mattinata (il pomeriggio in Italia) davanti al Washington Monument. Altre manifestazioni sono previste per l'Inauguration Day, in particolare la Marcia delle donne a cui dovrebbero partecipare quasi 200 mila persone, tra cui tante star e attrici di Hollywood: da Katy Perry ad Amy Schumer, passando per Scarlett Johansson, Cher e Julianne Moore.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/01/14/marcia-a-washington-per-obama-e-mlk_dcd760d6-a8a4-4a02-b84e-4332b41d2c24.html

Il Paradosso del Plusvalore Marxista: Scritto da Redazione. - Messaggio rivolto al mondo del lavoro e dei sindacati - La malattia  del  plusvalore. Nei corpi sociali le idee sbagliate sono come le malattie del corpo umano: Marx con la teoria del plusvalore ha detto che il datore di lavoro sfrutta il lavoratore appropriandosi parassitariamente del reddito di capitale. E' nato così il sindacato, strumento di rivoluzione, con lo scopo di rivendicare, sotto forma di aumento dei salari, il plusvalore. L'errore di questa teoria sta nel fatto che, ponendosi l'ipoteca morale sul plusvalore, viene meno nel datore di lavoro l'interesse a contrarre. Si pongono così le premesse per il lavoro senza contratto che, a ben guardare, altro non è che il ritorno alla schiavitù, realizzata nel capitalismo di stato, con l'imposizione d'autorità dell'ammontare dei compensi tipica dei regimi socialisti, nel capitalismo liberale con la flessibilità dei salari. Qui il salario, arbitrariamente ridotto dai vertici bancari con le spinte inflazionistiche, non e più un diritto e nemmeno un'elemosina, ma è come il dosaggio della quantità di mangime dato dall'allevatore di bestiame secondo la regola dei massimo profitto. Ecco perché riteniamo doveroso segnalare alla Presidenza della Repubblica, alla Corte costituzionale, al Governo, al Parlamento, al Senato, alla Magistratura dei lavoro, ai Sindacati, ai Cittadini Italiani che, con l'avvento della flessibilità salariale, l'articolo primo della Costituzione italiana è stato sostanzialmente modificato nella nuova formula: “L'Italia è una Repubblica fondata sull’usura”. Con l'avvento dalla globalizzazione e dell'apertura dei confini alla libera concorrenza anche nel mercato dei lavoro, i sindacati sono stati sostanzialmente paralizzati e posti nella impossibilità di operare.
Se il mondo del lavoro vuole riacquistare la sua dignità giuridica e morale deve cambiare le linee strategiche della sua ideologia. Alla rivendicazione del plusvalore va sostituita la rivendicazione dei valore indotto, cioè la proprietà popolare della moneta all'atto dell'emissione come reddito di cittadinanza in attuazione peraltro del 2° co. dell'art. 42 della Costituzione Italiana che sancisce "l'accesso alla proprietà per tutti". Del resto questo principio già opera con la Cassa integrazione con cui è corrisposto al disoccupato "reddito" e non "salario", perché manca il corrispettivo dell'attività lavorativa. Se l'erogazione di reddito è un principio valido lo deve essere per tutti e non solo per i “raccomandati di ferro" (v. lavoratori Fiat   N.d.R.). Col reddito di cittadinanza si sostituisce all'attuale (pseudo) democrazia usurocratica la democrazia integrale in cui il popolo non ha solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria che di quella politica è parte costitutiva essenziale e quindi irrinunciabile. In altri termini, col reddito di cittadinanza si rafforza una volta per sempre la posizione del contraente più debole e lo si pone in condizioni di poter accettare il contratto dì lavoro perché lo ha voluto e non perché è stato costretto ad accettarlo per necessità.
La differenza tra la rivendicazione dei plusvalore e del valore indotto sta nel fatto che in quello le parti sono in conflitto   per ripartire per altro un valore incerto a causa del normale rischio d'impresa   in questo le parti si uniscono per creare un valore nuovo, certo e di costo nullo, analogo a quello del francobollo d'antiquariato creato per convenzione tra collezionisti. Questo valore nuovo si aggiunge al reddito di lavoro sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. http://www.giacintoauriti.eu/giacinto-auriti/testi/2-manleva/18-paradosso-marxista.html

                                                                 Giacinto Auriti
La rarità monetaria vista dal contadino  Scritto da Redazione.  La rarità monetaria vista dall’usuraio e dal contadino (di Giacinto Auriti)    Un errore strategico le riduzioni fiscali proposte da Pedro Solbes sul Corriere della Sera.  La rarità monetaria vista dall’usuraio e dal contadino Giacinto Auriti.  Pedro Solbes (Commissario uscente dell’UE) ha detto che “in generale le riduzioni fiscali vanno coperte con tagli di spesa, senza peggiorare la situazione del deficit e del debito” (Corriere della Sera, 2-4-’04, p.3). Ha proposto così, all’attenzione dell’Europa, un errore strategico, col falso problema della ingiustificata salvaguardia della rarità monetaria. E si sa che gli errori strategici sono i più deleteri perché portatori di morte.  Poiché ogni unità di misura deve avere la qualità corrispondente a quella dell’oggetto misurato, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta deve essere rara perché sono rari, c.d. “economici”, i beni di cui misura il valore. Il problema della rarità monetaria incontrollabile, esisteva quando la moneta era d’oro o convertibile in oro perché la rarità dell’oro era condizionata dalla legge fisica della sua esistenza e dall’alto costo di produzione del metallo a caratura programmata.  Con l’abolizione della convertibilità e della stessa riserva (fine degli Accordi di Bretton Woods, 15 agosto 1971) la rarità monetaria non è più condizionata da leggi fisiche, ma programmata, a costo nullo, dalla banca centrale (che stabilisce la quantità ed i tempi dell’emissione monetaria in prestito e/o il ritiro di liquidità dal mercato con i prelievi fiscali ed il saldo dei crediti). Poiché il potere d’acquisto della moneta è condizionata dalla legge della rarità, si impone la necessità di stabilire se è la rarità della moneta che deve essere condizionata dalla rarità dei beni, o se è la rarità dei beni che deve essere condizionata dalla rarità della moneta. Per rispondere a questo quesito è opportuno portare un esempio elementare.  Quando voi andate a comprare un paio di scarpe commisurate i piedi alle scarpe o le scarpe ai piedi? L’usuraio pretende di imporre scarpe strette e quindi, se necessario, tagliare i piedi come propone il Governo Berlusconi: “…E per far cassa il governo studia il taglio degli aiuti alle imprese”(!!!) (cfr. Corriere della Sera, 2 Aprile ’04, p.3).  Mentre l’usuraio vuole controllare piedi, più grossi possibili, con le scarpe più strette possibili, per aumentare il più possibile il contenuto podologico delle scarpe – cioè il potere d’acquisto della moneta – il contadino, giustamente, pretende scarpe comode a giusta misura dei piedi il che significa adeguare la rarità della moneta alla rarità dei beni ed agli incrementi produttivi e non viceversa. In queste circostanze abbiamo la possibilità di giudicare tutti: governi, ministri, magistrati, sindacati ecc. per distinguere chi sta dalla parte dell’usuraio e chi dalla parte del contadino.  Merita di essere citato in proposito un fondamentale insegnamento di Ezra Pound:  “Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri”.  Emerge comunque la necessità di sostituire alla banca centrale la funzione monetaria come quarto potere costituzionale dello stato. Come si sa, la banca centrale è una S.p.A con scopo di lucro e quando si pretende di gestire la sovranità monetaria con scopo di lucro, si cade necessariamente nella logica dell’usuraio e del calzolaio che promuove la politica delle “scarpe strette”. Su questa linea, purtroppo, sono tutti unanimemente d’accordo.  L’unica differenza che distingue Berlusconi, Fini, Tremonti, Maroni, Solbes e l’U.E. sta solo nello stabilire il grado di “strettezza delle scarpe”. Speriamo che ci consentano di camminare, sia pure zoppicando.  Fonte: www.abruzzo-press.it  (domenica 4 aprile 2004)


Le Inutili Manifestazioni Sindacali Scritto da Redazione. ELIMINARE LA CONFLITTUALITA' CONTRATTUALE   Flessibilità salariale e reddito di cittadinanza   Il lavoro libero si distingue dal lavoro schiavo perché è basato sulla libera contrattazione dei compensi. Stipulare un contratto significa rispetto della parola data sia da parte del lavoratore che del datore del lavoro. Con la flessibilità salariale si altera arbitrariamente il valore del compenso corrisposto al lavoratore perché se ne svuota arbitrariamente ed unilateralmente il potere d'acquisto. Questa truffa non è imputabile al datore di lavoro, ma al vertice della banca centrale che la attua col pretesto di difendere il potere d'acquisto della moneta e lo fa nel proprio interesse in quanto ne ha la proprietà sin dall'emissione (perché emette prestando e prestare denaro è prerogativa del proprietario). In tal modo ciò che viene rispettato come obbligo contrattuale è la sola espressione numerica della somma di denaro corrisposta come salario, non il suo valore. Nelle tasche del lavoratore va infatti il valore monetario che varia col variare dell'inflazione. E siccome l'inflazione è causata, non dal datore di lavoro, ma dalla banca centrale, che ne lamenta poi la necessità di controllarla e ridurla, ed è in grado di prevederla e prevenirla perché è in grado di causarla, appare in tutta evidenza l'assurda recita quotidiana degli attori della drammatica commedia della conflittualità contrattuale: Bankitalia, Confindustria, CGIL, CISL, UIL. Chi comanda il gioco è Fazio, il padrone dei soldi che li emette prestandoli anche agli industriali. E gli industriali devono accettare le proposte di Fazio perché questi è in grado di concedere o negare il prestito di denaro di cui il mondo del lavoro ha bisogno come l'aria per respirare.  È ovvio che il problema della conflittualità contrattuale si può risolvere solo con la proprietà popolare della moneta. Attribuendo ad ogni cittadino, all'atto dell'emissione, la sua quota di valore monetario come reddito di cittadinanza, si rafforza una volta per sempre la posizione del contraente più debole perché lo si libera dai bisogni di prima necessità. In tal modo il lavoratore accetta il contratto di lavoro perché lo ha voluto, non perché è stato costretto ad accettarlo.  Il regime della proprietà popolare della moneta ed il reddito di cittadinanza conviene sia ai datori di lavori che ai lavoratori, perché finalmente anche per i contratti di lavoro torna a valere la regola del "tener fede alla parola data" che da affidamento e stabilità di cui oggi il mondo del lavoro ha necessità esasperata. Va inoltre posto in evidenza che si risolverebbe anche il problema della c.d. robotizzazione. Oggi i robot sono considerati con ostilità dai sindacati perché il loro uso aumenta la disoccupazione. Attribuendo al cittadino il reddito monetario di cittadinanza esso potrà essere utilizzato per comprare i prodotti dei robot a prezzi più bassi per la riduzione dei costi, realizzando così anche una politica di deflazione monetaria. Ultimo, ma non minore argomento, è la circostanza che col reddito di cittadinanza si darebbe attuazione al 2° comma dell'art. 42 della Costituzione Italiana che sancisce l'accesso alla proprietà per tutti in un diritto sociale universale. Questa norma è stata sistematicamente ignorata da tutti i governi di uno stato che pur si dichiara costituzionale, a conferma della regola pancia piena non crede a pancia vuota, che pur essendo ignorata dalla Costituzione ha tuttavia piena rilevanza giuridica. Fonte : http://www.abruzzopress.info/ . 20 Agosto 2001 Giacinto Auriti Segretario generale del Sindacato Antiusura SAUS

Maastricht e la fine degli Stati Sociali  Scritto da Redazione.  CONTENUTI E LIMITI FUNZIONALI DELL'AUTONOMIA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA NEI RAPPORTI CON GLI STATI MEMBRI  Università di Teramo  Lezione conclusiva del Corso di Perfezionamento in  "Studi dei Valori Giuridici e Monetari"  Anno accademico 1997-98  Atri 27- 05- 1998  Prof. Giacinto AURITI  Direttore del Corso  Al fine di interpretare correttamente il sistema normativo del trattato di Maastricht e la sua rilevanza nell'ordinamento legislativo degli Stati Membri, occorre muovere da alcune precisazioni essenziali sulla distinzione tra valore creditizio e valore monetario. La necessità di tale premessa emerge dalle gravi incertezze teoriche sulla definizione stessa della moneta che hanno scandalosamente indotto le autorità monetarie a concepirla, ad un tempo come "credito" ed "oggetto di credito". Sicché, quando il portatore della moneta si trova. ad es., di fronte alla formula " Lire .... pagabili a vista al portatore" avverte che è una "Falsa cambiale" pur se "vera moneta".  La convenzione monetaria travalica qui tutti i parametri dell'interpretazione per attribuire alla forma un significato addirittura incompatibile con quello letterale. E' gran tempo ormai che si esca definitivamente dall'equivoco di spacciare sotto la parvenza di valore creditizio il valore monetario.  Il credito si estingue con il pagamento, la moneta continua a circolare dopo ogni transazione perché come ogni unità di misura, anche la "misura del valore" è un bene ad utilità ripetuta.  Nel credito la previsione normativa preesiste alla sua manifestazione formale. Così, ad es., il debitore prima vuole l'obbligazione e poi la manifesta sottoscrivendo la cambiale sicché il valore del credito nasce contestualmente alla sua manifestazione. Nella moneta invece, il valore causato dalla convenzione è successivo alla manifestazione formale che è predisposta con anticipo. Infatti i simboli monetari stampati ed assunti in custodia dall'organo di emissione acquistano valore nelle mani del primo prenditore a causa della contestuale accettazione sia del simbolo che della convenzione monetaria. Ognuno è infatti disposto ad accettare moneta come misura del valore e valore della misura in previsione di poterla dare a sua volta come tale. Questa convenzione consentiva lo storico passaggio del mercato dalla regola del baratto a quella della compravendita perché, l'acquirente utilizzava la moneta non solo come misura del valore del bene compravenduto, ma anche come corrispettivo del sinallagma negoziale, in quanto il simbolo incorporava necessariamente il valore della misura che è il potere d'acquisto: valore indotto e non creditizio. Da ciò emerge chiaramente che la moneta è bene reale oggetto di proprietà ed eventualmente di credito e di debito.  Quando le scuole monetarie hanno preteso di definire la moneta come credito si sono trovate poi nella necessità di giustificarla, ricorrendo alla paradossale definizione di credito inesigibile (cfr. sull'argomento la relazione al disegno di legge del Consiglio dei Ministri del Governo Ciampi del 10-02-1993).  Da tale premessa deriva che mentre il valore del credito è causato dalla prestazione oggetto del credito, il valore monetario è un puro valore giuridico indotto nel simbolo. Esso nasce senza altro costo che quello del simbolo che acquista valore monetario per il semplice fatto che ci si mette d'accordo che lo abbia.  Per questi motivi, la moneta, all'atto dell'emissione, va attribuita GRATUITAMENTE in PROPRIETA' alla collettività nazionale perché, essa, accettandola, la crea SENZA COSTO. Quando la moneta era d'oro era impossibile attribuire gratuitamente la moneta all'atto dell'emissione per l'alto costo dell'oro. Con la scoperta del VALORE INDOTTO, il simbolo qualunque ne sia il costo è l'elemento formale di una fattispecie giuridica la cui funzione è solo quella di manifestare alla generalità la convenzione monetaria e la titolarità del potere d'acquisto attribuito al portatore del simbolo, secondo il principio del possesso di buona fede dei beni mobili. La moneta pertanto deve essere attribuita gratuitamente dall'emittente all'accettante.  Quando le Banche Centrali spacciano sotto la parvenza di valore creditizio il valore indotto, inducono le collettività nel falso convincimento che il valore esista già nelle mani dell'emittente prima dell'accettazione. Così le banche centrali hanno inculcato nelle collettività nazionali il falso convincimento di dover accettare la loro moneta, all'atto dell'emissione, col corrispettivo del debito: cioè in prestito.  Su tali premesse si avverte l'imponente innovazione storica realizzata dal Paterson nel 1694, all'atto della costituzione della Banca d'Inghilterra fondata sullo scopo di prestare al posto dell'oro, le cambiali della banca (notes of bank o banconote). Per rendersi conto della portata di questa innovazione basti considerare un banale esempio: chi trovava una pepita d'oro la intascava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c'è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta.  Poiché la banca emette moneta solo prestandola, chi l'accetta viene espropriato ed indebitato del valore monetario. Ciò spiega perché la sostituzione della moneta d'oro con la moneta nominale non è stata la semplice modifica della struttura merceologica del simbolo, ma un fondamentale mutamento giuridico, perché i popoli sono stati trasformati da proprietari in debitori con un costo del denaro del 200% imposto surrettiziamente dalle banche centrali all'atto dell'emissione. Facendo leva infatti, sul riflesso condizionato causato dall'abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno indotto i popoli ad accettare la loro moneta, all'atto dell'emissione col corrispettivo del debito. E poiché prestare denaro è prerogativa del proprietario, la banca centrale espropria la collettività del 100% e l'indebita contestualmente di altrettanto perché emette prestando.  Solo su queste premesse si comprendono le vicende storiche successive alla costituzione della Banca d'Inghilterra. Le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate essenzialmente perché si indebitavano verso i banchieri per quella moneta nominale che i banchieri stampavano a costo nullo e che gli stessi Re avrebbero potuto creare per proprio conto, gratuitamente, solo se avessero compreso che la moneta ha valore indotto e non creditizio. Oggi, dopo la fine degli accordi di Bretton Woods, ossia dal 15 agosto 1971, con l'abolizione della riserva, il dollaro avrebbe dovuto perdere totalmente il suo valore. Mentre, non solo non ha perso valore, ma si è sostituito all'oro come moneta base del sistema monetario mondiale. Al "gold exchange standard" si è sostituito il "dollar-standard". Dunque abbiamo avuto oltre alla prova scientifica anche la conferma storica della inutilità della riserva.  Oggi le grandi regole del gioco non sono cambiate.  Se non si acquista la consapevolezza del principio che la moneta ha valore indotto e non creditizio, con la costituzione della BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE) e l'accettazione dell'EURO, gli Stati Membri rischiano di avere la medesima sorte delle Monarchie Cattoliche della Vecchia Europa: potrebbero finire per dissoluzione. Se si considera infatti che la somma dei simboli monetari incorpora un valore indotto pari a quello di tutti i beni misurati o misurabili nel valore e che la totalità di questo valore è gravato di debito verso la banca centrale, ci si accorge della validità dell'intuizione della Enciclica Quadragesimo Anno (106) : "Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso di cui vive l'organismo economico ed hanno in mano, per così dire, l'anima dell'economia, sicché nessuno contro la loro volontà potrebbe nemmeno respirare".  In questo sistema pretendere di pagare con denaro un debito di denaro è come pretendere di pagare un debito con un altro debito: è impossibile. A lungo andare i debiti si pagano con il prodotto del proprio lavoro e con la proprietà del capitale.  Con la distinzione tra moneta debito e moneta proprietà si è avuta anche una netta differenziazione tra due sistemi fiscali. Quando il cittadino era proprietario della moneta il prelievo fiscale era un atto di scambio tra il contribuente e lo stato. Si realizzava un equilibrio sinallagmatico tra il tributo ed il costo delle funzioni e dei servizi pubblici. L'entità del tributo era commisurata e limitata ai costi necessari all'espletamento delle attività dello Stato. Con l'avvento della moneta nominale, in cui tutta la moneta è gravata di debito perché erogata in prestito dalla banca centrale sin dall'emissione, il prelievo fiscale diventa il pagamento di un debito non dovuto.  Il fisco diventa così uno strumento al servizio della grande usura con cui la banca centrale riscuote il pagamento di un debito non dovuto che precipita la collettività nell'angoscia dell'insolvenza ineluttabile.  Su tali premesse ci si rende conto della deformazione globale dei giudizi di valore che impediscono di fare anche delle constatazioni banali ed ovvie. Oggi, ad esempio, il problema della disoccupazione è un falso problema. Il vero problema è " la voglia di lavorare che non c'è più". Una volta l'uomo lavorava per un profitto; con l'avvento della moneta nominale chi più lavora più s'indebita perché tutto il denaro in circolazione è gravato di debito al 100% verso il sistema bancario. Giustamente Caffè diceva che il nostro è tempo di "economia triste". Oggi la gente lavora non per il giusto profitto, ma per pagare debiti. Bene va se ci riesce.  Per interpretare i contenuti ed i limiti dell'autonomia della BCE occorre definire correttamente cosa debba intendersi per funzione. E' ovvio infatti che la determinazione della funzione è condizionata dallo scopo. La BCE è pertanto posta di fronte all'alternativa di "servirsi" o di "servire". Nel primo  caso dovrà emettere "prestando", nel secondo dovrà emettere "accreditando". Fazio, Governatore della Banca d'Italia, ha erroneamente definito la prima ipotesi, che è quella storicamente operante per mera prassi bancaria, come "purgatorio". La definizione è clamorosamente errata perché, ove si consideri che gli Stati membri restituiranno, con esasperati prelievi fiscali ed interessi arbitrariamente decisi dalla BCE, quantitativi di denaro fino al 100% della moneta in circolazione - perché, tutta la moneta è gravata di debito in quanto emessa solo prestandola - è chiaro che di tutto si può trattare tranne che dell'anticamera del paradiso (quale è il purgatorio). E' ovvio quindi che il Governatore Fazio ha usato il termine purgatorio per ragioni di pudore. La previsione è l'inferno: il medesimo inferno che si manifestava con l'avvento della grande usura nella Vandea in Francia. Fenomeno che, non a caso, ha inciso sui mutamenti della storia dopo che la moneta debito ha sostituito la moneta proprietà. La caduta degli Zar e l'avvento del comunismo in Russia, il Fascismo in Italia, il Nazismo in Germania, la Falange in Spagna, il Peronismo in Argentina, le esperienze di Salazar in Portogallo e di Codreano in Romania hanno vissuto tutti il travaglio delle crisi monetarie dominate dalla strumentalizzazione della moneta debito.  Quando il banchiere ricordato da Ezra Pound diceva: "Abbiamo impiegato 20 anni per battere Napoleone, ci basteranno 5 anni per battere il Fascismo" dimostrava la sua superiorità culturale. La storia gli ha dato ragione. E va ricordato in proposito il pensiero di Edmund Rotschild (nella lettera alla Ditta Kleimer, Morton e Vandergould di New York in data 26 Giugno 1863, ricordata da Pound): "Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi".  Del resto anche Marx (Il Capitale lib. I cap. 24 par. 6, Editori Riuniti, Roma 1974, pp. 817-818) ricorda testualmente: "La banca d'Inghilterra cominciò col prestare al governo all' 8 %; contemporaneamente era autorizzata dal Parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconote.  Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla stessa Banca d'Inghilterra diventasse la moneta con cui la banca faceva prestiti allo Stato e pagava, per conto dello Stato, interessi sul debito pubblico.  Non bastava però che la banca desse con una mano per avere restituito di più con l'altra, ma proprio mentre riceveva rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all'ultimo centesimo che aveva emesso”.  Il Fascismo - come tutte le rivoluzioni di taglio vandeano - è stato un movimento romantico in cui è mancata una scuola di pensiero all'altezza dei problemi della generazione. L'equivoco del monismo hegeliano dilagante aveva offuscato anche le menti migliori. La confusione tra momento strumentale oggettivo e momento edonistico soggettivo era la proiezione, nel mito dello stato, dell'immanenza hegeliana. La sovranità monetaria era del tutto ignorata ed ancora oggi lo è sia nel mondo scientifico sia in quello politico.  Dal contesto generale emerge che l'autonomia della BCE deve essere funzionalmente limitata al solo momento dell'emissione, mentre la proprietà della moneta e quindi le libertà giuridiche essenziali alla sua utilizzazione devono essere riconosciute come prerogativa esclusiva degli Stati Membri. Il rapporto organico, per essere razionale, deve distinguere il momento strumentale o funzionale -prerogativa dell'organo- dal momento edonistico -prerogativa della collettività -.  Il momento edonistico è strettamente individuale e per sua natura non delegabile. Non si può godere dei beni per rappresentanza organica. Questo concetto era chiaramente espresso nell'apologo di Menenio Agrippa in cui si distingueva la funzione dello stomaco da quella delle membra secondo la logica della piramide dritta. Con l'avvento della moneta nominale la piramide è stata rovesciata. Chi crea il valore monetario non è la banca ma la collettività; I'organo se ne appropria perché emette la moneta prestandola e prestare denaro è prerogativa del proprietario. Poiché la proprietà è godimento dei beni giuridicamente protetto, oggi il rapporto che lega la collettività al sistema bancario basa sul principio secondo cui mentre il popolo assume la funzione di avere fame l'organo assume quella di mangiare in sua rappresentanza.  In breve, posto che per democrazia deve intendersi l'attribuzione al popolo della sovranità politica, ogni popolo deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte integrante ed essenziale e quindi irrinunciabile. Ecco perché, ogni popolo va riconosciuto proprietario della sua moneta all'atto dell'emissione, in un regime di " DEMOCRAZIA INTEGRALE ". Altrimenti si definisce democrazia l'inferno della grande usura.  Se non si sostituisce alla moneta debito la moneta proprietà, le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione.                   Atri (TE) 27-5-1998  Prof. Giacinto Auriti

SATANA ROTHSCHILD 666 ALLAH JABULON LILITH E TUTTI I DEMONI DELL'INFERNO ] mi dovete disintegrare la LEGA ARABA Shariah: o voi o loro!

NOI siamo per la Proprietà della Moneta  Scritto da Redazione.  no  bene   pro   toto   libertas   venditur   auro  NOI  SIAMO  PER  LA  PROPRIETÀ’  POPOLARE  DELLA   MONETA  RIPRENDIAMOCI LA PROPRIETÀ’ DEI NOSTRI SOLDI  Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette PRESTANDOLA  ai cittadini. Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come "REDDITO DI CITTADINANZA".   In Italia per scrivere questa frase sono stati necessari 36 anni di studi e ricerche  universitarie, condotte dal Prof. Avv. Giacinto AURITI attraverso tesi di laurea, convegni ecc. Questi studi sono stati effettuati nell’Università degli Studi di Teramo presso la Facoltà di Giurisprudenza  e presso l’Università "La Sapienza" di Roma.  " Proposta di un regime monetario uniforme, in cui la persona umana(*) sia padrone e non debitore della sua moneta "  MANIFESTO per la GIUSTIZIA MONETARIA  Per garantire la moneta come strumento di diritto sociale vanno rispettati i seguenti principi:  1) Moneta di proprietà del portatore;  2) Senza riserva;  3) Rarità monetaria controllata e finalizzata agli interessi sociali e non a quelli dell'usura;  4) Reddito monetario di cittadinanza;  5) Codice dei redditi sociali;  6) Trattenuta all'origine dei fondi per esigenze fiscali di pubblica utilità;  7) Moratoria dei debiti (ed eventuale sciopero dei debitori) in attesa dell'accertamento della proprietà dei valori monetari e della relativa compensazione di dare-avere;  8) Costituzione di un Dicastero per il risarcimento danni da usura (analogo al risarcimento per danni di guerra);  9) Divieto di Signoraggio: tutti possono prestare moneta tranne chi la emette;  Manifesto presentato dal Prof. Avv. Giacinto AURITI  segretario generale dell’allora Sindacato Antiusura (S.A.U.S.) al convegno di Guardiagrele (CH) intitolato "Giustizia monetaria" del 13-09-02.  on line su You Tube in  S.AU.S.TV 2 - sezione "miscellanea"  (*) E non persona giuridica (Enti di Stato, multinazionali, s.p.a. ecc..) Segue disegno di legge con cui si chiede che l’ euro sia riconosciuto di proprietà del popolo europeo; va, altresì precisato, che le medesime iniziative vanno intraprese in tutte le nazioni, sicchè ogni popolo sia proprietario della sua moneta.  DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE  (Ai sensi dell'art. 71 della Costituzione Italiana)  EURO PROPRIETÀ DEI CITTADINI EUROPEI  Art. 1 - L'EURO, all'atto dell'accettazione, nasce di proprietà dei cittadini ed è acquisito a tal fine nella disponibilità degli Stati Membri aderenti al Trattato di Maastricht. L'EURO è pertanto proprietà del portatore.  Art. 2 - Ad ogni cittadino è attribuito un codice dei redditi sociali, mediante il quale gli viene accreditata la quota di reddito causato dall’accettazione monetaria e da altre eventuali fonti di reddito in attuazione del 2° co. dell'art. 42 della Costituzione.  Art. 3 - Accettata la proprietà dell'EURO in rappresentanza della collettività nazionale, il Governo è legittimato a trattenere all'origine quanto necessario per esigenze fiscali di pubblica utilità.  Art. 4 - Norma transitoria. E' concessa la moratoria dei debiti a richiesta di parte in attesa che si accerti di chi sia la proprietà dell'EURO all'atto dell'emissione.  Disegno di Legge proposto dal Sindacato S.A.US.. Segretario Generale:  Prof. Avv. Giacinto Auriti 

Note di Filosofia del Valore  Scritto da Redazione.  NOTE DI FILOSOFIA DEL VALORE  del prof. Giacinto Auriti  “ Lo spazio coincide solo col presente, tutto il resto è tempo ! “  Tutte le scuole di scienze sociali ed economiche si sono trovate, finora, nell'impossibilità di realizzare una seria indagine scientifica perché mancavano dei presupposti di filosofia del valore assolutamente indispensabili per conoscere e definire l'oggetto stesso della loro ricerca.  Poiché ogni serio procedimento scientifico, libero dalle banali e gratuite costruzioni del pragmatismo empirico, muove dalla precisazione di un postulato iniziale la cui veridicità può essere solo constatata e non dimostrata, noi assumiamo il postulato che il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Così, ad es., la penna ha valore perché si prevede di scrivere, il coltello ha valore perché si prevede di tagliare, la moneta ha valore perché si prevede di comprare, ecc.. Sicché il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto.  Posto che il tempo è l'io che si pone come realtà in quanto capacità in atto di ricordare, constatare e prevedere, potrebbe sembrare, a prima vista, che non esiste una dimensione oggettiva del tempo perché coincidente con l'io pensante. Ci si rende conto, invece, che esiste il tempo oggettivo purché si tenga conto del fondamentale principio ermeneutico della precisazione del punto di osservazione della realtà. Poiché la costante del tempo è il presente che è l'io pensante nella sua continuità vitale, il momento ricordato e quello previsto non sono ovviamente il presente: sono tempi pensati e non pensanti. Il punto di osservazione della realtà è l'IO PENSANTE. Lo spazio è il momento oggettivo del presente. Lo spazio, infatti, coincide solo col presente. Tutto il resto è tempo. Sicché, quando i monetaristi pretendono di definire il valore come una proprietà della materia - ad es. il valore intrinseco dell'oro considerato come proprietà del metallo  - cadono nell'insanabile errore di considerare il valore nella dimensione dello spazio e siccome abbiamo evidenziato che il valore è sempre una previsione cioè una dimensione del tempo, cadono nell'assurda pretesa di andare alla ricerca del valore dove non c'è.  Anche l'oro ha valore per convenzione, cioè per la previsione della accettazione altrui come condizione della propria accettazione come misura del valore e valore della misura. Anche nell'oro, tradizionalmente utilizzato come simbolo monetario, si è verificato il fenomeno dell'induzione giuridica. L'oro, come ogni moneta anche se costituita da simboli di costo nullo, è una fattispecie giuridica. Solo su queste premesse è possibile porre la distinzione fondamentale tra fisiologia e patologia del valore, come presupposto di tutte le categorie scientifiche, in cui il ricercatore deve avere la piena consapevolezza che la sua capacità conoscitiva è normale nel coordinamento ordinato e contestuale della dimensione temporale e spaziale. Il giudizio di valore è normale solo se si distingue il momento strumentale: oggettivo, dal momento edonistico: soggettivo.  Ciò significa che il giudizio di valore è normale solo se si basa su una concezione dualistica di filosofia della conoscenza che distingue tra soggetto ed oggetto. Il momento strumentale è il momento oggettivo del valore perché è il momento soggettivo del tempo. Esso coincide sempre col presente, cioè con l'io pensante. Il giudizio di valore è anormale quando si confonde il momento strumentale con quello edonistico, cioè quando, in applicazione della concezione monistica di filosofia della conoscenza che riduce la realtà all'idea della realtà, si confonde l'oggetto col soggetto e quindi il momento strumentale, oggettivo con quello edonistico, soggettivo.  La conseguenza macroscopica di questa deformazione del giudizio di valore è il fenomeno della personificazione dello strumento che ha determinato, nel diritto societario, la sconvolgente MALATTIA CULTURALE della c. d. soggettività strumentale per cui la società non è considerata come l'insieme dei soci legati dal rapporto organico, ma come concetto senza contenuto umano: vero e proprio fantasma giuridico. Stato costituzionale, stato, banca, ne sono macroscopiche testimonianze. Il vero ed inconfessabile scopo della strategia culturale che ha concepito e realizzato il fenomeno della soggettività strumentale, è stato consentire alle società strumentalizzanti la mostruosa rappresentanza organica del momento edonistico del valore, che è il capitalismo. Come dire che mentre il popolo assume la funzione di avere fame, il Governo assume quella di mangiare in rappresentanza del popolo.  L'esperienza storica del razionalismo hegeliano ci ha insegnato che il monismo è stato strumentalizzato per confondere l'oggetto col soggetto, cioè l'io col non io, ossia l'io col tu e il mio col tuo, perché il tuo possa diventare mio. Poiché non è concepibile uno strumento senza chi lo adoperi, così come non è concepibile un'automobile senza un autista, non è concepibile una soggettività strumentale senza una società strumentalizzante che è la Massoneria nello Stato costituzionale, la Nomenclatura nello Stato socialista, il Sindacato di maggioranza degli azionisti nella Società anonima, o nella multinazionale. Ridotto il concetto di società a strumento, cioè a concetto senza contenuto umano, la conseguenza ineluttabile è stata la sostituzione della regola del servirsi a quella del servire (proprio della società organica e del diritto naturale) perché è ridicolo pensare che si possa servire uno strumento. Sostituire la regola del servirsi a quella del servire significa sostituire al principio del "conviene essere giusti" il principio del "è giusto quello che conviene". L'interesse sociale non può qui coincidere con quello dei soci, perché la "società strumentale" non è "I soci". Si maschera, così, sotto la parvenza di interesse sociale, quello di un fantasma giuridico che altro non è che il paravento delle grandi mangiatoie delle società strumentalizzanti.  Ecco perché, con l'avvento delle soggettività strumentali, si sono vissuti e si vivono necessariamente solo tempi di decadenza, perché comandano i peggiori.  Su queste premesse, si spiega il fenomeno di tangentopoli che non può essere considerato come occasionale aumento statistico di delinquenza politica, ma come segno dei tempi. E la proiezione storica della grande malattia culturale del monismo hegeliano. Essendosi ridotta la realtà all'io pensante, si è conseguentemente ridotto il concetto di utilità all'utilità dell'io e si è, quindi, confuso l'utilità con l'egoismo.  Gli strumenti utilizzati per l'instaurazione della mostruosa rappresentanza organica dei momento edonistico del valore sono stati essenzialmente gli Stati costituzionali (sia liberali che socialisti), le Banche centrali, le Società anonime e le Multinazionali. Poiché il godimento dei beni si realizza praticamente nel diritto di proprietà - che è appunto "godimento dei beni giuridicamente protetto" - il capitalismo ha realizzato l'espropriazione dei popoli, o con la norma costituzionale degli Stati socialisti nel capitalismo di Stato, o con la moneta nominale (che è moneta-debito perché emessa in prestito dalle Banche centrali) nel capitalismo usurocratico degli Stati liberali, o col conferimento del capitale nelle Società anonime in cui si trasforma il socio da proprietario in azionista, cioè creditore di un credito inesigibile pari a tutto il capitale conferito. In tutte queste fattispecie, il comun denominatore è che la proprietà diventa apparentemente di un fantasma giuridico, sostanzialmente delle società strumentalizzanti: la Nomenclatura, negli stati socialisti, la Massoneria, in quelli liberali, il Sindacato di maggioranza del pacchetto azionario (che non ha nulla a che fare con la maggioranza degli azionisti) nelle c. d. società di capitali: essenzialmente banche e multinazionali.  Su queste premesse ci si rende conto che la collettività umana vive, oggi, in un sistema che ha le prerogative dell'allevamento di bestiame e non quelle della società degli uomini. Ciò è stato possibile perché si è realizzata una strategia di dominazione mediante una cultura iniziatica, basata su principi di etica economicistica.  Tratto da CHIESAVIVA  Luglio-Agosto 2001

Per un Nuovo Sistema Monetario  Scritto da Redazione.  UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TERAMO  COMUNE DI ATRI      Anno accademico 1996 – 1997 CORSO DI PERFEZIONAMENTO  in  “ STUDI DEI VALORI  GIURIDICI E MONETARI ”     Prolusione  Prof. Giacinto Auriti  “ La Moneta del 2000  Nuove Linee di Teoria Monetaria “     Sabato 16 Novembre 1996, ore  11.30  TEATRO COMUNALE Piazza Duomo   -  ATRI        LA MONETA DEL 2000  Nuove linee di teoria monetaria  E' con sentimento di profonda riconoscenza verso il Magnifico Rettore ed ai miei colleghi della Facoltà di Giurisprudenza, che dò inizio a questo primo corso di perfezionamento in "Studi dei Valori Giuridici e Monetari".  La mia gratitudine nasce dalla constatazione che questa iniziativa non ha precedenti. L'avermi consentito di realizzarla è un gesto di coraggio e di fiducia nei miei confronti, che altamente mi onora. Spero vivamente di non deluderli. Tengo a ringraziare inoltre le Autorità religiose e civili, i sindaci, particolarmente i Sindaci di Chieti, Pescara ed Atri, gli autorevoli esponenti del mondo imprenditoriale per la loro particolare sensibilità alla problematica degli interessi sociali collegati al tema della moneta. Un vivo ringraziamento ai senatori Natali e Belloni firmatari, con altri quattordici senatori del disegno di legge n.l282\95 per la proprietà popolare della moneta.  Poiché le nostre linee culturali sono totalmente nuove ed hanno, come tutte le scelte strategiche, la caratteristica essenziale della semplicità, nell'iniziare questo corso ci piace muovere dal noto proverbio popolare per cui, come tutti sanno, "non si possono aprire porte aperte".  Quando Aristotele definì - forse per primo - la moneta come misura del valore aveva già spalancato la porta per accedere al grande segreto del valore monetario.  Come il metro ha, necessariamente, la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, così la moneta ha necessariamente la qualità del valore perché misura il valore.  Come giustamente insegnava Guglielmo di Humbolt, ed a me il mio indimenticabile maestro Emilio Betti, in ogni frase vi sono sempre due significati: uno esplicito e l'altro implicito. Il messaggio culturale implicito e surrettizio contenuto nella formula "misura del valore" è quindi "valore della misura" che è il valore indotto della moneta ossia il suo "potere d'acquisto".  Su queste premesse si spiega perché tutti i monetaristi dopo aver accettato unanimemente la definizione delle moneta come "misura del valore", si sono limitati a definirla come mero "strumento di scambio", andando alla ricerca del valore monetario al di fuori della moneta.  Osiamo dire che siamo stati i primi, dopo tremila anni ad accorgerci che la porta era già stata aperta da Aristotele ed a scoprire che il valore indotto è un puro valore giuridico ed a spiegare quindi perché la moneta  non è solo misura del valore ma anche contenitore del valore della misura, come tale, bene reale oggetto di scambio.  Per spiegare la natura e le caratteristiche dell'induzione giuridica, occorre muovere dalle seguenti premesse di teoria generale:  a)   il diritto è uno strumento perché è il risultato di una attività creatrice dello spirito;  b)   poiché ogni strumento è un oggetto che ha valore, non si può definire il diritto se non si definisce il valore;  c)   il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Cosi ad esempio si può dire che una penna ha valore perché si prevede di scrivere. Dunque il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto;  d)   nella prima fase il valore è il giudizio di strumentalità, che attiene all'oggetto; nella seconda fase è il momento edonistico, che attiene al soggetto. In questo senso, la realtà spirituale del diritto in cui risiede la strumentalità, è tempo intersoggettivo. Cosi ad esempio il credito è il rapporto tra il momento «ricordato» della sua instaurazione e quello «previsto» del suo adempimento, che lega creditore e debitore. In questo senso si spiega il diritto come rapporto necessario e funzionale tra fasi di tempo e quindi il diritto nella sua forza cogente come «dover essere»;  e)   da queste premesse emerge che il diritto ha un valore in se, diverso da quello del bene oggetto del diritto perché soddisfa il bisogno della certezza del diritto. Cosi ad es., se consideriamo due atti reciproci di donazione tra due soggetti, si ha ex post, un effetto uguale a quello di un contratto di permuta. Ma se le parti, invece di due atti di donazione instaurano un contratto, vuol dire che c'è il motivo, in quanto ognuno da la sua prestazione per la certezza giuridica della controprestazione altrui. Dunque nell'elemento convenzionale del contratto risiede un'utilità, e quindi un valore autonomo, diverso da quello della prestazione e della controprestazione. Su tale premessa balza evidente la distinzione tra valore creditizio e valore convenzionale: mentre il valore del credito è commisurato al valore dell'oggetto del credito, il valore convenzionale è creato dalla stessa convenzione e la sua entità e struttura sono liberamente concepite e realizzate dall'accordo tra le parti. Nasce cosi un valore che non ha altro costo che l'attività mentale delle parti e l'elemento materiale necessario alla sua manifestazione formale.  La moneta come fattispecie giuridica.  Solo su queste premesse è possibile dare una definizione scientifica della moneta, colmando una lacuna culturale millenaria non più tollerabile.  La moneta ha valore perché è misura del valore. Poiché ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, cosi la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Qui l'attività convenzionale non è produttiva solamente della misura del valore, ma anche del valore della misura: quello che noi chiamiamo "potere d'acquisto".  Nella moneta si verifica un fenomeno analogo a quello dell'induzione fisica. Come nella dinamo l'energia meccanica causa energia elettrica, cosi nella moneta, la convenzione causa il valore indotto nel simbolo. Pertanto la moneta è un bene collettivo, in quanto creato dalla convenzione sociale, ma di proprietà privata individuale perché attribuita al portatore del simbolo, in virtù dell'induzione giuridica.  L'ostacolo di fronte al quale tutti gli economisti si sono fermati si basa sull'errore iniziale di non aver definito la moneta come fattispecie giuridica e lo stesso diritto come strumento o bene esso stesso e cioè come espressione di un valore proprio, diverso da quello del bene oggetto del diritto.  Su questo equivoco iniziale, si è preteso di giustificare il valore monetario sulla base della riserva d'oro confondendo e spacciando sotto la parvenza di valore creditizio, il valore indotto, ossia configurando la moneta, non come misura del valore, ma come titolo di credito rappresentativo della riserva. La moneta non è credito ma oggetto di credito.  Del resto se fosse vero che la riserva serve a conferire alla moneta il potere di acquisto, dopo la cessazione degli Accordi di Bretton Woods, e con l'abolizione della riserva d'oro, il dollaro avrebbe dovuto perdere totalmente il suo valore: mentre non solo non ha perso valore, ma ha sostituito l'oro come moneta base del sistema monetario mondiale. La tesi che pretende di giustificare il valore della moneta sulla base della riserva è clamorosamente errata oltretutto perché fondata su una concezione materialistica del valore.  Di solito si considera il valore dell'oro come una proprietà del metallo ed in questo senso si parla impropriamente di «valore intrinseco».  Anche l'oro ha valore perché ci si è messi d'accordo che lo abbia. Siccome questo metallo è stato considerato tradizionalmente come simbolo monetario, per consuetudine gli è stato attribuito il valore indotto. Poiché la convenzione è una fattispecie giuridica, ed ogni unita di misura è convenzionalmente stabilita, la materia prima per creare moneta, è esattamente la medesima che serve a creare fattispecie giuridiche e cioè spazio e tempo: spazio, che è la materia con cui il simbolo monetario si manifesta; tempo che è la previsione convenzionale della possibilità di comprare. L'elemento formale della fattispecie monetaria può essere l'oro o qualsiasi altro simbolo di costo nullo come carta ed inchiostro. Questo aspetto della irrilevanza del valore della merce con cui il simbolo monetario si manifesta, è acutamente rilevato dal Nussbaum (Storia del Dollaro, Milano 1957 pag.8), il quale analizzando la storia monetaria delle colonie americane, rileva che, quando le merci venivano accettate come moneta, si verificavano contestualmente due fenomeni: aumentavano di valore e la merce di cattiva qualità acquistava lo stesso valore di quella di buona qualità. Ciò avveniva perché la merce incorporando valore indotto, assumeva, come simbolo monetario, la mera funzione di elemento formale di una fattispecie giuridica.  Ci si può spiegare questo secondo aspetto del fenomeno monetario rilevato dal Nussbaum, con l'ovvia considerazione che, anche per noi, avere in tasca banconote nuove di zecca o logore, è del tutto indifferente. E ciò avveniva anche, ad es., per le pelli di castoro quando venivano usate come moneta. Questo prova che anche l'oro altro non è che una fattispecie giuridica e che il suo cosiddetto valore intrinseco altro non è che valore indotto.  Tanto è vero ciò che, se compro una sterlina d'oro al prezzo di duecentomila lire, scambio il simbolo aureo con due pezzi di carta del valore di pochi centesimi.  Valore creditizio e valore monetario: caratteristiche differenziali.  E gran tempo ormai che si esca definitivamente dall'equivoco di spacciare sotto la parvenza di valore creditizio il valore monetario. Per comprendere le differenze fondamentali tra moneta e credito basta muovere dalle seguenti considerazioni:  a) il credito si estingue col pagamento, la moneta continua a circolare dopo ogni transazione indefinitamente, perché, come ogni unita di misura, è un bene ad utilità ripetuta;  b)  il valore del credito è sottoposto al rischio dell'inadempimento, il valore monetario è attuale e certo perché, per l'induzione giuridica, la moneta è bene reale, oggetto di diritto di proprietà;  c)   nel credito, prima si vuole il precetto normativo e poi lo si manifesta;  nella moneta, prima si crea la manifestazione formale, cioè i simboli monetari, e poi gli si attribuisce il valore all'atto dell'emissione. Chi crea il valore della moneta non è chi la emette, ma chi l'accetta. Come nell'induzione fisica nasce l'energia elettrica con la rotazione degli elementi della dinamo, cosi nell'induzione giuridica, nasce il valore della moneta all'atto della sua emissione, cioè quando inizia la fase dinamica della   sua   circolazione   nella   collettività   che,   accettandola convenzionalmente, ne crea il valore;  d) il valore del credito è causato dalla promessa del debitore, come avviene nella cambiale in cui l'emittente è il debitore. Il valore della moneta è causato dall'accettazione del primo prenditore. Oggi la moneta è emessa sotto forma di falsa cambiale perché firmando come debitore, il governatore della banca centrale induce la collettività nel falso convincimento che sia lui stesso a creare il valore della moneta.  In analogo errore cadono le teorie che pretendono di configurare la moneta come titolo rappresentativo dei beni disponibili sul mercato, in quanto conferirebbero alla moneta il suo potere di acquisto (in questo senso ricordo la dichiarazione di Nixon a Camp David del 15 agosto 1971 con cui fu abolita la convertibilità del dollaro in oro ed abrogati gli accordi di Bretton Woods).  Come ogni unita di misura, anche la moneta ha una sua utilità condizionata dalla esistenza degli oggetti da misurare. Se non vi fossero oggetti da misurare nella lunghezza, il metro sarebbe inutile ed inutile la moneta se non vi fossero beni da misurare nel valore; ma ciò non significa che l'unita di misura rappresenta gli oggetti misurati.  Ma la prova dell'insufficienza di questa tesi sta nel fatto che mentre il portatore di un titolo rappresentativo può pretendere la consegna dell'oggetto del credito su consegna del documento, il portatore della moneta può solo proporre l'acquisto dei beni al proprietario. A parte il fatto che, mentre il titolo di credito si estingue con il pagamento, la moneta no.  Nella relazione al disegno di legge sul conto intrattenuto dal Ministero del Tesoro presso la Banca d'Italia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 1993, è contenuta una preziosa dichiarazione, rara per la sua impudente sincerità: « La ratio di queste disposizioni » recita testualmente la relazione « è evidente: garantire la piena indipendenza delle Banche Centrali e della Banca Centrale Europea, nella gestione della politica monetaria... In conseguenza non è consentito agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato, di esercitare signoraggio in senso stretto:  ovvero di appropriarsi di risorse (sic!) attraverso l'emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile di corso legale ».   Dunque:  aa)  esistono risorse che, ovviamente, non sono di chi se ne appropria, altrimenti sarebbe impossibile appropriarsene;  bb)  normalmente non dovrebbe essere consentito a nessuno di appropriarsi di « risorse » altrui e non solamente agli Stati firmatari del Trattato, mentre ciò è consentito alle Banche Centrali e alla Banca Centrale Europea che - come si sa - emettono « debito inesigibile » cioè « moneta inconvertibile di corso legale ».  Le « risorse » (altrui) di cui parla la relazione alla legge, altro non è che il valore indotto della moneta creato dalla collettività. Le banche centrali hanno raggiunto un tale grado di professionalità nell'appropriarsi di risorse altrui, da avere consolidato in se stesse, e nei governi il convincimento di avere il diritto di farlo, mediante una vera e propria forma di furto legalizzato.  Caratteristiche di una « nuova moneta >>  Solo dopo aver definito il valore monetario come valore indotto, è possibile indicare le caratteristiche essenziali di una nuova moneta.  Essa dovrà avere la qualità positiva della moneta d'oro e non quella negativa: la qualità positiva della moneta nominale è non quella negativa.  La qualità positiva dell'oro è che il portatore ne è proprietario; la qualità negativa è che la sua rarità non è controllabile perché causata dalla rarità stessa del metallo. La qualità negativa della moneta nominale sta nel fatto che il portatore ne è il debitore perché la banca centrale la emette solo prestandola; la qualità positiva è che non pone problemi di rarità.  Come è noto, la storia della moneta insegna che il maggior difetto del sistema aureo sta nelle gravi congiunture economiche per rarità monetaria, causate dalla impossibilita di adeguare gli incrementi monetari agli incrementi produttivi.  Poiché ogni unità di misura deve avere la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, la rarità è una qualità essenziale della moneta perché è la misura del valore dei beni economici che sono appunto, tali, perché limitati nella quantità, cioè rari.  Per sostituire al limite naturale della rarità aurea quello discrezionale della moneta nominale, sarà sufficiente tener conto delle normali oscillazioni dei valori di mercato.  Posto infatti che il prezzo non è solamente l'indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato, per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione, quando questa tendenza si verifica, si dovrà desistere sia dall'emissione di moneta, sia dalla produzione di nuovi beni.  L'uomo potrà tornare ad assaporare il gusto della vita e disporre finalmente del suo tempo che la logica della grande usura gli ha sottratto. I vuoti monetali causati dalla monetizzazione del debito, costringono l'uomo del nostro tempo a correre per tentare di colmarli aumentando la velocità di circolazione della moneta, in un clima di angoscia ed ansiosa incertezza.  Una volta l'uomo lavorava per conseguire un profitto. Oggi lavora per pagare debiti in una situazione di cronica insolvenza. Pretendere nell'attuale sistema, di pagare un debito di denaro con denaro, è come pretendere di pagare un debito con un altro debito. Non è possibile.  Infatti, tutto il denaro in circolazione è gravato di debito verso la banca centrale che lo emette in un solo modo: prestandolo. In questo sistema chi più produce più si indebita e potrà pagare i debiti solo con i beni reali ed il prodotto del suo lavoro. Alle nuove generazioni se non si sostituisce alla moneta-debito la moneta-proprietà, non rimarrà altra alternativa che quella tra il suicidio e la disperazione.  Non a caso Mosè disponeva con l'anno sabbatico (Deuteronomio 15,1) la remissione dei debiti per sostituire alla moneta-debito, la moneta-proprietà. Il debitore liberato diventava infatti proprietario della moneta che prima era gravata di debito.  Poiché, come abbiamo detto, il valore è un rapporto tra fasi di tempo e cioè tra momento strumentale oggettivo e quello edonistico soggettivo, il credito può costituire il surrogato della moneta perché genera dal momento soggettivo della "previsione dell'adempimento" quello oggettivo della "adempimento previsto". Per la certezza del diritto infatti si anticipano al momento attuale i valori previsti e si realizza così un bene nuovo per il giudizio di equivalenza economica tra la titolarità del credito ed il bene oggetto del credito.  Il credito diventa così per la sua strumentalità giuridica un valore nuovo ed attuale: il surrogato della moneta, cioè un modo di essere della "oggettivazione del tempo".  Su questo principio una volta dimostrato che la moneta ha valore indotto l'aumento della sua velocità di circolazione causata dall'anticipazione dei valori creditizi consente la creazione di quantitativi praticamente illimitati di valori nuovi esprimibili in qualunque veste monetarie.  Su questa regola analogamente a quanto avviene nell'indotto fisico della dinamo, in cui l'aumento di velocità di rotazione causa l'aumento di energia elettrica, si verifica con l'aumento di velocità di circolazione dei valori monetali e creditizi l'aumento esponenziale di valore indotto. Fenomeno questo non controllabile dalle banche centrali (come del resto riconosciuto dal Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio nella relazione annuale alla assemblea della Banca d'Italia) perché tuttora viene ignorata la distinzione tra valore indotto e valore creditizio.